L'audio di Matteo Richetti contro Maurizio Martina

L’audio di Matteo Richetti contro Maurizio Martina

21 Febbraio 2019 19.32
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«Per me la mozione Martina è finita». La frase choc la pronuncia Matteo Richetti, in un audio Whatsapp ad alcuni suoi giovani sostenitori, dopo il braccio di ferro in alcune regioni sulle liste per l'Assemblea nazionale. Un audio che ha girato ben oltre il ristretto ambito originario ed è finito sui siti internet. Una bufera che Richetti ha tentato di ridimensionare e che si è conclusa con un chiarimento con Maurizio Martina.

AUDIO REGISTRATO IL 20 FEBBRAIO

L'audio di Richetti, registrato mercoledì febbario, è la risposta a molti suoi sostenitori che, ha spiegato lo stesso Richetti, sono stati estromessi dalle liste per l'Assemblea nazionale dagli uomini di Luca Lotti e dello stesso Martina. «Non perdete la testa», si sente nell'audio, «non dite 'è tutto finito'. Calma, andiamo avanti. Il mondo non finisce con l'Assemblea nazionale, nessuno si scoraggi». «Io non minimizzo la questione delle liste a tal punto che per quanto mi riguarda il sostegno a Martina va avanti in questi termini: per me la mozione è finita», nel senso che «le primarie sono un fatto incidentale nella costruzione di un gruppo che fa un percorso di medio-lungo periodo».

IL CHIARIMENTO CON MARINA IN SERATA

Insomma dopo le primarie l'area di Richetti andrà avanti. L'audio gira all'impazzata e Richetti, dopo parla di «sfogo», per la prova di forza fatta in Toscana, Sicilia, Campania e Lombardia a danno dei giovani Dem a lui vicini. Ma ribadisce il suo sostegno a Martina, tanto che venerdì 22 sarà con lui a Modena per una iniziativa, dopo quella di giovedì, da lui organizzata a Roma. «È tutto chiaro tra noi», ha detto nel pomeriggio Martina. «L'impegno che abbiamo davanti è troppo grande per polemiche interne e rivendicazioni personali. Questa destra sta mandando a sbattere l'Italia e noi non possiamo consentirlo». Insomma, «gli avversari sono Di Maio e Salvini, non Zingaretti, Giachetti» o addirittura Richetti.

ZINGARETTI PUNTA IL DITO CONTRO I DIRIGENTI RENZIANI

Intanto Zingaretti accentua il proprio messaggio di discontinuità rispetto al passato: «Boschi voterà per Giachetti? Tutto il grosso del gruppo dirigente di Renzi non mi vota. Sbagliano, perchè è palese che il 4 marzo il Paese ha dato un segnale enorme. Ha detto 'dovete cambiare, voltare pagina'». Una svolta da coniugare con il sostegno che Zingaretti ha da Paolo Gentiloni e da molti ministri di Renzi, che il Governatore del Lazio declina così: «con tanta umiltà dobbiamo dare un segnale di voltare pagina. Abbiamo portato l'Italia fuori da una crisi drammatica, e questo governo non ce la sta facendo. Ma abbiamo parlato poco alla crescita delle disuguaglianze».

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