Marzouki: «Gannouchi deve andarsene»

Redazione
19/01/2011

  «Si tratta di costruire il futuro, di formare un governo di unità nazionale. E il primo passo è che...

Marzouki: «Gannouchi deve andarsene»

 

«Si tratta di costruire il futuro, di formare un governo di
unità nazionale. E il primo passo è che il premier Ghannouchi
se ne vada, perché il suo governo non ci appartiene». Così ha
parlato il 19 gennaio Moncef Marzouki, storico oppositore laico
del regime dell’ex presidente Ben Ali, rientrato ieri in
Tunisia dopo dieci anni di esilio.
MARZOUKI: «SMANTELLIAMO L’RCD». «Il popolo
intero chiede la dissoluzione dell’Rcd, il partito di Ben
Ali, il pilastro della dittatura», ha detto il leader del
Congresso per la Repubblica, partito della sinistra laica vietato
sotto il il regime di Ben Ali. L’uomo, neurologo e scrittore,
rende omaggio a Bouaziz, il giovane «martire» della Rivoluzione
che «immolandosi con le fiamme il 17 dicembre ha dato fuoco alla
legna rinsecchita del regime di Ben Ali».
AL GOVERNO GLI OPPOSITORI DI BEN ALI. A guidare
la transizione, ha affermato Marzouki, deve essere «un governo
coi partiti che si sono battuti contro la dittatura: comunisti,
Lega democratica, Verdi, islamisti di An Nahda, insomma tutti,
tranne l’Rcd». Quanto alla sua candidatura alla presidenza,
«lo farò se il partito mi presenterà, ma la mia persona non
conta. Le questione urgenti sono altre: restituire la sovranità
al popolo, assicurare elezioni libere, trasparenti, democratiche
e votare in tempi rapidi, sei mesi e non di più, perché ci
aspettano dossier gravissimi come quello economico e
sociale».
«RISVEGLIO TUNISINO FARA’ DA ESEMPIO».
Marzouki ha ringraziato «la società civile di Italia, Spagna,
Francia, America». Tuttavia, «non ringrazio affatto i governi,
che hanno appoggiato Ben Ali. A loro dico: rimediate ai vostri
errori, perché i dittatori su cui scommettete hanno i giorni
contati. S’illude chi pensa che i Mubarak, i Gheddafi, i
Bouteflika garantiscano la stabilità. Basta rileggere la storia,
le liberazioni a catena nell’Europa dell’Est. Il
risveglio tunisino farà da esempio».