Perché è importante indossare nel modo giusto la mascherina

Fabiana Giacomotti
03/05/2020

L'appello di Fabiana Giacomotti a tutti gli uomini che non portano il dispositivo di protezione o lo fanno nel modo sbagliato. Perché «adesso sta a voi, e a noi, combattere la pandemia».

Perché è importante indossare nel modo giusto la mascherina

Che problema avete, voi uomini, con la mascherina sanitaria, per non riuscire a indossarla mai correttamente? Nasconde le vostre fattezze apollinee? Spezza la linea del vostro profilo fidiaco? Ottunde la chiarezza dei vostri pensieri e smorza il vostro eloquio ciceroniano? Giusto per sapere, così apriamo subito un’altra delle tante petizioni inutili di change.org per darvi sostegno psicologico, rassicurarvi che vi amiamo e vi mettiamo al centro del nostro universo anche, anzi soprattutto se riuscite a tenervela davanti alla bocca e, sforzo supremo, sul naso. Che cosa c’è di così difficile da capire nella funzione e nell’uso della mascherina di protezione perché voi, e quasi esclusivamente voi, soprattutto se di mezza età, dobbiate usarla come reggi-mento, oppure appesa a un orecchio, oppure al polso come il carnet di madame Bovary al ballo della Vaubyessard? Non c’è nulla di difficile nella tecnica per posizionarla correttamente sopra a bocca e naso agganciandola alle orecchie con gli appositi elastici.

TUTORIAL PER FUGARE DUBBI E CURIOSITÀ

Online si trovano decine di tutorial per chi di voi volesse imparare addirittura a infilarsela con l’abilità del dottor Murphy, op, due gesti sexy e via, avvolti nel vostro mistero. Compito arduo? In caso aveste dei dubbi sul lato dal quale afferrare la mascherina o indugiaste di fronte al doppio elastico (sì, possedete due orecchie, servono entrambe per appoggiarla sul viso), potete seguire il tutorial animato sul sito della World Health Organization,  l’organismo che è entrato in polemica il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ma sarete mica d’accordo con Trump, no? I pupazzetti della WHO sapranno guidarvi facilmente fino alla fine del processo quando, come dicevano le voci registrate delle hostess dei bei tempi andati, vi accorgerete di poter respirare normalmente anche CON la mascherina «put on your mask and breathe normally». Il web pullula delle vostre domande sulle chance che un uomo normodotato possa continuare ad esalare il proprio respiro anche con la mascherina addosso: vi certifichiamo che potete farlo senza danni, anzi con grande beneficio per l’olfatto dei vostri cari e anche delle eventuali belle sconosciute che, fino a oggi, avete provocato duramente con l’effetto epatico della vostra dieta a base di birra, patatine fritte e carne. Sì, in parole povere la vostra fiatella. La mascherina è una mano santa, cancella tutto, stile Mental: «Io ce l’ho profumato», come diceva quella vecchia pubblicità a doppio senso degli Anni ’70 che, anzi, crediamo sia un po’ alla base anche della vostra avversione per la mascherina.

VALORIZZA LO SGUARDO

La vostra tendenza a mostrare tutto il lecitamente mostrabile, la vostra affezione per i vecchi luoghi comuni: il naso grosso, le gambe corte che per compensazione (o per metonimia) invece nascondono attrezzi poderosi, trivelle multiuso e mai dome. Ve lo vogliamo dire. La mascherina vi sta benissimo, anzi vi valorizza lo sguardo, un po’ come il boregheh che le donne degli emirati iniziarono a usare in tempi antichi per disincentivare, pare, gli abusi degli schiavisti simulando baffoni maschili (e vedete che si torna sempre a voi, e alle vostre esigenze?).

RISPETTATE LE REGOLE E LE DISTANZE SOCIALI

Fra poche ore inizia ufficialmente la famosa, sospiratissima Fase 2 dell’emergenza coronavirus anche in Italia, e noi donne che invece, un po’ per nostra natura un po’ per millenaria abitudine tendiamo a rispettare le regole che ci vengono imposte, siamo davvero preoccupate per la vostra abitudine di non tenere le distanze “sociali” nelle corsie dei supermercati, di abbassare la mascherina ogniqualvolta vi venga in mente di telefonare-fumare-chiacchierare con l’amico incontrato per strada, cioè costantemente, o di redarguire la vostra sottoposta con le parole e il tono che credete meriti (addetta del banco fresco con la mascherina, il giovane e presunto boss a due centimetri dal suo naso con mascherina sul mento, visti poche ore fa al Carrefour di via Delio Tessa di Milano perché, vedete, noi signore iniziamo davvero a scocciarci e adesso denunciamo con nomi e cognomi, luogo e situazioni).

COSÌ MUORE UN MALATO DI CORONAVIRUS

L’amica Laura, primario dell’ospedale di Borgomanero che da mesi ha dovuto aprire un reparto Covid, si dice molto preoccupata per l’eventualità di un rebound, cioè di una nuova impennata di infezioni, non tanto e non solo per i malati stessi, quanto per la tenuta psicologica del personale sanitario, già provato da mesi di superlavoro e già da tempo sotto cure psicologiche. Non si può essere eroi, come vi e ci piace tanto chiamarli, 24/7 per un anno di fila: non si regge la fatica e non si regge a lungo l’orrore di questo genere di morte. Perché no, non avete visto, quasi nessuno di voi, come si muore di Covid: avete visto in televisione le immagini spaventose dei mezzi militari che trasportavano le bare fuori Bergamo, vi siete segnati, avete detto una preghiera e siete tornati al serial di Netflix. Ve lo diciamo noi: si muore soffocati, solitamente neri come appestati e gonfi come annegati perché Covid-19 attacca con gioia anche il sistema vascolare. Doveste soffrire di claustrofobia, sperate di non finire sotto il “casco”, perché avreste al tempo stesso crisi di panico e crisi di soffocamento. Da una lunga intubazione ci si riprende con difficoltà, e si subiscono danni permanenti. E non vi diciamo nemmeno come finireste nella bara, in quali condizioni e “trattati” come, in caso non doveste farcela, perché questa informazione ce la teniamo per noi ma vi assicuriamo che averlo saputo ci sta dando gli incubi. Adesso sta a voi, e a noi, combattere la pandemia. Sta al nostro senso civico, al rispetto e all’amore che nutriamo non solo per noi stessi («tanto chemmefrega se me ne vado»), ma anche per gli altri. Dunque sì, cari signori del reggi-mento, infilatevela quella mascherina, e anche i guanti, e rispettate le distanze. Così bardati, fra l’altro, sembrerete tutti dei novelli Diabolik. Sarete i nostri eroi fuori dagli ospedali. Gli eroi mascherati.