Mascherine e disabili: come proteggersi senza discriminare

Adriana Belotti
09/05/2020

Dispositivi trasparenti per i sordi. Adesivi per evitare che scivolino. E aiutare chi ha deficit cognitivi a comprendere perché ora è necessario prestare attenzione. Rendere la sicurezza accessibile a tutti non è banale. Anzi.

Mascherine e disabili: come proteggersi senza discriminare

La tanto attesa fase 2 è iniziata e le città si stanno rapidamente ripopolando. Parole d’ordine: mascherina e distanziamento sociale.

Dopo quasi due mesi di isolamento, per strada, sui marciapiedi e nelle piazze si incontra il “popolo dei mascherati”: dispositivi di mille colori e diverse fattezze che, se non stessimo uscendo da un periodo tragico, sembrerebbe quasi di essere in tempo di carnevale.

Eppure l’uso di questo dispositivo di sicurezza può essere critico per persone con determinati tipi di disabilità. Ricordiamo che il DPCM del 26 aprile sancisce la non obbligatorietà di utilizzo della mascherina per i soggetti con forme di disabilità incompatibili con un suo uso continuativo, nonché per quanti interagiscono con loro. Tuttavia, a parte l’incompatibilità sotto il profilo della salute – pensiamo a chi è affetto da patologie respiratorie – esistono anche difficoltà di altri generi.

MASCHERINE TRASPARENTI PER I SORDI (E NON SOLO)

Per esempio quelle che incontrano i cittadini e cittadine sordi. Purtroppo infatti l’obbligo di indossare le mascherine costituisce una pesante barriera contro la possibilità di comunicare sia tra loro sia con gli udenti, dal momento che l’espressione facciale non è visibile e certi articolatori sono eseguiti sul volto e con le labbra. La soluzione per eliminare questa È NECESSARIOgrave discriminazione sarebbe quella di diffondere l’uso delle mascherine trasparenti che, anche in Italia, diversi soggetti privati stanno producendo. Grazie alla collaborazione tra queste imprese, le associazioni per la difesa dei diritti delle persone sorde – tra cui l’Ente nazionale sordi (Ens) – e alcune amministrazioni comunali questo tipo di dispositivo è stato donato ai cittadini e cittadine con disabilità uditiva, per esempio a Napoli , Siracusa, in alcuni Comuni nel torinese, a Venezia e in altre città italiane.

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La trovo un’idea brillante e penso che l’uso di queste mascherine dovrebbe essere esteso a tutta la popolazione. È molto limitante che ad utilizzarle siano solo le persone sorde perché, se in tal modo si rende possibile la comunicazione all’interno della comunità sorda, quella con il resto della cittadinanza risulta fortemente compromessa. Senza contare la possibilità di vedere volti e sorrisi di tutti. «Sebbene una comunicazione accessibile alle persone sorde dipenda da molti fattori quali per esempio l’illuminazione, il contesto in cui essa avviene, e così via», mi spiega Giuseppe Petrucci, presidente dell’Ens, «le mascherine trasparenti sono un importante supporto». Purtroppo, aggiunge, «a Ens non risulta che a oggi siano in commercio modelli di mascherine trasparenti conformi a tutti i criteri richiesti dalle strutture competenti, con relative omologazioni». Servirebbe quindi una verifica istituzionale circa la loro adeguatezza e ci auguriamo che l’Ufficio per le politiche in favore della persone con disabilità, facente capo alla Presidenza del Consiglio dei ministri, solleciti i necessari controlli del caso da parte di ricercatori e tecnici affinché questo dispositivo possa essere usato capillarmente dall’intera cittadinanza.

RIMEDI ANTI-SCIVOLAMENTO

Non è però finita. Usare correttamente la mascherina può essere problematico anche per persone con determinati tipi di disabilità motoria. Me ne sono accorta durante il lockdown andando al supermercato con la mia coinquilina: la mia proprio non voleva saperne di stare ferma sul naso. Mi scivolava di continuo, soprattutto se parlavo con qualcuno, fino a che non me la ritrovavo sul mento. Ho risolto il problema aggiungendo un elastico e facendolo passare intorno alla nuca. Poi ho posizionato la parte inferiore della mascherina sotto il labbro, cosicché fosse più stabile e i movimenti del mento non la facessero scivolare. Un altro ausilio che potrebbe aiutare sono i ferretti, adesivi o non, da applicare alle mascherine e da appoggiare sul naso. Purtroppo non tutte le farmacie li vendono ma sono disponibili online.

CI SONO CASI IN CUI BISOGNA SPIEGARE PERCHÉ PROTEGGERSI

L’uso della mascherina così come del resto la necessità di mantenere il distanziamento sociale potrebbero essere critici, sotto altri aspetti, anche per persone con disabilità cognitiva. Non tutti infatti hanno gli strumenti per comprendere in autonomia il motivo per cui in questo momento storico è indispensabile usarla ed essere costretti a indossarla o vedere gli altri farlo potrebbe causare disagio. Bisogna quindi che qualcuno spieghi loro a cosa serve questo dispositivo e cosa sta succedendo in questa fase. Insomma, progettare dispositivi di protezione individuale accessibili a tutti non è banale ma dobbiamo pensarci se vogliamo che nessuno venga escluso.