Masi contro Santoro

Redazione
13/10/2010

Dieci giorni di sospensione e di mancata retribuzione a partire da lunedì 18 ottobre. È questo il contenuto della lettera...

Masi contro Santoro

Dieci giorni di sospensione e di mancata retribuzione a partire da lunedì 18 ottobre. È questo il contenuto della lettera consegnata il 13 ottobre a Michele Santoro dalla Rai, dopo il richiamo delle direzione generale per la puntata d’apertura di Anno Zero. Il provvedimento comporta la cancellazione di due puntate, il 21 e il 28 ottobre prossimi.
«La sospensione di 10 giorni non è sproporzionata», ha spiegato, direttore generale della Rai, « la Bbc ha licenziato un dipendente che aveva solamente ironizzato sul direttore generale con un messaggio su Facebook, altro che sospensione».
La reazione del conduttore non si è fatta attendere: «Il provvedimento disciplinare assunto nei miei confronti, con una procedura ad personam, è di una gravità inaudita e, contro di esso, reagirò con tutte le mie forze in ogni sede», ha scritto rispondendo alla Rai. Quanto alle puntate che non andranno in onda, Santoro ha aggiunto: «La punizione nei miei confronti si trasforma così in una punizione per il pubblico, per la redazione, per gli inserzionisti, per la Rai.
E, in questo modo, si spezzano le gambe a un programma di grandissimo successo, dopo averlo gia’ sottoposto a una partenza ad ostacoli». Ha poi concluso: «Considero tutto questo un vero e proprio attentato alla televisione di fronte al quale ognuno deve assumersi le proprie responsabilità».
Altrettanto pronta la risposta di Mauro Masi, direttore generale della Rai: «Il provvedimento disciplinare adottato nei confronti di Michele Santoro non può in alcun modo essere considerato riconducibile a iniziative editoriali tendenti a limitare la libertà di espressione o il diritto di critica. Santoro si è reso responsabile di due violazioni disciplinari ben precise». A cui ha aggiunto: «Se nella puntata di giovedì 14 ottobre mi attacca ancora, lo licenzio».
Le violazioni contestate, ha specificato il direttore, sono: «Primo: l’uso del mezzotelevisivo a fini personali; secondo: un attacco diretto e gratuitamente offensivo al direttore generale, per una circolare a garanzia dell’equilibrio all’interno dei programmi diapprofondimento informativo, che è stata approvata dal consiglio di Amministrazione».
Stizzito il presidente Paolo Garimberti, che non condivide la scelta del direttore Masi. Masi ha voluto specificare che si tratta di «un provvedimento di esclusiva responsabilità del direttore generale che ho appreso come gli altri dalle agenzie. È quasi superfluo dire che non lo condivido perché, al di là di altre considerazioni, lo trovo manifestamente sproporzionata».
Si sono schierati dalla parte di Michele Santoro Vincenzo Vita e Pancho Pardi, membri della commissione di Vigilanza. Vita, senatore del Partito Democratico, ha commentato: «Naturalmente il problema verrà posto nella Commissione di Vigilanza. Alla luce delle conclamate faziosità e delle costanti violazioni del pluralismo Annozero diventa il capro espiatorio di comodo. L’alibi per far finta di dare autorevolezza a un gruppo dirigente che da tempo l’ha persa».
Ancora più duro Pancho Pardi, capogruppo dell’Italia dei Valori in Commissione Vigilanza: «L’operato di Masi non ha precedenti nemmeno nello Zimbabwe, direbbe lui stesso. Il comportamento tenuto nei confronti di Santoro è ormai un caso conclamato di sindrome del dittatore, che governa con atti arbitrari, instilla la paura con le minacce, imbavaglia la libertà di espressione ed emette editti sulla base delle velleità del suo Duce, Silvio Berlusconi. Il direttore generale dev’essere rimosso al più presto, perché la Rai ha smesso di essere Eiar (Ente italiano per le audizioni radiofoniche, ndr) da parecchi decenni».