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Ferrero, la Sampdoria e quel debito con Unicredit

Ferrero, la Sampdoria e quel debito con Unicredit

Nonostante i 30 milioni che deve alla banca e la necessità urgente di fare cassa, Viperetta continua a rifiutare generose offerte per i blucerchiati. Mandando tutti a quel paese, a cominciare da Jamie Dinan del fondo York Capital.

07 Giugno 2019 10.03

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Com’è che i Della Valle, che non hanno certo i creditori alla porta, hanno venduto la Fiorentina trovando un acquirente in quattro e quattr’otto, e Massimo Ferrero, che qualche problemino ce l’ha, cincischia sulla cessione della Sampdoria, tirando sul prezzo?

I GRATTACAPI DI VIPERETTA

È la domanda che da giorni si fa anche il vicepresidente della squadra genovese, l’avvocato romano Antonio Romei, che in questi anni di follie del Viperetta ha rappresentato la faccia presentabile della Sampdoria spa. Già, perché Ferrero – già condannato per bancarotta fraudolenta a seguito del fallimento della compagnia aerea Livingstone – è pieno di grattacapi che la cessione della squadra blucerchiata, rilevata a costo zero e con dote dalla famiglia Garrone, gli risolverebbe.

IL DEBITO DI 30 MILIONI CON UNICREDIT

Da un lato, il funambolico presidente della Samp ha una scadenza ravvicinata: deve sistemare un debito di 30 milioni con Unicredit che scade a breve e che senza più le fidejussioni dei Garrone la banca, per volontà esplicita dello stesso ad Jean Pierre Mustier, non intende rinnovargli. Dall’altro, c’è Kpmg Advisory, la società di consulenza che lo aveva affiancato nella vicenda Livingstone, che ha chiesto al Tribunale, per il tramite dell’avvocato Eugenio Segalerba, di pignorare le somme che la Sampdoria deve a Ferrero a garanzia di un vecchio debito di 144 mila euro.

DUE OFFERTE PER LA SAMP

Una questione vecchia e per un importo minimo, ma che dimostra come il Viperetta abbia la necessità di far cassa. Già, ma perché allora non accettare una delle due offerte che ha ricevuto per cedere il 100% dei blucerchiati? Non se ne dà pace Roberto Cappelli, socio dello studio Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners, che rappresenta la cordata formalmente rappresentata dal fondo Aquilor, ma in realtà composta da un gruppo di investitori che fanno riferimento al principe saudita (ed erede al trono) Mohammed bin Salman. E non se ne dà pace Gianluca Vialli, ex calciatore (proprio con lui la Samp ha vinto il suo unico scudetto, ai tempi del presidente Mantovani) che per il tramite del suo amico Fausto Zanetton, fondatore della piattaforma di crowdfunding Tifosy, ha costruito una cordata comprendente due magnati finanziari di prima grandezza come Alex Knaster e Jamie Dinan, rispettivamente fondatori dei gruppi Pamplona e York Capital.

I PERICOLOSI NO DEL PRESIDENTE

Ma niente, Ferrero ha mandato tutti a quel paese, a cominciare da Dinan che era andato a trovare appositamente a New York. Sostiene che l’hanno preso in giro perché pur valutando la “sua” Sampdoria oltre 100 milioni – la Fiorentina sarà pagata dal magnate italo-americano Rocco Commisso circa 165 milioni – gli hanno messo dei caveat cui subordinare l’intero esborso. Tutte cose normali, nel mondo degli affari. Ma se non accetta, rischia che scatti il “caveat Unicredit”, e allora per Viperetta saranno guai. Altro che comprarsi la Roma, come sogna.

Quello di cui si occupa la rubrica Corridoi lo dice il nome. Una pillola al giorno: notizie, rumors, indiscrezioni, scontri, retroscena su fatti e personaggi del potere.

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