Perché Zedda può avvicinare sinistra e M5s

11 Marzo 2019 12.06
Like me!

Un mandato e mezzo: non porterà a termine, come previsto, la sua "missione" a Cagliari Massimo Zedda. Il sindaco, sconfitto alle elezioni regionali da Christian Solinas (Psd'Az-Lega) – con una distanza di 15 punti percentuali (48 a 33% circa) – il candidato del centrosinistra guiderà l'opposizione in Consiglio regionale. Per dare l'annuncio ufficiale ha riunito il suo fronte (da Pd a Leu, da Campo progressista ad alcune liste civiche) nel centro Sardegna, a Fordongianus, nell'Oristanese nella sala dell'albergo termale sabato mattina sono risuonate le sue parole. «Non posso che essere tra voi in questa battaglia in Consiglio regionale», ha detto Zedda. «Ringrazio chi mi suggerisce di continuare a fare il sindaco ma se si decide di fare l'opposizione la si fa nelle sedi proprie che sono quelle del Consiglio regionale».

LEGGI ANCHE: Perché l'alleanza Pd-M5s sarebbe la morte della sinistra

LA CADUTA DI STILE NEI CONFRONTI DI SOLINAS

Niente Municipio, quindi, ma l'Aula. Zedda ha espresso soddisfazione per l'unità ritrovata dopo anni e guarda avanti perché «il sogno vissuto ha prodotto consenso attorno al progetto». Con alcune stoccate al "sardo-fascismo" e battute – che hanno ricevuto critiche bipartisan – al suo diretto avversario Solinas e al suo aspetto fisico: «Sarà una battaglia non facile, anche perché la legge elettorale ci condanna a un rapporto di forza nettamente sfavorevole. Ma ce la metteremo tutta con forza e passione, vedremo di far perdere qualche chilo al neo presidente Solinas».

LEGGI ANCHE: Storia del Partito sardo d'Azione da Lussu a Salvini

L'APERTURA DI ZEDDA AL M5S

E sarà in virtù dei diversi pesi politici – 36 seggi su 60 allo schieramento del presidente vincente contro i 18 del centrosinistra – che Zedda apre (a sorpresa) al M5s. Così, ancora una volta la Sardegna si appresta a diventare laboratorio politico nazionale, terreno di prova. Con una Lega di governo e un M5s all'opposizione a cui strizza l'occhio il centrosinistra. Le ragioni? «La presenza di elementi di estrema destra è preoccupante», ha ribadito Zedda che rivolge l'appello anche ai dirigenti del Movimento 5 stelle. All'orizzonte i prossimi appuntamenti elettorali, imminenti, incluse le Amministrative: quelle certe, di Sassari e quelle probabili, della stessa Cagliari. Il M5s sardo aspetta intanto il capo politico Luigi Di Maio per discutere della nuova organizzazione interna e dei risultati deludenti: si è passati dal 42% delle Politiche al quasi 10% delle Regionali. Per i sei consiglieri regionali è un esordio assoluto con quel simbolo ma sono pronti alle loro battaglie. La proposta di Zedda non era di certo attesa: il proposito è trattare sui singoli temi, non un accordo su una linea da "vecchi partiti". ​

GLI EVENTUALI PUNTI D'INTESA

E il M5s ha subito rilanciato con il candidato alla presidenza Francesco Desogus (tornato al suo lavoro da bibliotecario) e la capogruppo in Consiglio Desirè Manca. La richiesta è di lavorare insieme per abolire i vitalizi agli ex consiglieri regionali (battaglia accantonata negli ultimi cinque anni) e abbassare gli stipendi degli attuali. Una classica battaglia anticasta del Movimento, insomma. Più probabile ci siano punti d'intesa su tutela ambientale e urbanistica, la cui legge di riforma è rimasta incompiuta e su cui il centrodestra punta.

LEGGI ANCHE: Chi è Antonello Peru, consigliere sardo di Forza Italia

CAGLIARI: O VOTO O PASSAGGIO A MARRAS

Ora sono due le opzioni per la città di Cagliari che Zedda, al suo secondo mandato, guida dal 2011. O il voto, o il traghettamento fino al 2021, da parte della sua vice, Luisa Anna Marras. Questioni tecniche, così le ha liquidate Zedda, forte del suo consenso personale in città. Tutto è ancora da decidere, quindi, anche se le ultime mosse paiono aver impresso una accelerata. Nel caso di sue dimissioni si tornerebbe alle urne; nel caso di decadenza dopo la proclamazione alla carica di consigliere (ancora non avvenuta per i problemi di spoglio) la palla passerebbe a Marras. E il centrodestra si prepara già alla corsa: all'orizzonte c'è l'idea di riprendere il capoluogo, storicamente moderato e di centrodestra, fino all'arrivo di Zedda, il "sindaco ragazzino" (quando è stato eletto la prima volta aveva 35 anni), sulla scia degli arancioni, senza tessere Pd ma con lunga esperienza politica (anche da consigliere). Esperienza anche pratica, come dimostrano le sue ultime elezioni da sindaco in cui strinse un'alleanza con il Psd'Az, poi abbandonato dopo l'alleanza con la Lega. Ora è il momento del M5s (forse).

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *