Cristina Rombolà

Le pagelle della decima puntata di Masterchef 2019

Le pagelle della decima puntata di Masterchef 2019

22 Marzo 2019 08.19
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La decima puntata di Masterchef è più movimentata del solito: la presenza di Marco Pierre White e dei 15 critici gastronomici aiuta a migliorare il ritmo del programma. In apertura una mistery box non difficile, ma neppure così banale. Tema: il minestrone 2.0, ossia come ti rivisito una zuppa che può essere noiosa. I concorrenti devono creare un minestrone rivisitato bello e gustoso. Vince Giuseppe.

MARCO PIERRE WHITE, IL GENIO PUNK DELLA CUCINA

Utile e interessante la prova dell'invention test che consiste nel replicare un piatto, scelto tra tre firmati Marco Pierre White, un nome che chi si vuole occupare di cucina deve conoscere. Chef con il suo carisma e la sua personalità è difficile trovarne in giro, soprattutto di questi tempi. Considerato l'enfant terrible della cucina mondiale, è stato il primo chef inglese a conquistare tre stelle Michelin a una giovane età e a rinunciarci dopo qualche anno. Un approccio punk per una figura controversa, criticata, amata, sicuramente affascinante e rivoluzionaria per la cucina: un genio, a suo modo anarchico, che ha fatto della sregolatezza un punto di forza e ha dimostrato che non sono le stelle a misurare il talento di un cuoco.

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CONCORRENTI ALLE PRESE CON IL FILET MIGNON

Giuseppe, da vincitore, ha il vantaggio di scegliere il piatto della prova, che sarà il filet mignon (con purè di prezzemolo, carote, cipolle borretane, finferli e salsa ottenuta con fondo del vitello e porcini) e di farsi raccontare da Marco Pierre White i passaggi della ricetta. Il piatto in sé non sembra impossibile da riprodurre, ma mostra delle insidie, in particolare nella salsa di prezzemolo. Vince Alessandro, a cui vanno i complimenti dello chef britannico, Loretta deve abbandonare Masterchef.

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LA TAVOLA DEI 15 CRITICI ENOGASTRONOMICI

Alessandro ha il vantaggio di formare le tre squadre da due persone che dovranno affrontare insieme la prova esterna, che consiste nel cucinare un piatto per 15 critici enogastronomici italiani: Davide Paolini, Lorenzo Sandano, Marco Bolasco, Enzo Vizzari, Paolo Vizzari, Eleonora Cozzella, Fiammetta Fadda, Luigi Cremona, Alberto Cauzzi, Andrea Grignaffini, Roberto Restelli, Alberto Schieppati, Angela Frenda, Allan Bay, Paolo Massobrio. Vince la coppia Valeria-Alessandro che osa con dei tortellini dolci in brodo speziato. Il capriolo di Guido e Giuseppe e il petto d'anatra di Gloria e Gilberto vengono giudicati banali. Vanno tutti e quattro al pressure: devono lavorare in coppia allo stesso piatto, ma sono separati, non si possono vedere, però possono parlarsi. Gloria e Gilberto vanno in balconata. Guido e Giuseppe devono affrontare un'ulteriore prova che consiste nello scegliere, in 10 mosse (uno aggiunge, l'altro può confermare o togliere), gli ingredienti che devono utilizzare per il loro piatto della salvezza. Vince Guido, Giuseppe deve lasciare Masterchef.

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APPREZZIAMO LA ROMANZINA DI BASTIANICH A GILBERTO

ANTONINO CANNAVACCIUOLO: 6. Una puntata senza infamia e senza lode.

GIORGIO LOCATELLI: 7+. Il suo approccio autorevole, ma pacato, continua a piacerci.

JOE BASTIANICH: 7-. È più presente e si sente. La romanzina a Gilberto ci sta: qualcuno doveva pur dirglielo.

BRUNO BARBIERI: 6. La lucidità non basta. È sgasato, c'è, fa il suo, ma sparisce in fretta.

MARCO PIERRE WHITE: 9. È il più figo di tutti: ha carisma da vendere e, al suo cospetto, gli altri giudici passano inosservati. Gli basta un rapido giro tra le postazioni per capire di che pasta sono fatti i concorrenti. Il suo amore per la cucina traspare anche solo da come tocca gli ingredienti. La frase sui sogni e sugli sbagli, per quanto retorica, è efficace.

VALERIA SI CONFERMA LA MIGLIORE

GILBERTO: 6+. Si sente bravo e ci crede. Un po' troppo.

GUIDO: 6. Ha smesso di giocare in attacco, continua a prenderle, con un approccio anche un po' menefreghista.

ALESSANDRO: 6 e ½. Una ripresa evidente che però non cancella insicurezza e lacune.

VALERIA: 7 e ½. Spinge l'acceleratore e funziona: la migliore della serata.

GLORIA. 6 e ½. Nonostante qualche impennata, non ha la spinta decisiva.

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