Le pagelle della seconda puntata di Masterchef 2019

25 Gennaio 2019 08.09
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Habemus i 20 concorrenti ufficiali di Masterchef. La seconda puntata del talent show culinario, andata in onda il 24 gennaio su SkyUno, ha visto i 40 cuochi amatoriali, selezionati nella settimana precedente, affrontare sfide a eliminazione diretta per la conquista del grembiule personalizzato. «Il grembiule non è ancora vostro, manca il nome», ha esordito Joe Bastianich all'inizio del programma. «Oggi trasformerete un grembiule anonimo in grembiule personale e avrete il 50% di possibilità di entrare», gli ha fatto eco Antonino Cannavacciulo. «Cucinerete secondo sfide dirette, sarete dentro o fuori», ha aggiunto Bruno Barbieri.

PRIMA SFIDA: IL BRANZINO. La prima sfida, che vede protagonisti Giuseppe e Federico, consiste nello sfilettare un branzino di tre chilogrammi e mezzo e cuocere una sua parte a proprio piacimento. Il "branzino della speranza" di Giuseppe vince. Il branzino alla pizzaiola di Federico è invece uno spreco di pesce.

SECONDA SFIDA: PANE E CIPOLLA. Tiziana contro Paola. Il tema è pane e cipolla: le due donne venete devono preparare una ricetta che valorizzi i due ingredienti poveri della tradizione contadina. L'aria di montagna di Tiziana (canederli di pane su un fondo di crema di cipolle con speck croccante) ha la meglio. Il panà veronese di Paola è fuori.

TERZA SFIDA: RISOTTO AL NERO DI SEPPIA. La terza sfida è a quattro: Andrea, Caterina, Gilberto, Denis devono preparare il migliore risotto al nero di seppia (il mollusco viene presentato da Barbieri). Un piatto difficile per almeno due motivi: bisogna bilanciare bene il nero e occorre trovare la giusta cottura della seppia per evitare che diventi una chewing gum. Andrea propone un risotto timido di sapori e sbaglia ad aggiungere il vino in fase di mantecatura: il vino non sfuma e si sente troppo nel piatto. Denis fa un tortino di riso, non un risotto. Gilberto e Caterina passano il turno: il primo dimostra di avere una buona tecnica, anche se gli asparagi non ci azzeccano nulla; il risotto di Caterina convince per l'azzardo della scorza di arancia grattugiata. Durante questa sfida ci sono due momenti interessanti: il primo è l'intervento di Giorgio Locatelli sul problema plastica nei fondali marini; il secondo è la discussione tra Cannavacciulo e Bastianich sull'impiattamento del risotto (piatto piano italiano contro piatto fondo americano), che si conclude con la battuta di Cannavacciulo: «New York distrugge quello che noi creiamo con tanta fatica».

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LE SFIDE PER L'ASSEGNAZIONE DEI 20 GREMBIULI

QUARTA SFIDA: INVOLTINI E SPIEDINI. Eva e Federico si scontrano sulla preparazione di involtini e spiedini. Gli spiedini di pesce (triglia, sgombro, spada e gambero) con salsa di asparagi di Federico hanno la meglio sugli involtini di pollo di Eva con granella di pistacchi e coulis di arance e peperoncino.

QUINTA SFIDA: FIORI DI ZUCCA. Una sfida tutta campana tra Gemma e Tiziana consistente nella farcitura, l'amata “'mbuttunatura” di Cannavacciulo, dei fiori di zucca. La frittura di Gemma è poco croccante ed è povera di ricotta. Vince Tiziana, anche se la sua presentazione nel cono non piace al giudice Locatelli: «La frittura chiusa nel cono diventa umida e si appesantisce».

SESTA SFIDA: L'INSALATA GOURMET. Guido e Domenico si sfidano su quella che Locatelli definisce «la piaga triste e dilagante delle insalatone». Prima c'è una dimostrazione del giudice su come preparare un'insalata gourmet”, che non sia un mappazzone, ma un'escalation di sapori (bisogna condire i singoli ingredienti e poi impiattare partendo dall'elemento più pesante). L'insalata con lattuga, cipolla, crema di peperone e uovo barzotto di Guido passa il turno. Fuori quella di Domenico con cruditè di pesce e melanzana affumicata, nonostante il complimento di Barbieri che nota nel suo piatto un qualcosa dello chef israeliano Ottolenghi.

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SETTIMA SFIDA: SPAGHETTI ALLE VONGOLE. Se ne va uno dei nostri concorrenti preferiti: Maurizio. Dopo una prova di olfatto finita ex aequo, si confronta con Alessandro sulla preparazione degli spaghetti alle vongole. Perde. «C'era tanto in Baldecchi», dice Locatelli dopo la sua uscita. Ne siamo convinti anche noi.

OTTAVA SFIDA: IL POLPO. Mara contro Salvatore. Dopo una cena a base di zuppa di pesce, in cui devono indovinare il maggior numero possibile di ingredienti, i due concorrenti si scontrano sulla preparazione di un piatto con protagonista il polpo. Entrambi sbagliano a non valorizzare a dovere il mollusco, ma lo Stricasale di polpo (con polpo, patate, curcuma e pomodorini) di Salvatore ha la meglio. Ci dispiace per Mara, che sembrava sul pezzo e meritava di rimanere in gioco.

NONA SFIDA: PEPERONE. Una sfida a quattro tra Valeria, Sabrina, Loretta e Sara che, dopo essersi confrontate sulla besciamella, si sfidano sulla preparazione di un piatto a base di riso bollito. Il peperone 'mbuttunato di Valeria e l'arancino di Loretta vincono. Sabrina e Sara sono fuori.

DECIMA SFIDA: ORECCHIETTE ALLE CIME DI RAPE. La decima è una sfida tutta pugliese, tra Vito e Magda, che si scontrano su un piatto regionale sacro: le orecchiette alle cime di rape. La difficoltà, ricorda Barbieri, «è saper dosare bene la pasta e le rape, in modo che non ci sia troppo disequilibrio tra i due ingredienti». La versione di Vito, con i pomodorini, convince di più di quella di Magda con le mandorle, che raccomanda al suo avversario: «Porta avanti tu la Puglia».

UNDICESIMA SFIDA: CARNE. Camilla e Verando si sfidano sulla cottura di tre diversi tagli di carne, carrè di vitello, noce di vitello, filetto di manzo, con cui devono preparare una cotoletta alla milanese, una scaloppina e un filetto scottato. Vince Verando, Cannavacciulo fa notare a entrambi di aver dedicato poco tempo al taglio, fondamentale in questa prova.

DODICESIMA SFIDA: PIATTO VEGGIE. Samuele e Massimo si sfidano su un piatto vegetariano. La melanzana grigliata con pomodorini gialli glassati e formaggio di Samuele, per quanto denoti zero fantasia, convince di più della zuppa cruda e cotta di verdure fatta da Massimo.

TREDICESIMA SFIDA: DOLCI. Francesca contro Paola: il tema è la preparazione di un dolce. Barbieri fa notare che «le prove di pasticceria sono sempre le più difficili». Francesca fa un errore imperdonabile per i giudici: dimentica di mettere lo zucchero nel dolce. Vince Paola con il “mio tiramisù”.

QUATTORDICESIMA SFIDA: LA PARMIGIANA. Un sfida a quattro, tra Fabrizio, Giovanni, Bertho e Anna, sulla parmigiana. Per quanto, come sottolinea Cannavacciulo «tutti hanno fatto più dei timballi che delle parmigiane», passano il turno Giovanni e Anna. Bertho viene bocciato per aver messo il mascarpone e Fabrizio per aver posto alla base della parmigiana una cialda di Parmigiano.

QUINDICESIMA SFIDA: I PASSATELLI. Raffaella e Virginia si sfidano sui passatelli, piatto caro a Barbieri, che spiega il differente modo di cucinarlo tra Emilia (brodo) e Romagna (asciutti con un sugo di pesce). I passatelli di Raffaella (con mela, gorgonzola, gambero e latte di cocco) sono un mappazzone di ingredienti. Passa il turno Virginia.

SEDICESIMA SFIDA: IL POLLO. L'ultima è una sfida a quattro tra Gloria, Jerry, Gesuino e Laura, che devono sezionare un pollo intero e scegliere la parte che vogliono cucinare. Il pollo di Gesuino è troppo asciutto, quello di Laura indietro nella cottura. Vincono Gloria, con gli involtini di pollo ripieni di gambero e cipolla, con spuma di panna e fieno; e Jerry, che dimostra grande tecnica nel sezionare il pollo e nel cuocerlo con una doppia cottura.

La puntata termina con i giudici che annunciano che dalla prossima settimana si entrerà nel vivo di una competizione «faticosa che toglierà il fiato», avverte Locatelli, «in cui servirà un coraggio da incoscienti e una tenacia da vincenti», sottolinea Bastianich e «in cui uno solo raggiungerà il traguardo finale», aggiunge Barbieri.

LOCATELLI E BARBIERI, I PIÙ CONVINCENTI TRA I GIUDICI

ANTONINO CANNAVACCIUOLO: 6 e ½. Lo chef napoletano non ci delude nemmeno in questa seconda puntata, ma avremmo voluto più verve da parte sua. Condividiamo il suo commento sulla frittura: se non è croccante (e calda, aggiungiamo noi), non ha senso. Siamo dalla sua parte anche per il risotto nel piatto piano. E sì, anche per noi il basilico nella parmigiana ci deve proprio sguazzare, la mozzarella deve essere asciutta e la salsa di pomodoro tirata. Altro requisito fondamentale: per noi la parmigiana deve fare la crosta.

GIORGIO LOCATELLI: 7 e ½. Conquista il titolo di migliore giudice della serata. Con il commento relativo al problema plastica sui fondali marini dimostra di essere molto sensibile al tema ecologico, che ha tirato fuori anche nella prima puntata. Appoggiamo la sua battaglia contro la piaga delle insalatone, ma non condividiamo il troppo inflazionato termine “gourmet”. E apprezziamo la sua simpatia nei confronti di Maurizio (concorrente eliminato).

JOE BASTIANICH: 6 e ½. Rimane stazionario sulla posizione della scorsa puntata. Continuiamo a ridere per le sua battute, ma ci sentiamo lontano da alcuni suoi giudizi. Apprezziamo l'incoraggiamento a rischiare, ma non capiamo perché l'audacia sia casualmente sempre associata a una mentalità americana, aperta e brillante, che si contrappone al provincialismo italiano.

BRUNO BARBIERI: 7. Ci sembra il più preciso nel giudizio tecnico sul piatto. Le azzecca tutte: anche prima di assaggiare la preparazione, si rende conto delle sfumature. In questa puntata apprezziamo la precisione nelle dimensioni dei passatelli e nell'esame della besciamella. Oltre alla menzione dello chef israeliano Ottolenghi.

LA TOP FIVE DEI CONCORRENTI: GUIDO, VALERIA, VERANDO, GLORIA E JERRY

GIUSEPPE: 6 e ½. Merita di passare il turno perché il suo branzino è migliore di quello di Federico, ma non ci stupisce.

TIZIANA: 7. I suoi canederli con crema di cipolla e speck croccante ci convincono.

GILBERTO: 6 e ½. Crediamo che possa dare di più del risotto che ha fatto. Lo teniamo d'occhio.

CATERINA: 5 e ½. Nonostante la trovata della scorza d'arancia grattugiata sul risotto, che apprezziamo, continua a non convincerci. La flemma in cucina infastidisce.

FEDERICO: 7. Con lo spiedino di pesce gioca in casa, ma notiamo una buona tecnica (che speriamo mantenga anche con piatti non di pesce) e velocità d'esecuzione.

TIZIANA: 6. I suoi fiori di zucca 'mbuttunati non ci fanno fare i salti di gioia.

GUIDO: 7 e ½. Già nella prima puntata ci era piaciuto l'utilizzo del coniglio grigio di Carmagnola. Confermiamo il voto precedente: la sua insalata sembra un piatto d'alta cucina e l'uovo barzotto non è per nulla scontato. Entra nella nostra top 5.

ALESSANDRO: 5 e ½. A noi gli spaghetti con le vongole piacciono cremosi. L'utilizzo del pane non ci sembra una grande mossa. Continua a non convincerci.

SALVATORE: 6 e ½. Il suo polpo sembra buono, anche se la curcuma ci sembra superflua. Supera di poco la sufficienza, niente piroette.

VALERIA: 7 e ½. L'avevamo già notata nella prima puntata e continua a convincerci. Il suo peperone 'mbuttunato è una delizia per gli occhi e sembrerebbe anche per il palato. Entra nella nostra top 5.

LORETTA: 6 e ½. Apprezziamo il coraggio di rischiare, ma il suo arancino non ci convince fino in fondo.

VITO: 6 e ½. Sembra essere a suo agio con la pasta fresca e le sue orecchiette riescono, ma è già la seconda volta che gioca in casa: lo aspettiamo al varco, con prove meno familiari.

VERANDO: 7-. Il suo piatto più riuscito della serata è la cotoletta alla milanese, con l'osso (finalmente) e fritta nel burro. Ci era piaciuto di più nella prima puntata, ma vogliamo dargli fiducia e continua a essere nella nostra top 5.

SAMUELE: 5 e ½. La melanzana grigliata con pomodorini gialli glassati e formaggio non può essere definita un piatto. In cucina serve anche fantasia e creatività: ci aspettavamo di più.

PAOLA 6 -. Il suo tiramisù è senza infamia e senza lode. Passa il turno perché Francesca dimentica lo zucchero.

GIOVANNI: 7. La sua parmigiana è la migliore della sfida. Noi crediamo in lui.

ANNA: 6 e ½. Ha energia e grinta che fa un baffo ai millennials, ma dopo le “Sagne incannulate di nonna Caterina” ci aspettavamo una parmigiana incredibile. Invece…

VIRGINIA. 6. Continua a non convincerci pienamente, ma apprezziamo il suo condimento di pesce per i passatelli.

GLORIA: 8. Rimane la nostra preferita. Dimostra un eccezionale tempo di recupero: è indietro con la preparazione e riesce lo stesso a presentare un piatto d'alta cucina, anche cotto bene. Al primo posto della nostra top 5.

JERRY 7+. Nella puntata precedente aveva avuto la nostra fiducia. Oggi conferma il nostro giudizio positivo. Dimostra tecnica nel sezionare il pollo e ha la velocità giusta per gestire bene il tempo, anche sotto pressione. Entra nella nostra top 5.

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