Le pagelle della terza puntata di Masterchef 2019

01 Febbraio 2019 08.24
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La prima eliminata dell'ottava edizione di Masterchef è Paola, che esce perché non è riuscita a chiudere un'omelette durante la terza prova del pressure test. «Era bello stare in questo piccolo mondo fuori dalla realtà, che ruota intorno alla cucina», dice l'ex concorrente, che giovedì sera ha visto svanire il suo sogno di conquistare il titolo di Masterchef 8. L'eliminazione di Paola è arrivata dopo una puntata ricca di avvenimenti. Riavvolgiamo il nastro e torniamo all'inizio della puntata. «Per andare avanti nella sfida occorrono capacità, volontà, personalità e dedizione», dice Bruno Barbieri dando il via alle danze. Segue la prima prova della serata, una mistery box, che ha per tema la tela bianca.

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MISTERY BOX: LA TELA BIANCA

I concorrenti hanno a disposizione una tela bianca, costituita cioè da ingredienti bianchi (baccalà, lardo di cinta senese, fagioli, asparagi, capesante, cavolfiore, farina, latte di cocco, champignon), con cui devono realizzare un piatto che funga da autoritratto. I colori per dipingere la tela sono delle spezie (tra cui spirulina, curcuma, zafferano, polvere di spinaci, di barbabietola). I piatti migliori:

  1. Celeste nostalgia” di Alessandro (capasanta marinata nello zafferano, cavolfiore colorato con spirulina blu e fagioli borlotti con polvere di spinaci).
  2. Capasanta pop” di Guido (capasanta marinata nella curcuma, con verdure croccanti colorate con zafferano e curcuma e crema di riso con polvere di barbabietola rossa), per Barbieri perfetta, umida dentro e croccante fuori.
  3. La tela del gusto” di Salvatore (carpaccio di baccalà con purè di cavolfiore al wasabi e cipolla rossa croccante), un piatto con cui il concorrente si «vuole far notare», sottolinea Bastianich.
  4. Impressioni” di Loretta (capasanta cotta nel latte di cocco con un croccante di purè di spinaci).
  5. Creatività” di Federico (capasanta con lardo su una vellutata di cavolfiore), un «piatto dalla grande profondità» commenta sempre Bastianich.
  6. Baccalà in tavolozza” di Giovanni.
  7. Sfumature” di Gloria (capasanta marinata con spirulina, su crema di riso con cavolfiore e croccante di nero di seppia), che Giorgio Locatelli paragona all'arte di Damien Hirst.
  8. Il mare nel piatto” di Giuseppe.

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INVENTION TEST: PASTA E FAGIOLI

Salvatore vince la mistery per aver trattato in maniera eccezionale il baccalà. Ha il privilegio di decidere quale delle due squadre, tra i forti (i migliori della mistery box) e i deboli deve cimentarsi con l'invention test, e può salvarsi subito salendo in balconata, o continuare a cucinare. Sceglie di salvare i deboli e di mettersi in gioco. In quanto vincitore ha inoltre il potere di indicare l'oggetto della prova, che sarà l'esecuzione di uno dei piatti della memoria, che hanno segnato l'infanzia dei giudici contribuendo alla loro nascita professionale. Il piatto da replicare è la pasta e fagioli di Antonino Cannavacciuolo, legato al ricordo di nonna Fiorentina, che ha la meglio sulle altre tre ricette (il coniglio con la polenta dei nonni di Locatelli, il risotto con il granchio della mamma di Bastianich e le tagliatelle con il ragù di lepre della nonna di Barbieri).

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Cannavacciulo rivela che il segreto della nonna era quello di aggiungere, nel piatto della pasta e fagioli, un cucchiaio di olio aromatizzato, scaldato appena in un pentolino, con peperoncino, aglio, rosmarino e salvia. Locatelli mette in guardia: «Nella pasta e fagioli bisogna stare attenti a due cose: non salare i fagioli durante la cottura perché la pelle si indurisce e non cuocerli a fiamma troppo alta perché tendono a spellarsi». Con il piatto "Un po' di Piemonte, un po' di Toscana” vince Guido, a cui vanno i complimenti di Barbieri per aver fatto a mano i maltagliati nonostante il mal di schiena. La vittoria gli dà il vantaggio di essere capitano di brigata nella prossima esterna. I tre peggiori sono:

  1. Gloria: ha fatto un piatto presuntuoso e di poca sostanza.
  2. Loretta: il suo piatto è lontano anni luce, sia per l'aspetto, sia per il gusto, dalla ricetta originale.
  3. Giuseppe: ha personalizzato troppo il piatto proponendo «un misto tra arrabbiata, pasta e fagioli e pasta al peperoncino», dice Cannavacciuolo.

Non esce nessuno: i giudici rivelano che questa prova è servita a loro per conoscere meglio i concorrenti e per dimostrare, spiega Barbieri, che «i forti di oggi possono essere i deboli di domani».

LA PROVA ESTERNA

La prossima sfida è all'esterno della trasmissione: i concorrenti, divisi in due squadre (blu e rossa) sono all'aeroporto militare di Pisa e devono cucinare per i 100 aviatori della 43esima brigata aerea. Bastianich avverte che per far funzionare un team sono necessari «ordine, organizzazione, rispetto dei ruoli, ma bisogna anche conoscere il cliente». Guido, in quanto vincitore dell'inventation test, ha dei vantaggi: sceglie il colore rosso per la sua squadra, Salvatore come suo sous chef e, come capitano del team avversario (blu), Anna, perché secondo lui ha difficoltà a gestire la brigata, affiancandole Caterina, nella speranza che possano litigare. Le due squadre decidono il menù, che deve essere composto di un primo, un secondo e un dolce, realizzati con gli ingredienti semplici della dispensa dell'aeroporto, ma all'altezza di Masterchef. I rossi optano per: mezze maniche con ragù di pesce, spezzatino con patate e peperoni, crumble di pinoli e mandorle con crema di mascarpone. Risotto alla zucca, polpettine con caponata e cheesecake sono invece i piatti su cui puntano i blu. A giudicare le due brigate sono i 100 aviatori. I blu vincono in maniera schiacciante con 89 voti contro 11.

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PRESSURE TEST

I rossi, colpevoli, secondo Bastianich, di non aver tenuto conto del cliente e di aver fatto un «piatto scontato» come lo spezzatino, si ritrovano con il grembiule nero di una sconfitta rovinosa al pressure test, in cui «dovranno lottare per la salvezza», ricorda Locatelli. Il tema delle tre prove è l'uovo.

PRIMA PROVA: MAIONESE CON UOVA DI QUAGLIA

I concorrenti devono realizzare una maionese con 10 uova di quaglia in 10 minuti. «La difficoltà dell'uovo di quaglia è aprirlo», fa notare Barbieri. «Occorre una punta di coltello», aggiunge Cannavacciuolo. Tutti i giudici concordano che per ottenere una buona maionese bisogna montare dall'inizio alla fine con lo stesso ritmo. Non serve aggressività, ma concentrazione e lucidità. Quasi tutte le maionesi prodotte in questi 10 minuti hanno una consistenza sbagliata, si salvano in tre: Guido, Federico e Samuele, gli altri passano alla prova successiva. Barbieri è deluso: «Ci aspettavamo di più. Uno che viene a Masterchef una maionese la deve saper fare».

SECONDA PROVA: UOVO DI GALLINA IN CAMICIA

Sotto la cloche c'è un uovo di gallina: i concorrenti rimasti devono fare un uovo in camicia, non c'è scadenza di tempo, ma hanno una difficoltà. L'uovo disponibile è solo uno, non ci sono alternative, o la va o la spacca. «Il segreto della riuscita», dice Cannavacciuolo, «è creare un vortice nell'acqua di cottura, spegnere il fuoco, buttare l'uovo e riaccendere il fuoco, l'uovo si fa da sé». L'unico a salvarsi da questa prova è Jerry, le altre uova o sono troppo cotte, o rimangono metà in acqua.

TERZA PROVA: OMELETTE CON UOVA DI STRUZZO

L'ultima prova è quella di realizzare una omelette, con un uovo di struzzo, in 20 minuti. «La difficoltà», avverte Locatelli, «è di renderla liscia e lucida in superficie e bavosa all'interno. Noi la vogliamo anche un po' creativa». Inoltre, sottolinea Bastianich, «l'uovo di struzzo è molto grande e ha un guscio durissimo». Si salvano Virginia, Giovanni e Salvatore. I tre peggiori sono:

  1. Tiziana: che ha fatto un'omelette con provola affumicata, erba cipollina e salame, non molto delicata.
  2. Alessandro: la sua omelette, con radicchio, parmigiano e cipollotto, è amara e bruciata.
  3. Paola: non è riuscita a chiudere l'omelette. «Hai fatto un disastro, è immangiabile», la rimprovera Locatelli.

La puntata si chiude con l'uscita di Paola dalla classe e con la massima che Bastianich consiglia ai concorrenti di riscrivere 100 volte: «Chi ha paura di essere battuto, è certo della sconfitta».

TRA I GIUDICI, LOCATELLI E BARBIERI I MIGLIORI

ANTONINO CANNAVACCIUOLO: 6 e ½. Anche in questa puntata Cannavacciuolo non viene fuori in maniera dirompente. Con lui condividiamo il piatto della memoria, sia lodata la pasta e fagioli, e il modo in cui realizzarla. Nella pasta e fagioli non possono mancare pomodoro e aglio, noi aggiungiamo anche la cipolla, una crosta di parmigiano, il basilico (al posto del prezzemolo) e olio Evo a crudo. Seguiremo il consiglio dello chef e proveremo a condirla, nel piatto, con olio aromatizzato.

GIORGIO LOCATELLI: 7. I suoi commenti si sono focalizzati sulla cucina, ci sono mancati gli interventi su tematiche sociali che, in programmi così seguiti, male non fanno. Ma abbiamo apprezzato la citazione di Damien Hirst. Nella prova esterna è molto presente e prodigo di consigli per le due squadre.

JOE BASTIANICH: 6 ½. Gioca un po' troppo a fare il personaggio figo, anche nei panni di aviatore. Condividiamo con lui il consiglio che ha dato a Federico: comunicare, perché non basta saper fare un piatto, bisogna anche dargli un'anima e saperlo divulgare.

BRUNO BARBIERI: 7. Insieme a Locatelli, è il giudice che si è fatto più coinvolgere dalla prova esterna. Condividiamo con lui la frase «un aspirante Masterchef deve saper fare una maionese», le riserve su Alessandro e il racconto del passaggio a un palato adulto attraverso il gusto di un cibo selvatico (la lepre).

GIUSEPPE: 6 ½. Bello l'autoritratto con le capesante. Anche noi amiamo il peperoncino, ma una pasta e fagioli non può far tossire.

TIZIANA: 5. C'era? non ce ne siamo accorti.

GILBERTO: 6. Si è fatto più notare per i commenti sulla balconata che per i piatti.

CATERINA: 6. Come sous chef di Anna riesce a mantenere la calma. Che non è poco.

FEDERICO: 7. Secondo noi è bravo a cucinare, ma concordiamo con Bastianich che deve essere più comunicativo. In ogni caso si guadagna la top 3.

GUIDO: 7 ½. In cucina è quello che, insieme a Gloria, ci convince di più. Ma la troppa strategia alla lunga stanca, per ora lo mettiamo nella top 3, ma con delle riserve.

ALESSANDRO: 5. Invece di concentrarsi sui piatti pensa alle strategie di Guido.

SALVATORE: 6 ½. Bella l'idea del baccalà crudo. La scelta di salvare i deboli dall'invention test e di affrontare la prova è strategia pura.

VALERIA: 6. In questa puntata non l'abbiamo proprio vista. Le diamo la sufficienza sulla fiducia.

LORETTA: 5. I paccheri con i fagioli non erano belli da vedere e lei sembra un po' alienata.

VITO: 6. Nelle prove singole scompare, ma ritorna nella prova di gruppo.

VERANDO: 6. Avevamo puntato su di lui, ma in questa puntata non ci dà tante soddisfazioni.

SAMUELE: 6 ½. Se non altro, ha fatto una maionese dalla consistenza accettabile.

GIOVANNI: 6. È troppo indeciso, anche su porchetta e maiale. In cucina può essere un problema.

ANNA: 6. Ci sembra che stia giocando troppo a diventare “un personaggio”.

VIRGINIA: 6 ½. La sua omelette ci ha convinti.

GLORIA: 7. Per quanto ci abbia convinti l'autoritratto, siamo rimasti delusi dalla pasta e fagioli. Non si possono ricercare sempre gli effetti speciali, un piatto può essere speciale anche per la sua immediatezza e semplicità. Rimane nella nostra top 3, ma da lei non ci aspettiamo dei fagioli poco cotti.

TIZIANA: 5. Ci rendiamo conto della sua presenza perché la omelette è tra le peggiori.

JERRY: 6 ½. Lo abbiamo apprezzato per l'uovo in camicia e per la prova esterna in cui ha salvato alcuni piatti.

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