Taiwan ha legalizzato le nozze gay ed è la prima volta in Asia

Taiwan ha legalizzato le nozze gay ed è la prima volta in Asia

Sì del parlamento a due anni dalla sentenza della Corte costituzionale. Ora i matrimoni tra persone dello stesso sesso sono riconosciuti. In festa i sostenitori dei diritti omo.

17 Maggio 2019 06.44

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L'Asia ha aperto per la prima volta alle nozze gay. È successo a Taiwan, dove il parlamento ha legalizzato i matrimoni tra persone dello stesso sesso: la svolta, maturata con l'atteso voto del 17 maggio 2019, è stata festeggiata da centinaia di sostenitori dei diritti omosessuali, riunitisi fuori dalla sede dell'assemblea, nel resoconto dei media locali.

SENTENZA DECISIVA DELLA CORTE COSTITUZIONALE NEL 2017

Nel 2017 la Corte costituzionale aveva stabilito che le coppie omosex avevano il diritto a contrarre un matrimonio legale. Al parlamento erano stati dati due anni di tempo, entro il 24 maggio, per apportare le correzioni normative.

I parlamentari hanno discusso tre differenti proposte di legge sul tema, dando il via libera a quella più «progressista e a più ampio spettro», coinvolgendo temi come tasse, assicurazione e figli in custodia e risolvendo il nodo del Codice civile bocciato dalla Corte costituzionale in merito al matrimonio definito come quello «esclusivamente celebrato tra un uomo e una donna».

IL PAESE SIN DAGLI ANNI 90 È LEADER NELLA TUTELA DEI DIRITTI GAY

Scaduti i due anni di tempo per "sanare" la discriminazione, la registrazione delle nozze tra persone dello stesso sesso sarebbe avvenuta in automatico in assenza di un accordo parlamentare. Taiwan ha avuto già dagli Anni 90 un ruolo di leadership in Asia nella tutela dei diritti gay e Taipei è stata tra le prime città a ospitare la "Gay pride parade".

NEL VICINO BRUNEI INVECE GLI OMOSESSUALI VENGONO LAPIDATI

Un segnale in netta controtendenza rispetto alle norme del vicino Brunei del sultano integralista Hassanal Bolkiah, tra i casi di lapidazione per omosessualità e adulterio, congelate con la moratoria sulla pena di morte per le proteste internazionali.

CONSERVATORI E GRUPPI RELIGIOSI CONTRO LA PRESIDENTE TSAI ING-WEN

La presidente taiwanese Tsai Ing-wen, in carica dal 2016, si era spesa a favore delle leggi sui matrimoni gay con il sostegno del Partito democratico progressista, di cui è stata leader fino a pochi mesi fa. Tuttavia un percorso che sembrava in discesa è diventato accidentato per le resistenze emerse nella società, tra frange conservatrici e gruppi religiosi. In più i referendum del 2018 sul tema si erano risolti in una forte opposizione alla legalizzazione, cosa che aveva spinto il mondo politico alla prudenza in vista delle elezioni politiche del 2020. Poi invece, è maturata la svolta decisiva.

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