Mattarella: «Affrontiamo la pandemia con responsabilità e solidarietà»

Redazione
06/04/2020

Nel giorno dell'11esimo anniversario dal terremoto de L'Aquila, il Presidente ha lanciato un messaggio di unità per combattere uniti il Covid-19. Ha espresso vicinanza non solo ai concittadini travolti dalla tragedia del 2009 ma anche a quelli dei territori del Centro Italia, colpiti dalle scosse del 2012, 2016 e 2017.

Mattarella: «Affrontiamo la pandemia con responsabilità e solidarietà»

Il 6 aprile è la giornata in cui si ricorda il terremoto de L’Aquila, avvenuto nel 2009, che ha provocato 309 vittime, oltre 1.600 feriti e più di 10 miliardi di euro di danni stimati. Quest’anno la ricorrenza, però, «si celebra in un contesto eccezionale, determinato da una pericolosa pandemia che siamo chiamati a fronteggiare con tutta la capacità, la responsabilità, la solidarietà di cui siamo capaci», ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. «Di fronte agli ostacoli più ardui possiamo avere momenti di difficoltà», ha spiegato il Capo dello Stato, «ma l’Italia dispone di energia, di resilienza e di una volontà di futuro che ha radici antiche e che, nei passaggi più difficili della nostra storia, è sempre stata sostenuta da una convinta unità del popolo italiano».

LEGGI ANCHE: Terremoto L’Aquila, cronologia di un disastro

MATTARELLA: «VICINANZA AGLI AQUILANI E AI CONCITTADINI DEL CENTRO ITALIA»

Mattarella è poi tornato sulla tragedia avvenuta 11 anni fa. «Nel giorno dell’anniversario desidero rinnovare i sentimenti di vicinanza e solidarietà a tutti gli aquilani, a quanti nei paesi e nei borghi limitrofi hanno condiviso sia quei momenti tragici sia gli affanni della ripartenza, ai nostri concittadini di numerosi altri territori del Centro Italia che, nel breve volgere di pochi anni, si sono trovati a vivere drammi analoghi e ora sono impegnati, come a L’Aquila, per restituire a se stessi e all’Italia la pienezza della vita sociale».

LEGGI ANCHE: Il terremoto dimenticato del Centro Italia

MATTARELLA: «TRAIAMO ENERGIA DALLO SPIRITO RINASCIMENTALE PER LA RIPARTENZA»

Nel suo messaggio, Mattarella ha anche parlato della chiusura della mostra su Raffaello, nel 500esimo anno dalla sua morte, alle Scuderie del Quirinale, sempre a causa dell’emergenza coronavirus. «L’augurio è che le porte si possano riaprire quanto prima», ha detto il Presidente, «e che da quello spirito rinascimentale che rese impareggiabile l’arte di Raffaello si possa trarre energia per una ripartenza dell’Italia e dell’Europa».

LEGGI ANCHE: A che punto è la ricostruzione dopo i terremoti in Italia

MATTARELLA: «IL GENIO, L’ARTE E LE OPERE DI RAFFAELLO SONO PATRIMONIO DELL’UMANITÀ»

«Il genio creativo, l’arte, le opere di Raffaello Sanzio», ha proseguito Mattarella, «sono immortali e costituiscono un patrimonio dell’umanità, alla quale, pur con la sua giovane età, riuscì a donare bellezza e armonia rinnovando la cultura figurativa e lasciando una traccia che nei secoli è rimasta sempre ben visibile. Nella ricorrenza dei 500 anni dalla scomparsa», ha detto il Presidente, «rendiamo omaggio a un genio della pittura italiana, che, insieme a Leonardo e Michelangelo, divenne un simbolo universale del nostro Rinascimento. Confidiamo che questo anniversario», ha concluso il Capo dello Stato, «sia occasione per studiare ancora Raffaello, per renderne più diffusa la sua conoscenza, per ammirare i capolavori che arricchiscono edifici e musei, per approfondire, accanto allo straordinario talento pittorico, anche le sue qualità di architetto e di cultore delle antichità».