Paolo Madron

Le opposizioni hanno trovato il loro leader: Mattarella

Le opposizioni hanno trovato il loro leader: Mattarella

02 Gennaio 2019 08.35
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I discorsi di fine anno dei presidenti della Repubblica sono come la Settimana enigmistica. Sono oggetto di svariati tentativi di imitazione, ma nessuna riesce a scalzarne il primato che occupano nell’immaginario collettivo, o televisivo, che per molti versi sono la stessa cosa. Quest’anno poi i tentativi di imitazione sono stati particolarmente scialbi: Beppe Grillo si è limitato a un breve messaggio situazionista (un muscoloso personaggio, si direbbe un culturista, che al posto della faccia aveva un iPad con l’inquietante immagine del comico che sembrava parlasse dall’oltretomba), il ritrovato duo Di Maio-Dibba ha scelto di rivolgersi alla nazione ai bordi di una pista di sci ma senza dire cose eclatanti. Scenario montano e scarsamente innevato anche per Matteo Salvini in collegamento Facebook da Bormio.

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Sergio Mattarella dunque non aveva competitori, e le sue parole a reti unificate sono state un trionfo di consensi e di audience. A differenza del passato, ad aumentare a dismisura sono state le condivisioni social che hanno punteggiato il suo intervento, più di 3,5 milioni, un numero che fa entrare di diritto l’inquilino del Colle nell’olimpo delle web star.

MOLTE LE CRITICHE AL GOVERNO, DIRETTE SOLO SULLA MANOVRA

Sin qui le statistiche, ora la politica. Nell’esegesi del discorso mattarelliano quasi tutti sono stati concordi nell’affermare che il presidente, nella sua intonazione sobria e mai sopra le righe, non le ha mandate a dire all’attuale governo. Da un punto di vista retorico, ha scelto una forma indiretta, tranne che sulla manovra finanziaria, la cui urgente approvazione pena la caduta nell’esercizio provvisorio portava le stigmate della mancata discussione parlamentare. Per far capire cosa pensa dell’immigrazione ha scelto di fare gli auguri agli stranieri che vivono e lavorano nel Paese, per il proliferare di divise poliziesche su cui indulge sovente il leader della Lega ha fatto intendere che non si tratta di una mascherata ma un tratto distintivo dei servitori dello Stato.

UN INSEGNAMENTO ALL'OPPOSIZIONE

Lo stile del Presidente racchiudeva molti spunti utili anche a chi fa opposizione: dire cose sgradevoli per gli attuali governanti con modi fermi e pacati premia di più che agitarsi e inveire contro di loro. L’allusione è più efficace dell’insulto, l’ironia un’arma che fa più vittime. Il risultato è che Mattarella per quella ancora robusta fetta di elettori che contestano l’attuale maggioranza incarna il vero leader di un’opposizione altrimenti confusa e velleitaria, nonostante i toni accesi e i gilet blu. Peccato, potrebbe essere la maliziosa conclusione, che siamo una repubblica parlamentare e non presidenziale, altrimenti il Paese avrebbe già trovato da tempo il suo leader carismatico. Poi è anche vero che ogni Presidente ha uno stile e un modo di intendere il suo ruolo, e per capirlo basterebbe senza andare lontano nel tempo confrontare il “novennato” di Napolitano con i quasi quattro anni di chi ora abita al Quirinale. Ma questa, come direbbe lo scrittore, è un’altra assai complessa storia.

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