Grasso mandato a casa da Avvenire, il pizzino di Crosetto a Salini e altre pillole

Luca Di Carmine
27/11/2023

Il giornalista che segue la comunicazione di Mattarella dal 2015 risulta tra i prepensionamenti del quotidiano della Cei, in cui fu assunto nel 1992. Il ministro della Difesa ha spedito messaggi tra le righe della sua intervista al Corriere a Webuild. Intanto Mediaset guarda verso l'Arabia. Gli spifferi di Lettera43.

Grasso mandato a casa da Avvenire, il pizzino di Crosetto a Salini e altre pillole

Tutti hanno parlato delle parole sulla magistratura pronunciate da Guido Crosetto, ministro della Difesa. Nell’intervista al Corriere della Sera afferma: «Adesso la mia preoccupazione è se il tessuto burocratico, industriale, privato sarà davvero in grado di tradurre in opere i piani. Più quello privato, mi preoccupa, in verità». E fin qui, nulla di male, però la dichiarazione continua con un sibillino «mi auguro che le aziende, soprattutto la più grande del settore che ha vinto moltissime gare, siano in grado» e, sottolinea Crosetto, con modalità davvero curiose, «di realizzarle davvero, nei tempi previsti». Un identikit che porta al gruppo Webuild, quello di Pietro Salini. Qualcuno evoca un “pizzino”, ricordando che Crosetto è piemontese, e in quella regione c’è qualcuno che reclama, che vuole lavorare in alcuni cantieri importanti: le solite malignità.

Grasso mandato a casa da Avvenire, il pizzino di Crosetto a Salini e altre pillole
Pietro Salini (Imagoeconomica).

Grasso senza Avvenire

Alla fine anche alla Cei, la Conferenza episcopale italiana guidata dal cardinale Matteo Maria Zuppi, devono fare i conti con i tagli al bilancio. Capita anche nei sacri palazzi, visto che con papa Francesco le donazioni dagli Stati Uniti sono sensibilmente calate. E così pure il quotidiano Avvenire ha deciso di scegliere la strada dei prepensionamenti, con 16 “uscite” a Milano e otto a Roma: nell’elenco dei giornalisti da mandare a casa c’è anche Giovanni Grasso, assunto nel 1992, e «che da tantissimi anni non mette piede in redazione», come sottolineano al giornale, visto che dal 2015 è in aspettativa non retribuita, in quanto impegnatissimo a seguire il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in qualità di consigliere per la stampa e la comunicazione del Quirinale, oltre che direttore dell’ufficio stampa. Che poi Avvenire è l’unico quotidiano che riceve denaro dallo Stato italiano anche attraverso i fondi dell’8 per mille destinati alla chiesa cattolica…

Grasso mandato a casa da Avvenire, il pizzino di Crosetto a Salini e altre pillole
Giovanni Grasso (Imagoeconomica).

Vela saudita per Mediaset

Dicono che ai Berlusconi piace Gedda, ma non ditelo ai romani che stanno sperando, in verità con poche certezze, di conquistare l’Expo 2030 contro un’altra città saudita, Riad. Fatto sta che sarà Mediaset a trasmettere in chiaro le preliminary regatta della Coppa America che vede tra i protagonisti l’italiana Luna Rossa. Quella che viene considerata la “Formula 1” della vela avrà luogo a Barcellona nel 2024 dal 22 agosto a fine ottobre, ma le tappe di avvicinamento si svolgono a Gedda, in Arabia Saudita, dal 30 novembre. A sfidarsi, oltre a Luna Rossa, la britannica Ineos Britannia, la svizzera Alinghi, la statunitense American Magic e la francese K-Challenge Racing. Il team che difende il titolo è Emirates Team New Zealand. E Mediaset trasmetterà l’ennesima prova di forza saudita.

Dalla Romania, gratis al museo

«L’ingresso alla mostra sarà gratuito per i cittadini della Romania e della Repubblica di Moldova»: succede nella Capitale, per l’esposizione “Dacia. L’ultima frontiera della Romanità” allestita nelle Terme di Diocleziano del Museo nazionale romano, e compiere un viaggio millenario vedendo armi, vasi, ceramiche, monete, gioielli e corredi per i riti di magia. Nel comunicato si legge che «un importante contributo alla mostra è stato dato dallo sponsor Geox», ma a denti stretti viene rivelato che «la cifra è piccola, non c’è più il mecenatismo di una volta».

Arriva a Roma Oliver Stone

A Roma le signore dei salotti (sì, qualcuno ancora ce n’è) se lo stanno contendendo: il regista piace. Ma quella nella capitale è solo una delle tre tappe italiane per Oliver Stone, a dicembre, per presentare il suo film documentario Nuclear Now dopo il debutto mondiale nel 2022 alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Il regista, sceneggiatore, produttore, vincitore di tre premi Oscar e cinque Golden Globe, parteciperà a tre anteprime del suo documentario sabato 2 a Torino, domenica 3 a Bologna e lunedì 4 a Roma. Nel capoluogo piemontese Stone sarà protagonista di una masterclass, nata dalla collaborazione fra Film Commission Torino Piemonte, il Torino film festival del Museo nazionale del cinema, newcleo e I Wonder Pictures. Il film prossimamente sarà visibile su La7. Chissà alla fine Stone da chi andrà a Roma, o se darà “buca” come in altre sue presenze nella città eterna…