L’intervento di Mattarella per i 150 anni dell’Associazione Italiana Editori

Il capo dello Stato ha rimarcato il ruolo dell'istruzione nella vita della Repubblica e chiesto alla politica di lavorare per migliorare la diffusione dei libri: «In Italia si legge ancora troppo poco».

11 Settembre 2019 13.04
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«L’istruzione dei ragazzi è l’interesse primario della Repubblica». Può essere riassunto con questa frase l’intervento del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Associazione Italiana Editori che si sono tenute l’11 settembre all’Auditorium Parco della Musica di Roma.

MATTARELLA: «SI LEGGE ANCORA TROPPO POCO IN ITALIA»

«La politica e le istituzioni», ha continuato il capo dello Stato, «hanno il dovere di confrontarsi con voi editori e di approntare le misure più idonee per diffondere libri e per far sviluppare la lettura». Poi il monito alla necessità di leggere di più: «Si legge ancora troppo poco in Italia, dobbiamo migliorare», ha aggiunto. «Leggere è una ricchezza immateriale della quale non possiamo fare a meno. La scuola resta un bacino decisivo in cui seminare. È del resto anche l’ambito dei vostri futuri lettori».

L’ALTO VALORE SOCIALE DEI LIBRI

«È tempo della riapertura della scuole, sono i giorni dei libri di testo. Tante famiglie si stanno misurando con le difficoltà di assicurare ai propri figli tutto quello che occorre per l’istruzione. Desidero sottolineare l’alto valore sociale dei libri di testo». In questo senso Mattarella ha voluto ribadire la «necessità di scelte editoriali coerenti con quelle sociali». «I libri sono stati e sono propulsori della crescita del nostro Paese. Viviamo in un tempo di trasformazioni straordinarie, come sempre in realtà nella storia, ma con un ritmo di gran lunga più incalzante. Cambiano rapidamente gli strumenti, i paradigmi, gli stessi linguaggi. Si presentano nuove piattaforme, nuove tecniche che costringono a correre», ha proseguito il presidente. «I prossimi 150 anni saranno un’avventura affascinante e in ampia misura inimmaginabile per noi, ma della lettura avremo sempre bisogno, si affermerà sempre. La forza della cultura è insuperabile in tutte le sue varie espressioni, con tutti i mezzi che ci sono e ci saranno», ha concluso.

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