Sequestrati 1,9 milioni di euro all'ex avvocato di Bossi

Sequestrati 1,9 milioni di euro all’ex avvocato di Bossi

27 Settembre 2018 09.44
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Il Tribunale di Milano ha disposto un sequestro preventivo ai fini della confisca da quasi 1,9 milioni di euro a carico dell'avvocato Matteo Brigandì, storico legale della Lega e dell'ex leader Umberto Bossi, a processo per patrocinio infedele e autoriciclaggio. Secondo l'accusa, nelle vesti di avvocato del Carroccio, Brigandì si sarebbe reso «infedele ai suoi doveri professionali», omettendo di «denunciare il proprio conflitto di interessi» in relazione a un decreto ingiuntivo da lui stesso richiesto per avere dal partito circa 1,9 milioni di compensi per la sua attività (leggi anche: Ordine di carcerazione a Bossi per vilipendio a Napolitano).

ROGATORIA INTERNAZIONALE IN TUNISIA

Il provvedimento di sequestro, richiesto dal pm Paolo Filippini e disposto dal giudice Marco Formentin, è stato depositato nelle scorse settimane. Per il momento ha riguardato un immobile di Brigandì in Piemonte, ma la maggior parte dei soldi, circa 1,67 milioni di euro, sarebbe stata trasferita su un conto in Tunisia. Per questo la procura ha attivato una rogatoria internazionale e il processo è stato aggiornato all'8 novembre.

LA LEGA SI È COSTITUITA PARTE CIVILE

A Brigandì, che della Lega è stato pure parlamentare, viene contestato anche il reato di autoriciclaggio. L'avvocato avrebbe infatti dapprima investito i soldi ottenuti dal partito sottoscrivendo una polizza vita, poi però avrebbe disinvestito la somma di 1,67 milioni di euro sul conto tunisino. Nel processo la Lega si è costituita parte civile e ha chiesto il risarcimento dei danni subìti.

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