Col nuovo governo ipotesi gruppi separati per i renziani

Al Senato bastano 10 parlamentari. E l'idea della nuova legge elettorale proporzionale è la spinta per la nuova iniziativa politica dell'ex premier.

10 Settembre 2019 20.50
Like me!

Nel giorno del via libera del Senato al governo Conte bis, chi abbia in mano la golden share del nuovo esecutivo è molto chiaro. Almeno in casa Pd. Da una parte, infatti, il partito inanella un risultato dopo l’altro in Ue: dopo David Sassoli alla presidenza del Parlamento europeo il colpo clamoroso in Europa è Paolo Gentiloni commissario all’Economia. «Grande soddisfazione! Una delega importante per tutti – esulta Nicola Zingaretti. Ma dall’altra parte tra i dem sono tornate le voci della formazione di gruppi parlamentari autonomi di Matteo Renzi: di fatto, si ragiona in ambienti dem, una scissione.

LA SPINTA DELLA LEGGE PROPORZIONALE

Una separazione consensuale, invece, secondo autorevoli fonti renziane. Alla Camera e al Senato si staccherebbe un piccolo nucleo, non tutti quelli presenti negli attuali gruppi (gran parte di Base riformista di Luca Lotti e Lorenzo Guerini resterebbe nel Pd). I nuovi gruppi sarebbero inseriti nella
maggioranza e diventerebbero un «polo di attrazione» al centro e a sinistra, «per rendere più forte la legislatura». Il nucleo di un «soggetto innovativo», non «neocentrista». La spinta verrebbe da un accordo di governo per una legge elettorale proporzionale. Al Senato bastano 10 eletti per formare un gruppo – i renziani sulla carta sono una ventina -, ma serve il simbolo di un partito che si sia già presentato alle elezioni. Un’ipotesi è l’accordo con il socialista Riccardo Nencini. E il Pd a quel punto potrebbe far rientrare i fuoriusciti di LeU.

CUPERLO E MARTINA IN POLE PER LA PRESIDENZA PD


«Se anche fosse, Renzi non lo farebbe per rompere con il Pd, ma per creare una seconda gamba – conferma un parlamentare renziano della prima ora -. Se lo seguirei? Dovrei capire per fare cosa, qual è l’obiettivo». Ma dopo il ruolo giocato nella crisi di governo il fascino dell’ex Rottamatore è rifiorito. Zingaretti intanto punta a preservare l’unità del partito, un ‘must’ per il segretario, che pare ritrovata nella formazione del Conte bis. Il problema di sostituire Gentiloni alla presidenza Pd per ora non si pone – si fa notare -, e tra i papabili girano i nomi di Gianni Cuperlo – presidente della Fondazione dem – e Maurizio Martina, ex segretario reggente e alla guida della commissione per la riforma dello Statuto.

FRANCESCHINI TESSE LE NUOVE ALLEANZE CON AREADEM


Franceschini, capodelegazione democratico al governo e nuovamente ministro della Cultura, riunirà da venerdì a domenica a Cortona (Arezzo) AreaDem, decisiva per l’elezione di Zingaretti (e in passato di Renzi). Tra gli ospiti Gentiloni, Sassoli, i ministri Paola De Micheli e Lorenzo Guerini, il sindaco di Milano Beppe Sala e Rossella Muroni di Leu.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *