L’ultimatum di Salvini sul governo

«O si fanno cose o si va a casa», ha detto il leader leghista. E il sì più importante «è alla riforma fiscale». Poi la battuta sul Russiagate: «Le salamelle e le patatine sono l'unica nostra fonte di finanziamento».

18 Luglio 2019 22.11
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Che la crisi di governo possa essere imminente, Matteo Salvini lo fa capire chiaramente: «Per me il governo va avanti se fa le cose, altrimenti è inutile starci dentro», ha detto il ministro dell’Interno e vicepremier dal palco della Festa della Lega di Barzago (Lecco). «O si fanno cose o si va a casa. Se qualcuno non ha intenzione di fare niente si va a casa e parlano gli italiani». «Io porto pazienza. Fin quando vedo che c’è la possibilità di fare le cose vado a avanti, stare al governo per scaldare la poltrona è l’ultima cosa che voglio fare», ha aggiunto Salvini. E ancora: «Il governo avanti se arrivano i sì», elencando «l’autonomia, la Tav, la riforma della giustizia». Ma poi a domanda precisa smentisce: «Oggi non cade nessun governo semplicemente vado avanti tranquillo ma se ci sono dei si» Sto in un governo che dice dei sì su Autonomia, riforma della giustizia; se devo sentire no tutti i giorni..non sto al governo per scaldare la poltrona».

Il ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini dal palco della Festa della Lega di Barzago (Lecco), 18 luglio 2019. ANSA/FABRIZIO CUSA

«IL SÌ PIÙ IMPORTANTE ALLA RIFORMA FISCALE»

Il sì più importante, ha aggiunto in un altro passaggio «è alla riforma fiscale. È un dovere del Governo. L’Europa ce lo farà fare? Non esiste alternativa se non abbassiamo le tasse». Il leader leghista ha anche fatto una battuta sul Russiagate, su cui il 18 luglio L’Espresso ha pubblicato nuovi documenti inediti che dimostrano come le trattative per ottenere fondi neri per il Carroccio da parte di Savoini e le offerte ai colossi petroliferi russi siano durate mesi. «Le salamelle e le patatine sono l’unica nostra fonte di finanziamento, niente rubli, niente dollari, se qualcuno vuole indagare venga a Barzago, troverà materiale scottante», ha silenziato la vicenda Salvini.

IN PARLAMENTO PER IL RUSSIAGATE? ANCHE PRIMA DEL 24 LUGLIO

A chi gli ha chiesto se sarà con il premier Conte il 24 luglio a riferire sui presunti fondi russi alla Lega, ha anche risposto: «Certo, magari andrò anche prima». «Quando uno ha la coscienza pulita… sto vivendo la vicenda in maniera surreale. Non abbiamo mai visto, né preso né chiesto soldi per il nostro partito all’estero. Leggo quasi con curiosità gli aggiornamenti quotidiani. E poi andrò a ripetere questo in Parlamento, non ho niente da temere», ha aggiunto il leader della Lega.

DI MAIO: «O QUESTO GOVERNO O IL VOTO, NON TRADISCO»

A distanza gli ha risposto il leader del M5s Luigi Di Maio: «Noi abbiamo voglia di continuare. Se la Lega vuole tornare al voto, lo può dire chiaramente, ma se ne assume la responsabilità. Se cade questo governo, il rischio è che torni l’asse Pd-FI. Il M5S non lascia il Paese in mano alla gente che l’ha distrutto. Per me questo è il solo governo possibile, che può fare le cose per gli italiani. Se non c’è questo governo, si torna al voto», ha scritto su Facebook Di Maio. «Io gli italiani non li tradisco. Non abbiamo paura del giudizio della storia. Sappiamo di stare dalla parte giusta. Senza interessi, con le mani libere», ha aggiunto.

«IL M5s HA VOGLIA DI CONTINUARE A GOVERNARE»

«Il MoVimento 5 Stelle ha voglia di continuare a lavorare per il nostro Paese. Finora l’abbiamo fatto con un contratto di governo che unisce due forze politiche molto diverse. È stato l’esito di una legge elettorale fatta su misura prima del voto del 2018 per non far governare il MoVimento 5 Stelle. Quelle stesse forze che hanno voluto quella legge, avevano introdotto la Fornero, il Jobs Act, distrutto la scuola, regalato miliardi di euro dei cittadini alle banche. Gli italiani hanno risposto duramente a queste ingiustizie e ora di governo ce n’è un altro. In un anno abbiamo portato a casa tanti risultati. Lo dico umilmente, ma i dati ci incoraggiano: quota 100, il decreto dignità, il Reddito di cittadinanza, lo sblocca cantieri, il dl crescita. In un anno abbiamo messo un freno ai flussi migratori verso l’Italia e proprio oggi è passato un emendamento del MoVimento 5 Stelle per la confisca immediata delle imbarcazioni alle Ong che non rispettano le nostre leggi», ha spiegato il leader M5s elencando i risultati del governo.

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