Barbara Ciolli

Quelle divise che uniscono Salvini, Assad e Mussolini

Quelle divise che uniscono Salvini, Assad e Mussolini

27 Gennaio 2019 11.00
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Smesse le felpe e le giacche da ministro che non lo avevano mai convinto, Matteo Salvini salta da una divisa all'altra quasi fosse un mannequin uscito dalle migliori sartorie di uniformi civili e militari. Non importa che anche i barracelli sardi (la polizia locale sarda e, lo sapevate?, la più antica in Europa) si siano arrabbiati, dopo la denuncia del sindacato dei pompieri per «porto abusivo di divisa». L'articolo 498 del codice penale vieta a «chiunque», al di fuori dei casi previsti dall'articolo 497 bis (quello che punisce la detenzione lecita o illecita di oggetti che identificano un corpo di polizia, dunque un reato ancora peggiore), di indossare in pubblico la «divisa o i segni distintivi di un ufficio o impiego pubblico, o di un corpo politico, amministrativo o giudiziario», pena una sanzione amministrativa da 154 a 929 euro. Certo, la legge non va mai presa alla lettera.

IN POLITICA LA DIVISA È SINONIMO DI AUTORITARISMO

A volte i ministri o i capi di Stato usano l'uniforme come simbolo – se non come misura di sicurezza -, quando rappresentano le forze militari o addirittura le guidano come Sergio Mattarella. Lo fa Angela Merkel quando è in visita ai soldati tedeschi in Afghanistan, lo hanno fatto per l'occasione anche ex premier e ministri italiani come Matteo Renzi e Gianfranco Fini. Ma Salvini con la maglia delle polizia ci va anche a correre ed è apparso a un comizio della Lega in giubbotto da celerino: ci sono le Regionali, gli preme ribadire che il suo «compito è la sicurezza dei cittadini». Ma nemmeno un ministro dell'Interno e men che mai i leader di partito possono sfruttare le divise per palchi politici: la forza è dei corpi dello Stato che, se necessario, la esercitano. Nel mondo, sono i leader autoritari a farne sfoggio frequente, e neanche tutti oggigiorno. In Europa – nonostante i trascorsi italiani – lo fa solo Salvini.

L'UNIFORME DEL DUCE CHE FU COPIATA DA HITLER

Il distinguo non è secondario: il precedente storico dell'Italia è Benito Mussolini che si affacciava dal balcone di piazza Venezia in uniforme da condottiero militare e che poi sfoggiò alle parate a braccetto con Adolf Hilter. Il Führer copiò il Duce: con il ritorno delle destre estreme in Europa non c'è segnale peggiore da inviare dall'Italia. Neanche il generale Charles de Gaulle che uomo forte e di destra lo era – ma non era Jean-Marie Le Pen – girava in divisa una volta eletto presidente del Consiglio e poi presidente. È grave. Possibile che Salvini non se ne renda conto? Che non separi più la politica dalle forze dell'ordine pubblico? Che non eviti il rimando immediato al fascismo? Si è compiuto, ancora una volta in Italia, un salto di qualità?

COME AL SISI IN EGITTO E HAFTAR IN LIBIA

Oltre la sponda del Mediterraneo due leader politici mostrano i muscoli dalle uniformi ed entrambi brillano per autoritarismo. In Egitto lo fa, ed ormai che è capo di Stato lo fa sempre meno, Abdel Fatah al Sisi: prima di farsi eleggere formalmente presidente, il generale (pagato dall'Arabia Saudita) fu protagonista del golpe soft che nel 2013, con il sostegno dell'Occidente, rovesciò il leader della Fratellanza musulmana Mohammed Morsi, da allora in prigione. E poi in Nord Africa c'è l'uomo forte che controlla l'Est e il Sud della Libia, il generale Khalifa Haftar: fondatore del movimento politico Operazione dignità, ha piazzato suoi parenti o militari – senza elezioni – a capo di diverse Giunte cittadine dell'ex colonia italiana. Prima di Haftar, a sfoggiare divise in Libia c'èra il colonnello Muammar Gheddafi.

… E COME BASHIR E I DITTATORI DELL'AFRICA NERA

Si badi come neanche il re del Marocco Mohammed VI, che si è tenuto i pieni poteri ma finché può delega, o il presidente algerino Abdelaziz Bouteflika, in carica da 20 anni non propriamente a capo di una democrazia, amino abusare delle uniformi. Mai lo fa, tra l'altro, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e poco anche l'omologo al Cremlino Vladimir Putin: tutt'altro che campioni di democrazia. E dire che Putin militare lo è stato davvero, colonnello e infine capo dei servizi segreti. Per atteggiamenti più simili a quelli di Salvini bisogna scendere tra i dittatori dell'Africa nera, dove il leader del Carroccio vorrebbe far restare i migranti. Omar al Bashir, presidente dal 1989 del Sudan, come Salvini sfoggia le stellette da agente quando va ai raduni della polizia.

BASHAR AL ASSAD IN MIMETICA SUI POSTER

L'eritreo Isaias Afewerki, ex guerrigliero come al Bashir, è in testa al regime più militarizzato al mondo ma contrariamente alle aspettative ha abbandonato l'uniforme, almeno dalle (poche) immagini che arrivano. E lo stesso vale per il «grande maresciallo», come si fa chiamare dai nordcoreani, Kim Jong-un: il giovane dittatore è quasi sempre mostrato dalla propaganda a parate militari e in procinto di lanciare missili, ma sempre in vesti civili. In Siria Bashar al Assad campeggia sui poster in divisa mimetica e lui qualche ragione in più ce l'ha visto che il suo regime è in guerra dal 2011 e Assad rappresenta l'esercito in campo. In Iran sono invece i pasdaran e i capi dell'esercito a mantenere la titolarità delle divise, i politici e anche la guida suprema indossano, se chierici, abiti religiosi.

MADURO INDOSSA LE GIUBBE DEGLI SQUADRISTI

Anche in Iraq, caduto Saddam Hussein, i leader politici si mostrano in pubblico vestiti da politici, con l'eccezione del presidente del Kurdistan iracheno Massoud Barzani: ma lui guida anche i peshmerga in guerra contro l'Isis e per l'indipendenza. Qualche esempio di politici che abusano della divisa continua a darlo, come l'Africa, anche l'America latina dell'ex dittatore (e generale) cileno Augusto Pinochet. Ma dall'altra sponda politica: Cuba non ha più, almeno nominalmente, al potere i fratelli Castro, ma in compenso il Venezuela è precipitato in una spirale autoritaria dalla morte del caudillo Hugo Chavez. Il pallido successore Nicolas Maduro, ora insidiato da Juan Guaidò manda ormai i paramilitari in strada e indossa le giubbe degli squadristi e dei militari alle parate e alle esercitazioni.

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IL CECENO KADYROV TRA FELPE E DIVISE

Nella galassia degli ex satelliti dell'Urss poi gli autocrati tacciati di metodi dittatoriali si sprecano. E tra loro il presidente della Bielorussia Aleksandr Lukašenko, ex maresciallo, non disdegna a volte le uniformi. Ma lo stile più simile a Salvini ce l'ha il giovane presidente della Cecenia Ramzan Kadyrov, ex paramilitare ed ex capo dei servizi di sicurezza del padre, a sua volta presidente, e soprattutto pupillo adorato di Putin. Come il leader della Lega, Kadyrov veste spesso casual e appare in felpe sportive con orpelli nazionalistici e in divise delle forze dell'ordine e dell'esercito. Su di lui pesano gravi accuse di violazioni dei diritti umani, fa dichiarazioni omofobe, lo descrivono spietato ma è anche populista. Chiamatemi Ramzan, dice alla gente, come Matteo.

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