L’escalation estiva di Salvini in 10 frasi

Da «zingaraccia» alla richiesta di «pieni poteri» fino al tentativo goffo di riallacciare con il M5s. Le tappe della crisi dell'ex ministro dell'Interno. Che da premier in pectore si è ritrovato leader di partito. In calo nei sondaggi.

07 Settembre 2019 15.00
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L’estate sta finendo e un governo se ne va, potrebbe cantare così Matteo Salvini per celebrare il tramonto di una stagione rovente e avventurosa che l’ha visto nel giro di poco più di un mese trasformarsi da vicepremier in carica a caudillo in pectore e da vincitore annunciato di probabili elezioni a leader, fino a data da destinarsi, di un’opposizione che in realtà sembra già far fatica a considerarlo tale.

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Ecco un riassunto dell’agosto folle del Capitano in 10 frasi che scandiscono una delle operazioni politiche più azzardate (e forse autolesioniste) della storia della Repubblica.

1. «ZINGARACCIA» E RUSPA

«Tu preparati ad accogliere la ruspa, cara la mia zingara, poi vediamo».
Primo agosto 2019, intervista a SkyTg24. Da ministro degli Interni, Salvini inizia le ferie polemizzando con una donna del campo rom della periferia Nord di Milano, accusata di averlo minacciato. Il ministro rincara la dose e la chiama «zingaraccia». La minaccia era sgradevole, la replica però forse è peggio e arriva alla vigilia del 2 agosto, giorno in cui si commemora il genocidio di Rom e Sinti operato dai nazisti durante la seconda guerra mondiale.

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Il ministro Matteo Salvini a passeggio con la (ex?) compagna Francesca Verdini per le vie del centro di Roma, 10 giugno 2019.

2. LE INSINUAZIONI SUL GIORNALISTA DI REPUBBLICA

«Vada a riprendere i bambini, lei che è specializzato e le piace tanto. Vada a riprendere i bambini in spiaggia». Primo 1 agosto, conferenza stampa a Milano Marittima. La riviera adriatica allenta i freni inibitori del vicepremier che tiene una conferenza stampa in spiaggia e apostrofa così, adombrando un’accusa di pedofilia, il giornalista Valerio Lo Muzio di Repubblica, reo di avere ripreso suo figlio fare un giro su una moto d’acqua della Polizia di Stato.

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3. «SQUADRA CHE VINCE, NON SI CAMBIA»

«Squadra che vince non si cambia, porta buono. Alla vostra!»
3 agosto, festa al Papeete Beach di Milano Marittima. È il climax dell’estate da leoni salviniana. Il vicepremier a torso nudo è il re della festa della Lega Romagna al Papeete Beach. Mojito in mano e circondato da cubiste, si improvvisa DJ alla consolle e anima il party in un tripudio di selfie. Le casse scandiscono l’inno di Mameli.

Salvini papeete
Matteo Salvini torna in consolle al Papeete beach.

4. «NO AI RIMPASTI E ALLE POLTRONE»

«Non vogliamo rimpasti o rimpastini, nessuna poltrona, ma al governo qualcosa si è rotto». 7 agosto, comizio di Sabaudia. Salvini incassa altri successi. Con la fiducia al Senato passa il decreto Sicurezza bis. Palazzo Madama dà anche il via libera definitivo alla Tav, ma emerge la spaccatura tra i due alleati. La Lega vota a favore, il M5s contro. La frattura è il casus belli che Salvini sembrava aspettare: alza la posta, paventando la crisi.

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5. AL VOTO AL VOTO

«Andiamo subito in parlamento per prendere atto che non c’è più una maggioranza, restituiamo velocemente la parola agli elettori». 8 agosto, nota ufficiale. È il momento delle scelte irrevocabili. Salvini, per dirla nel gergo dei pokeristi, è “all in”. Rischia il tutto per tutto, annuncia la crisi e punta alle elezioni.

Un murales che ritrae il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini in tonaca da prete, crocifisso brandito in una mano, libretto nell’altra, è apparso a Roma in un sottopasso nel quartiere Ostiense.

6. «PIENI POTERI»

«Abbiamo fatto una scelta di coraggio. Adesso chiedo agli italiani se hanno la voglia di darmi pieni poteri per poter fare quello che abbiamo promesso senza palle al piede». 8 agosto, comizio a Pescara. Passano poche ore ed è già campagna elettorale. Salvini parla da candidato premier. L’obiettivo sono i pieni poteri e una maggioranza granitica. I sondaggi gli danno ragione. Il quinquennio salviniano sembra distante solo pochi mesi. Lo slogan sembra già pronto. «Chi sceglie Salvini sa cosa sceglie» proclama il leader leghista, rievocando inconsapevolmente uno carosello pubblicitario di tanti anni fa di Renzo Arbore.

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7. «GOVERNO INACCETTABILE PER LA DEMOCRAZIA»

«Sento cose incredibili. Toni simili da parte di Pd e 5 stelle, tra Renzi e Di Maio. Mi auguro che nessuno stia pensando di inventarsi un governo inaccettabile per la democrazia. Dopo questo governo ci sono solo le elezioni». 8 agosto, comizio a Termoli. Sulla costa molisana, Salvini rivendica il coraggio delle sue scelte, ma all’orizzonte inizia a comparire lo spettro di una maggioranza alternativa, fino a quel momento ritenuta impensabile.

Matteo Salvini e Giuseppe Conte al Senato.

8. «LAVORO PER COSTRUIRE UN’ITALIA MIGLIORE»

«Stiamo preparando un governo che durerà cinque anni a colpì di sì. Sto lavorando per costruire un’Italia migliore per i nostri figli». 9 agosto, comizio a Peschici. Il tour agostano diventato campagna elettorale prosegue tra sicurezze e annunci per il futuro. Il sodalizio giallorosso sembra ancora solo un miraggio estivo.

9. SÌ AL TAGLIO DEI PARLAMENTARI

«A differenza del Pd, la Lega ha già votato e voterà ancora per il taglio dei parlamentari. Bene il risparmio di mezzo miliardo di euro per gli italiani».
16 agosto, su Twitter.

La marcia trionfale comincia a incepparsi. Il vicepremier fa un passo indietro e sembra tornare a trattare con i grillini, suggerendo nuove convergenze, un possibile sviluppo programmatico e una continuazione dell’alleanza.

Matteo Salvini.

10. IL PRIMO CDM A BIBBIANO?

«La Lega mi ha proposto di fare il premier», rivela Di Maio il 29 agosto.
«Non andate lontano. Non siete d’accordo su niente: me lo vedo il primo Consiglio dei ministri organizzato da Conte a Bibbiano! Pare che la lista dei ministri arrivi metà da Berlino e metà da Parigi: è il primo governo che deve avere il bollino blu come la banana Chiquita». 3 settembre, diretta Facebook. Tra Pd e 5 stelle è scoppiato l’amore. Il Conte bis è realtà. La Lega ha perso il governo e un posto di commissario europeo che le spettava di diritto. Le elezioni si allontanano e con esse il sogno dei “pieni poteri”. Restano i social, e il loro popolo. Restano i grandi cavalli di battaglia l’Europa, Angela Merkel, Emmanuel Macron e l’ultimo tormentone estivo, Bibbiano, che scomparirà con i primi freddi. L’estate sta finendo, ma Salvini è come Fonzie di Happy Days, incapace di dire «ho sbagliato».

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