Cosa ha detto Salvini al Washington Post

20 Luglio 2018 09.42
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Un «piano Marshall per l'Africa», la stretta sugli sbarchi, la lotta al terrorismo. Ma anche l'idea di una Lega delle Leghe per correre alle Europee del 2019, il rapporto con Vladimir Putin e l'ammirazione per Donald Trump. Sono i temi affrontati da Matteo Salvini in una lunga intervista rilasciata al Washington Post il 20 luglio. Al quotidiano Usa il ministro dell'Interno ha spiegato anche le ragioni della sua "popolarità", un successo costruito su «un nuovo linguaggio più semplice e concreto» e l'uso dei social media in grado di attirare e coinvolgere i più giovani. Esclusivamente ai toni sarebbero ascrivibili le distanze con il premier Giuseppe Conte. «Le nostre posizioni sono le stesse», ha assicurato il titolare del Viminale smentendo di fatto i malumori tra le due anime – Lega e M5s – dell'esecutivo.

«SERVE UN PIANO MARSHALL PER L'AFRICA»

Sul nodo immigrazione, Salvini è poi tornato a puntare il dito contro l'Europa che ha trovato «6 miliardi per la Turchia ma solo 500 milioni per l'Africa». Aggiungendo però che l'obiettivo finale della sua azione di governo non è tanto quello «di distribuire i migranti tra i vari Paesi Ue, ma di impedire loro di entrare in Europa e di partire». «Dobbiamo intervenire in Africa», ha ribadito. «Abbiamo bisogno di un piano Marshall per migliorare le condizioni di vita nei Paesi di origine». L'Europa, sempre secondo il vicepremier, «ha capito che l'Italia ha fatto molto, forse troppo. Ho spiegato ai colleghi francesi e tedeschi che non ne possiamo più». Per questo è fondamentale una normalizzazione della Libia. «L'obiettivo è avere elezioni libere», ha aggiunto Salvini. «Ho incontrato l'inviato speciale delle Nazioni Unite che sta lavorando per convocare tutte le fazioni per discutere della situazione». Questo mentre il premier Fayez al-Sarraj alla Bild si è detto «assolutamente contrario» all'idea Ue di realizzare nel Paese strutture dove accogliere i migranti illegali che l'Unione non vuole.

«L'EURO? UN ESPERIMENTO SBAGLIATO»

Il vicepremier ha confermato il progetto di creare un fronte populista e sovranista con cui correre alle prossime Europee. «L'Europa è sempre stata governata da un accordo tra partiti socialisti e democratici», ha sottolineato al Wp. Frenando sull'eventuale uscita del nostro Paese dall'Ue: «Stiamo lavorando per cambiarla dall'interno», a partire dalle politiche «economiche, politiche, fiscali e agricole», senza dimenticare la «direttiva sulla banche». Sul tetto del 3% Salvini ha però chiarito: «Stiamo facendo tutto il possibile per rispettarlo, ma non è scritto nella pietra». Sull'euro Salvini però dice di non aver cambiato idea, almeno non del tutto: «Penso che sia stato un esperimento sbagliato».

Salvini ovviamente ha salutato con soddisfazione il recente incontro di Helsinki tra Putin e Trump (leggi anche: l'editoriale di Carlo Panella), smentendo allo stesso tempo di aver accettato finanziamenti da Russia Unita. L'accordo tra Lega e il partito di Putin però c'è stato e «prevedeva la collaborazione tra i movimenti giovanili su temi culturali ed economici», ha chiarito il leader del Carroccio, «proprio come abbiamo fatto con altri partiti come il Fronte Nazionale in Francia e il Partito della libertà in Austria». Commentando poi la recente visita in Russia, Salvini ha alzato la guardia sull'allarme terrorismo. «Le nostre agenzie di servizi segreti affermano che diverse migliaia di combattenti stranieri sono tornati in Europa, alcuni in Italia», ha spiegato. «Ogni giorno firmo ordini per espellere persone legate al terrorismo islamico».

«ANNESSIONE DELLA CRIMEA LEGITTIMA»

Sulle sanzioni dell'Ue a Mosca il vicepremier non ha dubbi: «Sono inutili e stando ai dati danneggiano l'export italiano». Di più: anche ingiustificate visto che secondo Salvini l'annessione della Crimea da parte della Russia è stata legittima perché «decisa da un referendum», sorvolando però sulla presenza militare russa nel Paese. Anzi ha definito quella Ucraina una «pseudo rivoluzione finanziata da potenze straniere simile alle Primavere arabe». Una dichiarazione che però, come fanno notare dal Washington Post, non ha alcun fondamento.

CONTRO LE ADOZIONI GAY E LA GPA

Infine Salvini ha ribadito anche il pugno duro contro la popolazione rom. Almeno contro coloro che «vivono in totale illegalità». Circa invece i diritti Lgbti e le uscite infelici del ministro della Famiglia, il leghista Lorenzo Fontana, ha ribadito di essere contrario alle adozioni da parte di genitori gay e le nascite da madri surrogate. Per questo «la Lega ha votato contro la legge sulle unioni civili».

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