Perché Salvini blinda Descalzi in Eni

Perché Salvini blinda Descalzi in Eni

Grazie all'ad del Cane a sei zampe il ministro dell'Interno, molto attivo sullo scenario libico, è in stretto contatto con Sarraj e il suo triumvirato di guerra. Per questo ha dato indicazioni a Giorgetti e Di Maio di tutelarlo. 

17 Aprile 2019 07.18

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La guerra in Libia e l’attivismo che Matteo Salvini mostra nel seguire la vicenda spiegano perché il ministro dell’Interno garantisca una copertura totale a Claudio Descalzi contro chi vorrebbe farlo fuori dall’Eni.

Salvini si muove sulla scena libica anche a costo di oscurare il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che non a caso si è fatto organizzare dai nostri servizi esteri – in particolare dal vicedirettore dell’Aise Giovanni Caravelli, su delega diretta del direttore Luciano Carta – un incontro segreto con gli emissari del generale Khalifa Haftar, compreso il figlio di quest’ultimo, nonostante ufficialmente il governo italiano stia dalla parte del presidente Fayez al Sarraj.

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Il titolare del Viminale, consigliato dal prefetto Matteo Piantedosi, non ha dubbi nello scegliere Tripoli anziché Bengasi. E già dall’anno scorso – proprio grazie a Descalzi e agli uomini dell’Eni, Claudio Granata in testa – tiene rapporti stretti con il vicepresidente del Consiglio presidenziale del governo di Tripoli, Ahmed Maitig, che con il ministro dell’Interno Fathi Bashagha e lo stesso Sarraj ha creato una sorta di “trumvirato di guerra” che combatte le mosse del nemico invasore Haftar.

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Ecco perché Salvini ha dato tassative disposizioni a Giancarlo Giorgetti – spiegandolo anche Luigi Di Maio affinché indottrinasse l’uomo 5 stelle delle nomine e dei rapporti con i “poteri forti”, Stefano Buffagni – circa la “tutela” dell'ad Eni Descalzi. «Solo se la magistratura dovesse prendere provvedimenti drastici, altrimenti nessuno si sogni di toccarlo», sembra abbia detto il capo della Lega senza tanti giri di parole, facendo riferimento alle continue voci, fin qui rimaste tali, di possibili provvedimenti per via di alcune vicende giudiziarie, a cominciare dal caso Nigeria. L’ipoteca sulla riconferma di Descalzi al vertice dell’Eni in vista della scadenza della prossima primavera è davvero pesante. E lascia spazio solo al cambio del presidente, visto che invece di Emma Marcegaglia non sembra preoccuparsi nessuno.

Quello di cui si occupa la rubrica Corridoi lo dice il nome. Una pillola al giorno: notizie, rumors, indiscrezioni, scontri, retroscena su fatti e personaggi del potere.

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