Si sblocca lo stallo Open Arms ma resta il nodo della Ocean Viking

Il premier Conte ordina lo sbarco di 27 minori non accompagnati. Salvini cede ma mette in dubbio l'età dei ragazzi. Proseguono le indagini della procura di Agrigento. Mentre la nave di Sos Mediterranée e Msf con 356 migranti a bordo è ancora senza un porto sicuro.

17 Agosto 2019 22.18
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Un’accelerazione dovuta a diversi fattori, sia politici che giudiziari, sblocca almeno in parte la fase di stallo della nave Open Arms, da 16 giorni ferma alla fonda di Lampedusa. Resta però aperto il nodo della Ocean Viking con a bordo 356 naufraghi.

LO SBARCO DEI 27 MINORI NON ACCOMPAGNATI

Su pressing del premier Giuseppe Conte dalla nave della Ong spagnola sono stati fatti scendere 27 minori non accompagnati (uno è rimasto a bordo con il fratello maggiorenne): una decisione accettata «suo malgrado» dal ministro dell’Interno Matteo Salvini che in serata ha dichiarato via Twitter che ben otto di questi avrebbero confessato ai poliziotti di essere maggiorenni. «Vedremo gli altri… Dopo i ‘malati immaginari’, ecco i ‘minorenni immaginari’! Mentre altri cedono, io non cambio idea».

IL BOTTA E RISPOSTA TRA CONTE E SALVINI

Il trasbordo dei 27 è avvenuto su due motovedette della Guardia costiera e della Gdf: subito dopo avere toccato finalmente la terraferma i ragazzi sono stati condotti nell’hotspot dell’isola. Sulla nave i naufraghi rimasti sono 107. L’impasse s’è sbloccata dopo il duro botta e risposta tra Conte e Salvini. In una lettera, la seconda inviata al suo vice, il premier ha ribadito la necessità di autorizzare lo sbarco immediato dei minori, confermando inoltre la disponibilità di una pluralità di Paesi europei a condividere gli oneri dell’ospitalità per tutte le persone.

Il video del trasbordo dei minori dalla nave Open Arms.

La risposta di Salvini è stata immediata. «Prendo atto» e «darò pertanto, mio malgrado, per quanto di mia competenza e come ennesimo esempio di leale collaborazione, disposizioni affinché non vengano frapposti ostacoli all’esecuzione di tale tua esclusiva determinazione, non senza ribadirti che continuerò a perseguire in tutte le competenti sedi giurisdizionali l’affermazione delle ragioni di diritto che ho avuto modo di esporti», ha scritto il ministro, evidenziando che lo sbarco dei minori «è una scelta di esclusiva responsabilità del premier» e che «la linea del Viminale non cambia».

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L’imbarcazione della Ong catalana Open Arms.

IL VIMINALE CONFERMA LA “LINEA DELLA FERMEZZA”

E a rimarcare la posizione, fonti del Viminale ricordano che già lunedì il ministro «auspicava novità a proposito del ricorso sulla decisione del Tar del Lazio“, che si era espresso contro il divieto di sbarco, «ed è certo che la linea della fermezza e della difesa dei confini e della dignità dell’Italia è condivisa dalla stragrande maggioranza dei cittadini di questo Paese». Questo «per evitare che la tua decisione per il caso Open Arms», ha continuato Salvini, «costituisca un pericoloso precedente». Una polemica nella quale, indirettamente, si sono inserite anche le parole di papa Francesco. «Pensiamo alle migliaia di individui che ogni giorno fuggono da guerre e povertà: prima che numeri, sono volti, persone, nomi e storie. Mai dobbiamo dimenticarlo», ha scritto il pontefice in un messaggio al Meeting di Rimini.

Il frame video mostra il trasbordo dei 27 minori che da 16 giorni si trovano sulla Open Arms.

LE INDAGINI DELLA PROCURA DI AGRIGENTO

A fare intuire che qualcosa si stava smuovendo sono stati alcuni segnali. Intanto, la mossa del comando generale delle Capitanerie di porto, che in una nota al Viminale e ai ministeri per le Infrastrutture e degli Esteri, sottolineava che dal punto di vista del Centro ricerca e soccorso di Roma non c’erano «impedimenti di sorta» allo sbarco dei migranti, che veniva anzi sollecitato con «urgenza». Questa nota e altri documenti sono stati acquisiti dalla Procura di Agrigento, che ha aperto due fascicoli (il primo per favoreggiamento all’immigrazione clandestina, il secondo per sequestro di persona): gli atti sono ora al vaglio del procuratore aggiunto Salvatore Vella. Non solo. Dopo un vertice, i pm hanno disposto un’ispezione igienico-sanitaria, inviando a bordo della Open Arms due medici marittimi, la squadra mobile e uomini della Guardia costiera. Dall’esito delle verifiche potrebbero esserci ulteriori sviluppi: in caso di sequestro della nave i 107 naufraghi rimasti a bordo dovranno sbarcare immediatamente. Salvini però anche in questo caso pare non avere dubbi:

«VIETATO DIRE che gli immigrati della Open Arms non sono in emergenza sanitaria», scrive il segretario della Lega riportando le parole di Francesco Cascio, responsabile del poliambulatorio dell’isola siciliana. «Ecco lo sfogo del medico: “È da pazzi pensare che io possa aver detto che i migranti visitati stanno bene solo per fare una marchetta a Salvini. Io sono un medico, innanzitutto, parlo con i referti».

RESTA APERTO IL CASO DELLA OCEAN VIKING

Il lavoro della commissione sarà utile ai pm per fare chiarezza pure sulle divergenze tra i medici di bordo e il responsabile del poliambulatorio di Lampedusa, Francesco Cascio, sulle condizioni di salute dei 13 migranti fatti sbarcare tre giorni fa d’urgenza. E – mentre in serata sono sbarcati a Lampedusa una cinquantina di migranti, giunti con un’imbarcazione a ridosso dell’isola e intercettati da una motovedetta della Guardia di finanza – sullo sfondo rimane sempre il caso della Ocean Viking: la nave di Sos Mediterranée e Medici Senza Frontiere con 356 migranti a bordo si trova ora tra Lampedusa e Malta, in attesa di un porto sicuro.

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