L’incontro tra Matteo Salvini e parti sociali tra manovra e flat tax

Il vicepremier ha incontrato rappresentanti di sindacati, industriali e associazioni di categoria per illustrare le prossime misure economiche e finanziarie.

15 Luglio 2019 11.18
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Una manovra finanziaria balneare, da annunciare tra luglio e agosto. E una manovra fondata sui sì, che non accetta più i no, sottinteso dell’alleato di governo. L’incontro con le parti sociali del leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini, promosso a ministro dello Sviluppo economico o anche a primo ministro de facto alla faccia di Luigi Di Maio ma soprattutto di Giuseppe Conte, è iniziato spiegando che la Finanziaria sarà presentata ben prima dell’autunno, che altri no non sono accettabili e illustrando i dettagli di quella che il leader del Carroccio definisce ancora “Flat tax”, nonostante non sia affatto una tassa piatta. Il tutto con la partecipazione di Armando Siri, il sottosegretario indagato che il premier Conte aveva “dimesso”. E infatti la replica (piccata) del presidente del Consiglio non si è fatta attendere.

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini, nel corso dell’incontro con le parti sociali al Viminale, Roma, 15 luglio 2019. ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI

«QUALSIASI TIPO DI BLOCCO NON SARÀ ACCETTATO»

Al tavolo allestito al Viminale presenti oltre 40 sigle, da Cgil, Cisl e Uil a Confindustria, da Confartigianato all’Abi, fino a Confedilizia, Legacoop, Confcooperative e l’Ania. Salvini ha definito l’occasione una «giornata di ascolto, confronto e proposta», ma di certo il suo alleato non pare aver preso bene un rito che appartiene al suo incarico e non a quello di ministro dell’Interno. E nemmeno il messaggio che l’inquilino del Viminale ha lanciato chiaramente nei suoi confronti: «Vogliamo una manovra economica fondata sui sì. Qualsiasi tipo di blocco non è più accettabile e non sarà più accettato», ha detto infatti Salvini in una pausa del vertice. «In molti», ha aggiunto, «lamentano lungaggini e ritardi».

«NON VOGLIAMO SOSTITUIRCI AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO»

«Vogliamo che la manovra economica sia molto anticipata, vogliamo definirne i punti tra luglio e agosto e vogliamo raccogliere i vostri suggerimenti», ha detto Salvini aprendo il tavolo, secondo quanto hanno riportato fonti sindacali che hanno preso parte all’incontro. Salvini avrebbe anche detto che si tratta dell’inizio di un percorso, annunciando un secondo round tra una quindicina di giorni o comunque entro l’estate e precisando «non vogliamo sostituirci al presidente del Consiglio».

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini, nel corso dell’incontro con le parti sociali al Viminale, Roma, 15 luglio 2019. ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI

«UN’UNICA DEDUZIONE FISCALE»

«Il nostro obiettivo è la flat tax con un’unica deduzione fiscale che assorbirà tutte le detrazioni. Vogliamo portare al 15% l’aliquota fino a 55 mila euro di reddito familiare. Ci saranno benefici per 20 milioni di famiglie e 40 milioni di contribuenti. Ci sarà un grande impulso ai consumi e risparmi per 3.500 euro per una famiglia monoreddito con un figlio. C’è l’intenzione di portare nelle tasche 12-13 miliardi di euro», avrebbe detto l’ex sottosegretario Armando Siri illustrando il progetto di flat tax leghista nel corso del tavolo al Viminale.

CONTE: «SIRI? SE È INCONTRO DI GOVERNO NON VA BENE»

L’inusuale presenza dell’ex sottosegretario indagato a cui sono state ritirate le deleghe è stata presa dal M5s come prova del fatto che si tratta di un incontro politico e non istituzionale, come a dire non rilevante. «La presenza di Siri all’incontro con i sindacati? Dimostra che è un incontro politico, non di governo. Quindi scevro da ogni carattere istituzionale», hanno infatti commentato le fonti M5s. E Di Maio ha rincarato la dose: «Se i sindacati vogliono trattare con un indagato per corruzione messo fuori dal governo, invece che con il governo stesso, lo prendiamo come un dato. Ci comportiamo di conseguenza. Ora ho capito perché alcuni sindacati attaccano la nostra proposta sul salario minimo. Parlino pure con Siri, parlino pure con chi gli vuole proteggere le pensioni d’oro e i privilegi». E il presidente del Consiglio l’ha letta allo stesso modo: «Se si tratta di un vertice di partito, la presenza di Siri va bene. Se è un vertice di governo, la presenza di Siri non va bene», ha dichiarato Conte, fuori da Palazzo Chigi.

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini, affiancato da Armando Siri (C) e dal sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, nel corso dell’incontro con le parti sociali al Viminale, Roma, 15 luglio 2019. ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI

«LA MANOVRA SI FA A PALAZZO CHIGI, I TEMPI LI DECIDO IO»

In generale, Conte ha criticato anche l’anticipazione dei dettagli della Finanziaria: «Se oggi qualcuno pensa che non solo si raccolgono istanze da parte delle parti sociali ma anticipa dettagli di quella che ritiene che debba essere la manovra economica, si entra sul terreno della scorrettezza istituzionale». “«La manovra economica viene fatta qui, dal ministro dell’Economia e tutti i ministri interessati, e non si fa altrove, non si fa oggi. I tempi, e tengo a precisarlo, li decide il Presidente del Consiglio, sentiti li altri ministri, a partire da quello dell’Economia. I tempi non li decidono altri», ha aggiunto Conte. Che ha anche aperto a un’audizione di Salvini in parlamento sul caso Russia: «Perché no?», ha risposto infatti il premier a chi gli chiedeva se il ministro dell’Interno debba riferire alle Camere.

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