L’ultima stoccata di Salvini al M5s: no alla Tav leggera

Il leader della Lega boccia l'idea rilanciata da Laura Castelli: «A me piacciono i treni che corrono». Accelera sull'Autonomia e sfida Strasburgo sulla Sea Watch.

25 Giugno 2019 15.11
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Matteo Salvini non depone le armi e continua a punzecchiare l’alleato di governo. Rispondendo all’intervista a Repubblica della sottosegretaria all’Economia Laura Castelli, sottosegretaria all’Economia, che aveva aperto all’ipotesi di mini-tav, ha tagliato corto: «La Tav ‘leggera’? Un treno passa sotto la montagna o no. Tertium non datur. A me piacciono i treni che corrono». Il leader della Lega, forte del successo incassato con l’assegnazione dei Giochi invernali 2026 a Milano-Cortina, ha poi rincarato la dose: «C’è un progetto in itinere, spero che la lezione di ieri delle Olimpiadi sia servita». Anche perché, ha sottolineato, «i numeri dicono che l’economia italiana è sana, noi vogliamo crescere, non siamo più nel Medioevo». E poi dopo l’ottimismo di Giovanni Tria sulla trattativa per la procedura di infrazione, la stoccata: «Facciamo parte di un club, l’Europa, che ci chiede atti di genuflessioni costanti».

DI MAIO: «MAI PENSATO A “TAV LEGGERA”»

Su Facebook è arrivato anche il commento del vicepremier Di Maio: «Sul Tav sono più di 20 anni che sentiamo discuterne. Era urgente già negli anni 90! Con un piano che, secondo gli accordi presi da chi ci ha preceduto, è un grandissimo regalo ai francesi. Se permettete, io penso prima al mio Paese e alla mia gente e ho fiducia nel fatto che il presidente Conte trovi una soluzione. Non abbiamo mai pensato ad un progetto di “Tav leggera”. Parliamo piuttosto di cose serie».

Lo scrive su Facebook il leader M5s e vicepremier Luigi Di Maio.

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APPENDINO: «HO PIENA FIDUCIA IN CONTE»

Sul tema è intervenuta anche la sindaca M5s di Torino Chiara Appendino. «È da mesi che si discute del tema Tav, il tema è in mano al premier Conte che sta discutendo con la Francia, vedremo quale sarà l’esito di questa discussione, poi capiremo quale sarà il percorso che riguarderà il Paese. Io ho piena fiducia nel lavoro che sta facendo Conte».

ACCELERATA SULL’AUTONOMIA

Non solo. Il vicepremier stringe i tempi anche su un altro tema divisivo: l’autonomia. «Stasera abbiamo un’altra riunione», ha commentato, «per carità, facciamola pure, ma noi siamo pronti da tempo. Il testo base è pronto per la riunione del Consiglio dei ministri, con grande vantaggio per tutte le Regioni italiane, altrimenti a Roma si ingolfa tutto. Le Olimpiadi ci dicono che dove corrono gli enti locali l’Italia vince».

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SULLA SEA WATCH SALVINI SFIDA STRASBURGO

Il ministro dell’Interno poi ha battuto i pugni sulla Sea Watch: «In Italia non ci arriva, possono stare lì fino a Natale», ha detto con tono di sfida. «In 13 giorni se avessero avuto veramente a cuore la salute dei migranti sarebbero andati e tornato dall’Olanda». Insomma lo slogan è sempre lo stesso: «L’Italia non si fa dettare la linea da una ong che non rispetta le regole». E poco importa se la Corte europea dei diritti si deve ancora pronunciare sul ricorso presentato dalla Sea Watch: «Qualunque sarà la decisione di Strasburgo, la nostra linea non cambia», ha tuonato Salvini. «È una nave olandese di una ong tedesca, il problema lo risolvano Berlino e Amsterdam».

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LA MINACCIA DEL DECRETO SICUREZZA BIS

Per Salvini, l’atteggiamento di Sea Watch è «un’evidente provocazione politica. Stanno usando da 13 giorni esseri umani per scopi politici, sono personaggi inqualificabili» e se il comandante dirigesse verso il porto di Lampedusa come annunciato, «scatterebbe il decreto sicurezza bis con il sequestro della nave e la multa fino a 50 mila euro. Se uno passa con il semaforo rosso sa che andrà incontro ad una sanzione».

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