Europee e May-exit: i giorni di fuoco del Regno Unito

Il Paese al voto per l'Ue in piena crisi politica nazionale. La premier a un passo dall'annuncio di dimissioni. Rinviato il voto sulla Brexit.

23 Maggio 2019 13.32
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Il Regno Unito va alle urne per le Europee in uno dei momenti più confusi della sua storia recente. L'ultima proposta della premier Theresa May alle opposizioni per avere il via libera al suo accordo con l'Ue per la Brexit è già sfumata, avvicinando l'ipotesi di un no deal. Come se non bastasse, le concessioni proposte dalla May hanno fatto infuriare l'ala dura dei Tory, che ora vogliono la sua testa.

«ANCORA PREMIER FINO AL 5 GIUGNO»

La May «sarà ancora primo ministro per ricevere» il presidente degli Usa Donald Trump – atteso in visita di Stato nel Regno Unito dal 3 al 5 giugno – «ed è giusto che sia così», ha detto oggi il rampante ministro degli Esteri, Jeremy Hunt, a margine di una conferenza sulla cyber-sicurezza a Londra. Le sue parole fanno pensare che in effetti il 24 maggio la premier, ormai isolata nel governo e nel partito sulla Brexit, possa limitarsi a concordare la data d'un suo passo indietro a giugno e forse a renderla pubblica.

LE DIMISSIONI DELLA MINISTRA LEADSOM

Dopo l'esplosione della rivolta in seno al gruppo parlamentare del suo partito (il 1922 committee) e allo stesso governo, l'ambiziosa ministra brexiteer Andrea Leadsom ha annunciato le dimissioni. Secondo la Bbc, diversi altri ministri considerano a questo punto segnato il destino della premier.

RINVIATO IL VOTO SULLA BREXIT

La data per la presentazione delle legge di attuazione della Brexit, illustrata con scarso successo mercoledì ai Comuni dalla May è stata intanto rinviata. Lo ha annunciato il governo a Westminster, lasciando aperta la porta a un rinvio del dibattito oltre la scadenza della settimana del 3 giugno finora indicata dalla premier Tory. Intanto emergono racconti sulle divisioni e sul clima da psicodramma delle riunioni di mercoledì durante le quali anche l'entourage ha cercato di convincere May a mollare: decretando l'impossibilità di far passare la Brexit ai Comuni con lei in sella e il rischio di "distruzione" del partito. Alla fine, l'immagine di giornata è diventata quella di una premier sorpresa dai fotografi spossata e apparentemente in lacrime.

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