Perché i media spagnoli hanno fatto causa a Meta

Ginevra Abeti
05/12/2023

L'associazione Ami degli editori porta alla sbarra la casa madre di Facebook e Instagram per una presunta pratica di concorrenza sleale nel mercato pubblicitario, legata a un utilizzo non consensuale dei dati degli utenti.

Perché i media spagnoli hanno fatto causa a Meta

Un gruppo che rappresenta 83 media spagnoli lunedì 4 dicembre ha intentato una causa da 600 milioni di dollari (550 milioni di euro) contro Meta, la società proprietaria di Instagram, Facebook e Whatsapp. Al centro della causa una presunta pratica di concorrenza sleale nel mercato pubblicitario, legata alla violazione delle norme dell’Unione Europea sulla protezione dei dati personali. I media spagnoli hanno già vinto una causa intentata contro Google News di Alphabet, che il governo ha chiuso nel 2014 per poi riaprirlo nel 2022, a fronte di una nuova legislazione che consente ai media di negoziare le tariffe direttamente con il gigante del web.

Gli editori sostengono che Meta abbia messo a rischio la sostenibilità dei media

Meta, attraverso l’attività di advertising personalizzato sulle proprie piattaforme social, estrae informazioni personali dai suoi utenti e le vende a inserzionisti e società terze. Secondo il gruppo degli editori Ami, Meta ha tracciato la navigazione degli utenti senza il loro consenso, e questo uso «massiccio» e «sistematico» dei dati personali gli ha conferito un vantaggio sleale nel progettare e offrire annunci personalizzati, il che, secondo i media, costituisce concorrenza sleale. Un’accusa simile a quella rivolta a Google nei processi antitrust in atto negli Stati Uniti e in Giappone. Questo tipo di pratica di ottenimento dei dati, spiegano gli editori, è inoltre illegittima in quanto vìola il Regolamento generale sulla protezione dei dati dell’Ue in vigore da maggio 2018, che prevede che qualsiasi sito web debba richiedere l’autorizzazione per conservare e utilizzare i dati personali. L’associazione, che raggruppa le principali società mediatiche spagnole come Prisa, l’editore del quotidiano più venduto El Pais, sostiene che questa pratica di Meta abbia causato «un danno evidente ai media spagnoli al punto da metterne a rischio la sostenibilità», ha affermato il presidente dell’Ami Jose Joly.

In Europa Meta ha introdotto gli abbonamenti nel tentativo di superare i problemi legati alla privacy

In Europa, Meta ha introdotto un servizio di abbonamento senza pubblicità per Instagram e Facebook per cercare di sviare le norme dell’Ue secondo cui gli utenti devono poter scegliere se i loro dati possono essere raccolti e utilizzati per pubblicità mirate. Un gruppo austriaco per i diritti digitali ha presentato un reclamo contro il nuovo abbonamento, affermando che equivaleva a pagare una tassa per garantire la privacy.