Meeting, Cl snobba Lupi

Marianna Venturini
23/08/2012

Il pidiellino paga la fedeltà al Cav.

Meeting, Cl snobba Lupi

da Rimini

L’umore di Maurizio Lupi non è dei migliori. Se c’è qualcuno che ha perso smalto tra i padiglioni della fiera di Rimini che ospitano il Meeting di Comunione e liberazione è proprio il vicepresidente della Camera.
La kermesse dominata dai tecnici del governo Monti non ha lasciato molto spazio all’esponente di indiscussa fede giussaniana. Che è stato accolto in modo freddo dai colleghi e dalle maestranze del movimento.
ECCESSO DI BERLUSCONISMO. L’eterno rivale di Roberto Formigoni sconta forse l’appoggio dato in questi anni a Silvio Berlusconi. Lupi, infatti, ha sempre difeso il Cav, perfino nei momenti peggiori.
Tra i berluscones era considerato uno dei fedelissimi, il volto diplomatico da mandare a Porta a Porta per rappresentare il Pdl nella tempesta. Una figura stimata anche dal segretario Angelino Alfano. E questo i vertici di Cl non l’hanno dimenticato.
ISOLATO DAI COLLEGHI. Che qualcosa fosse cambiato è stato evidente anche durante il pranzo organizzato mercoledì 22 agosto dal sito IlSussidiario al quale erano presenti il vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani, il capo delegazione del Pdl a Bruxelles, Mario Mauro e il presidente della Fondazione per la Sussudiarietà, Giorgio Vittadini.
Lupi, che inizialmente non era stato coinvolto, quando li ha raggiunti è rimasto in disparte. Per rendere l’idea, in questi giorni ha brillato di più la stella di Mauro che ha addirittura avuto un colloquio con il premier Monti.
Il delfino Lupi, invece, si è visto scippare il ruolo di «preferito» di Cl. E questo nonostante il presidente Formigoni sia in calo di consensi anche presso il ‘suo’ popolo.

Da protagonista a semplice comparsa

E c’è di più. Quest’anno è stato cancellato anche il tradizionale incontro di Rete Italia, il network fondato proprio da Lupi e Formigoni, che approfittava dell’appuntamento agostano nella riviera romagnola per riunire i propri sostenitori.
La tradizione sia stata interrotta senza alcuna motivazione ufficiale. Cosa che ha lasciato di stucco molti militanti che aspettavano l’evento proprio per capire le mosse dei due esponenti pidiellini.
PARTECIPAZIONE RIDOTTA ALL’OSSO. L’unica tavola rotonda del fitto programma riminese a cui parteciperà Lupi è invece prevista per venerdì 24 agosto, quando il vicepresidente della Camera coordinerà l’intergruppo parlamentare per la Sussidiarietà per discutere di «riforme condivise». In questo caso potrà vestire i panni del padrone di casa con i colleghi Enrico Letta, Vannino Chiti e Tiziano Treu del Pd e Gianluca Galletti dell’Udc. Una magra consolazione per uno che era abituato a essere tra i big della manifestazione riminese.
L’APERTURA AI DIRITTI DEI GAY. Messo alle strette e ridotto a comparsa nella kermesse, Lupi ha così recuperato un argomento abbastanza ostico per la platea del Meeting: il nodo dei matrimoni gay.
Il vicepresidente della Camera non ha potuto aprire del tutto all’ipotesi del riconoscimento delle unioni omosessuali, puntando l’attenzione sui diritti civili. «Se c’è un problema di accesso ai diritti», ha detto, «questo deve essere affrontato».