Meeting di Cl: una manna Celeste per Rimini

Lia Celi
20/08/2012

La kermesse di Comunione e liberazione prende d'assalto la città. Ma la salva da una stagione turistica in crisi.

Meeting di Cl: una manna Celeste per Rimini

Vivere a Rimini presenta così tanti vantaggi – il mare, la città a dimensione d’uomo, concittadini simpatici e uno stile di vita un po’caciarone ma sanamente epicureo – che dover sopportare per una settimana il Meeting di Comunione e liberazione non è poi una tragedia. Soprattutto da quando non si svolge più nella Fiera Vecchia, a ridosso del centro, ma nella cittadella decentrata del nuovo polo fieristico, lontano quanto basta per poterlo ignorare quasi completamente.
IL CENTRO STORICO TRASFORMATO IN SET. Verso la fine degli Anni 80 c’era chi in certe sere d’agosto si chiudeva in casa o fuggiva in campagna per evitare gli onnipresenti bus del Meeting o le sacre rappresentazioni itineranti messe in scena della Compagnia degli Incamminati (ospite immancabile) che trasformavano il centro storico in una specie di set, con folle di spettatori salmodianti e transumanti da una piazza all’altra.
NON PEGGIO DELLE ALTRE FIERE IN CITTÀ. Oggi per i riminesi la kermesse di Cl è quasi meno invadente di RiminiWellness, la fiera dell’integratore e del tapis roulant, o del Sigep, il Salone della gelateria e pasticceria che si svolge alla fine di gennaio e al quale, se io fossi Mario Monti, cercherei assolutamente di farmi invitare, dopo due giorni di digiuno preventivo.
Forse il premier riceverebbe applausi meno fragorosi di domenica 19 agosto (al Sigep i capi-claque non sono così ben addestrati) e magari rischierebbe qualche torta in faccia, ma sarebbe sicuramente una torta di ottima qualità.
Tra l’altro alla Fiera Vecchia si svolge ancora ogni anno il Congresso della loggia massonica del Grande Oriente: potrebbe sembrare una nemesi, se non fosse per il trait d’union rappresentato da Monti, ben visto sia dall’una che dall’altra assise.

Un incontro snellito, a partire dal nome

Più discreto nella location, il Meeting lo è anche anche nel nome, che una volta era “Meeting per l’Amicizia fra i popoli”; una specificazione ecumenica che, paradossalmente, faceva pensare più a certe manifestazioni del socialismo reale (l’Ordine dell’Amicizia fra i Popoli era un’onorificenza dell’Urss di Brezhnev) che a una convention cattolica.
Del resto, a ben vedere, quale nome sintetizza gli ideali marxisti meglio di Comunione e liberazione? In seguito sono stati aboliti i Popoli ed era rimasta solo l’Amicizia – fra Cl e i suoi politici, da Andreotti a Berlusconi, strizzando l’occhio a Bossi – e l’inimicizia verso tutti gli altri: fino all’anno scorso il quotidiano più venduto nelle edicole interne era Libero, che non è esattamente un manifesto di tolleranza.
Quel che non è cambiato è l’oscurità dei titoli delle varie edizioni anche se gli autori, con l’età, vanno meno sullo psichedelico (dall’ispirazione wertmulleriana di «Si levò un vento impetuoso da Est e, sicuri della loro guida, navigarono fino ai confini della terra» alle inconfondibili triplette a capocchia «La Bestia, Parsifal e Superman», «Socrate, Sherlock Holmes, Don Giovanni», «L’ammiratore, Einstein, Thomas Becket»).
IL TOTO TITOLI A OGNI EDIZIONE. Quello del Meeting 2011, «La natura dell’uomo è il rapporto con l’infinito», sembra una coproduzione don Giussani-Marzullo. E più da Marzullo che da Giussani sembra ispirata l’improvvisata di Roberto Formigoni, il leader temporal-spirituale di Cl attualmente indagato per corruzione e porto abusivo di camicie orrende, che nel pomeriggio di domenica 19 agosto ha aperto a sorpresa il Meeting.
FORMIGONI E I MUGUGNI DEI VOLONTARI. Si è fatto una domanda («è opportuno che un personaggio chiacchierato e squalificato come me vada a mettersi in mostra in un’occasione pubblica come il Meeting?»), e la risposta è stata: «Io ci vado, e fanculo a tutti», compresi molti dei 3 mila volontari che non nascondevano i mugugni: per lavorare gratis al Meeting c’è chi sacrifica le ferie e spende del suo, e per solidarizzare con un signore che fa gratis vacanze da nababbo alle spalle di imprenditori amici forse compensati con favori politici ci vuole molta, molta carità cristiana.
L’ESPERTO DELLA NAUTICA DA DIPORTO. I riminesi sperano che il Furmiga non resti confinato al Meeting, oasi di perfetta efficienza lumbard, e magari faccia un giro alla Darsena, per ispezionare gli yacht all’ancora. La presenza di uno dei massimi esperti di nautica da diporto ridarebbe lustro al nostro porticciolo turistico, attualmente afflitto da un’emorragia di cabinati.
Sarebbe un piccolo segno di considerazione per una città che da30 anni è per Cl quel che Milano Marittima era per Milano: prima di diventare la sede del Meeting nel 1980, Rimini ospitava da anni la tre-giorni annuale degli esercizi spirituali del movimento, tra aprile e maggio.
Per inciso, la stessa città dove, nel 1976, si scioglieva l’organizzazione palindroma rispetto a Cl da tutti i punti di vista: Lotta Continua, alias Lc.
A RIMINI ESSERE CIELLINI CONTA DAVVERO. Da colonia estiva di Cl Rimini ne è diventata colonia tout-court. Qui essere ciellini conta eccome, la Compagnia delle Opere è molto attiva, così come il polo scolastico Karis Foundation, che va dalla scuola materna ai licei classico e scientifico, apprezzato anche dalla buona borghesia riminese laica che vuole per i propri figli un’istruzione solida e «all’antica» – e almeno sotto quest’ultimo aspetto – non viene di certo delusa. (Notazione personale: mia figlia mise piede nella scuola media ciellina in occasione di un concorso interscolastico e tornò sbalordita: ‘Che lusso, sembra il Grand Hotel! La mia scuola al confronto è una catapecchia.’ Una visita più istruttiva di mille lezioni di politica italiana.)
LA PERENNE OSTILITÀ DEI CATTO-COMUNISTI. A diffidare di ogni manifestazione ciellina, più che i riminesi liberali o di sinistra, sono i “catto-comunisti” dell’Azione cattolica, che non si sono mai bevuti la rivalutazione del Medioevo, il misticismo, la moda delle icone russe e la necessità di dialogare con tutti compreso lo storico revisionista Ernst Nolte.
Ma rispetto al Meeting forse anche loro chiudono un occhio. A Rimini oggi qualunque persona di buon senso, credente o no, butterebbe nel cesso Fellini e i Malatesta al completo e si terrebbe stretto il Meeting. Pur di riempire gli alberghi in una stagione turisticamente anoressica (si vocifera di un -40% di presenze) ospiterebbero anche il congresso dei nazisti dell’Illinois. E un evento che muove 800 mila persone è una vera e propria manna dal cielo. Anzi, Celeste.