Come Casella è diventata la via italiana alla lavanderia globale

02 Marzo 2019 10.20
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Fisico o virtuale, è il contatto umano la chiave grazie alla quale capire un boom da 800 mila euro. Quello con cui l'azienda napoletana Casella S.a.s., fondata nel 2004 dal tecnico di lavanderia Ciro Casella, ha in pochi anni aumentato il proprio fatturato del 1000%, vendendo lavatrici ed essiccatoi in ogni angolo d’Italia. È infatti a forza di mail, ma anche di strette di mano, che si è passati dagli 80 mila euro del 2013 agli 850 mila del 2018.

MEGASTORE ELETTRONICO CHE SERVE L'INTERO PAESE

La storia di una rivendita per lavanderie, inizialmente operativa nella sola Campania, e poi trasformatasi in un megastore elettronico in grado di servire l’intero Paese dalla sua sede di Pomigliano d’Arco, parte da queste parole del suo titolare, il 29enne Matteo Casella, figlio di quel Ciro: «Che tu ti muova in furgone, o che tu accenda il computer, puoi raggiungere un’infinità di persone, ma se non instauri con loro delle relazioni avrai solo perso tempo».

L'ESPERIENZA FATTA COI PROFUMI VENDUTI SU EBAY

Al timone della ditta paterna dal 2013, quando vi entrò fresco di laurea in economia, Matteo Casella ha aggiunto la fondamentale esperienza del furgone, grazie a cui ha accuratamente visitato centinaia di lavanderie sparse per la sua regione, a quella di un commercio in Rete praticata sin dall’adolescenza. «Avevo 17 anni», racconta Casella, «quando il mio amico Fabio mi ha detto che suo padre, commerciante di profumi, voleva affidare a noi due, grandi smanettatori di computer, un’attività di vendita eBay dei propri articoli. Che divertimento, ragazzi. Nel giro di poco tempo ci siamo inventati aste, idee promozionali e sconti grazie a cui prima coinvolgere, e poi conquistare, i nostri clienti».

A questo imprinting virtuale si assomma il porta a porta sperimentato viaggiando in lungo e in largo per la Campania. «Lì ho compreso la differenza fondamentale fra chi pensa di poter fare per l’eternità lo stesso lavoro di ricezione e consegna dei capi, e chi invece intende la manutenzione del tessile come un’impresa adattabile a un mondo che, fuori dal negozio, cambia in continuazione», racconta Matteo Casella. E siccome di lavanderie sostenibili e alimentate da detersivi biologici c’è bisogno ovunque, e non solo in Campania, la Casella ha iniziato a lanciare, nel proprio territorio e online, lo stesso format di impresa mirata al benessere, oltre che all’igiene dei propri clienti. «Per questo, nei 1.500 articoli stoccati in magazzino», rivela il giovane imprenditore, «si trovano ovviamente lavatrici, presse e macchine per lo stiro, ma anche l’arredo e le insegne con cui una lavanderia oggi comunica al pubblico un’immagine di impresa affidabile e multiservice».

LA PROSPETTIVA DI RAGGIUNGERE PRESTO I MERCATI ESTERI

È quel tirocinio maturato vendendo profumi tramite eBay a favorire la comprensione di un mercato che oggi non ha più confini fisici per chi impara a percorrerlo affiancando l’informatica ai furgoni della ditta. Da una filosofia del genere discendono i 600 metri quadrati di una sede tre volte più grande della precedente, l’imminente apertura di un secondo magazzino a Pomezia, nel Lazio, e un 20% di fatturato realizzato online, diffondendo la stessa idea di lavanderia da Lampedusa alla Val d’Aosta. «Con la prospettiva di raggiungere presto i mercati esteri», conclude Matteo Casella, inventore di una via italiana alla “lavanderia globale”.

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