I cinque momenti clou (e virali) della conferenza stampa di Giorgia Meloni

Matteo Innocenti
04/01/2024

Lo sfottò al M5s sull’abolizione della povertà, l’annuncio della sospensione di Pozzolo, l'irritazione dopo le accuse di familismo con critica a sinistra, la candidatura di Vannacci e la frecciata (di nuovo) a Ferragni, accostata a Che Guevara. Ma pure le gag su svarioni e pipì. Tutti i passaggi chiave dell’incontro-fiume della premier con i giornalisti, per chi non ha avuto il coraggio di sorbirsi 3 ore di botta e risposta con 42 domande.

I cinque momenti clou (e virali) della conferenza stampa di Giorgia Meloni

Dopo aver superato malanni e acciacchi vari, Giorgia Meloni ha finalmente tenuto la conferenza stampa di fine anno, che a forza di rinvii causa otoliti e altre indisposizioni è diventata di inizio 2024. Un incontro-fiume con i giornalisti quello che si è svolto nella nuova aula dei gruppi della Camera, durato oltre tre ore, con 42 domande. Poche quelle davvero impegnative per la premier, accusata però di vittimismo sui social (qualcuno ha persino paragonato il suo outfit a quel tono di grigio indossato da Chiara Ferragni nel famoso video di scuse), e pure di essere stata un po’ troppo evasiva su alcuni temi caldi, se non addirittura di aver proprio detto cose false. Tra meme, faccette, gag e battutine, ecco i cinque momenti più significativi (anche se non molto istituzionali) della conferenza stampa di Meloni, per chi – giustamente – non se l’è sentita di infliggersi gli oltre 180 minuti che in gran parte sono stati di aria fritta, per non dire supercazzole.

La battuta sull’abolizione della povertà: una presa in giro al M5s

Alla domanda sui tre obiettivi che intende raggiungere nei primi sei mesi del 2024, Meloni si è lasciata andare a una battuta: «Abolizione della povertà, pace nel mondo e ristrutturazione gratuita di interni ed esterni della abitazioni». La prima parte è una presa in giro del Movimento 5 stelle, che nel 2018 con il varo del Reddito di cittadinanza proclamava, appunto, di aver abolito la povertà. Ma anche l’ultima, con quel velato riferimento al «graduidamente» di Giuseppe Conte, è una discreta bordata al leader dei grillini. «Se non dovessi riuscire, mi rifugerò in obiettivi meno ambiziosi: messa a terra del nuovo Pnrr, la riforma delle giustizia e un piano di borse di studio per gli studenti meritevoli», ha continuato Meloni, provando a tornare seria.

Su Pozzolo: «Irresponsabile, ho chiesto che venga deferito ai probiviri di FdI e sospeso»

Meno male che la presidente del Consiglio aveva detto, in apertura, di non aspettarsi sconti dai giornalisti: e invece la prima domanda davvero scomoda – forse l’unica che veramente tutti aspettavano – è arrivata dopo più di un’ora di conferenza stampa, sulla nota e famigerata vicenda dello sparo di Capodanno che ha come protagonista il deputato, e compagno di partito di Meloni, Emanuele Pozzolo. Ebbene, Meloni ha detto di aver chiesto che «venga deferito alla commissione dei probiviri di Fratelli d’Italia indipendentemente dal lavoro che fa l’autorità competente e che nelle more del giudizio sia sospeso» dal partito: «Presumo che a chi ha un porto d’armi capiti di portare un’arma, ma la questione è un’altra. Chiunque detenga un’arma ha il dovere legale e morale di custodirla con responsabilità e serietà. E per questo c’è un problema con quanto accaduto: non conosco la dinamica, ma in ogni caso qualcuno non è stato responsabile e chi non lo è stato è quello che detiene l’arma, vale per qualsiasi cittadino, figuriamoci per un parlamentare, figuriamoci per uno di Fdi».

In mezzo a tanto parlare, la premier ha anche accusato, ipse dixit, degli svarioni. D’altra parte aveva rinviato questo appuntamento due volte perché alle prese con una vertigine posizionale parossistica benigna, che può causare appunto simili problematiche.

Familismo? «Nell’attuale legislatura ci sono due coppie di coniugi entrambe a sinistra»

A un certo punto la presidente del Consiglio sì è trovata a dover commentare l’accusa di familismo, ed è stato forse il momento in cui si è scaldata di più (colta sul vivo?): la sorella Arianna del resto è coordinatrice della segreteria politica, mentre il cognato Francesco Lollobrigida addirittura ministro. Meloni però ha spostato i riflettori – grande classico dei suoi stratagemmi -dall’altra parte politica. «Nell’attuale legislatura ci sono due coppie di coniugi entrambe a sinistra: Pd e Sinistra italiana che ha un gruppo di otto persone, per cui la coppia fa il 25 per cento del partito e non c’è mai stata un’accusa di familismo». Il riferimento è ai dem Dario Franceschini e Michela Di Biase e alla coppia formata da Nicola Fratoianni ed Elisabetta Piccolotti. «Si sa che quando dedichi tanto tempo alla politica le persone diventano amici, moglie o marito. Ma non toglie il valore del militante. Mia sorella è da 30 anni militante di Fdi (che però esiste da solo 10 anni, ndr), forse la dovevo mettere in una partecipata statale come fanno gli altri, invece l’ho messa nel mio partito».

I cinque momenti imperdibili della conferenza stampa della premier Giorgia Meloni, tenuta a Roma dopo due rinvii.
Giorgia Meloni (Getty Images).

La risposta sul generale Vannacci: «A volte penso di vivere in un mondo al contrario»

In tema di elezioni 2024, alla premier è stato anche chiesto dell’intenzione di candidare il generale Roberto Vannacci a Bruxelles e se per caso avesse letto il suo tanto criticato libro: dopo un sospiro (di fastidio più che di stanchezza), Meloni ha risposto così, evadendo la questione delle Europee: «Non ho letto il libro. Se penso di vivere in un “mondo al contrario” (il titolo del volume di Vannacci, ndr)? Sì, a volte lo penso». Durante la conferenza stampa la premier non ha accusato solo svarioni, ma anche la necessità di andare in bagno: è stato questo, probabilmente, il momento più virale dell’incontro con i giornalisti.

Su Ferragni e il pandoro: «La sinistra se l’è presa come se avessi attaccato Che Guevara»

Infine spazio anche per Chiara Ferragni, dato che un giornalista ha citato durante una domanda alla premier la figuraccia del pandoro e il successivo ritorno sui social dell’imprenditrice-influencer. Meloni non si è fatta sfuggire l’occasione di picchiare duro: «Quello che mi ha colpito è stata la reazione della sinistra. Credevo fosse un valore da condividere il fatto che ha più valore chi produce un pandoro rispetto a chi lo promuove, invece se la sono presa, sembrava che avessi attaccato Che Guevara». Il riferimento era alle sue parole pronunciate dal palco di Atreju dopo la notizia della multa dell’Antitrust all’imprenditrice digitale.