Tra il pistolero Pozzolo e i rilievi di Mattarella il 2024 di Meloni è già un incubo

David Allegranti
05/01/2024

PIGIAMA PALAZZI. Ogni giorno ce n'è una sul deputato di Fratelli d'Italia e sul caso dello sparo a Capodanno. Ma la leggerezza insensata che ha avuto essendo un possessore di armi è sotto gli occhi di tutti. In più la premier non si aspettava una sortita così puntuale del capo dello Stato su concorrenza e balneari. Insomma, inizio di anno in salita. Unica consolazione: l'opposizione che fa il solletico a questa destra.

Tra il pistolero Pozzolo e i rilievi di Mattarella il 2024 di Meloni è già un incubo

Non è partito benissimo il 2024 di Giorgia Meloni, tra il caso del deputato di Fratelli d’Italia Emanuele detto Manny Pozzolo e i richiami del presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla legge sulla concorrenza. Sul pistolero la presidente del Consiglio se la può cavare agilmente, come ha fatto il 4 gennaio in conferenza stampa, rinviando la decisione agli organi di partito e chiedendo, nel frattempo, la sospensione di Pozzolo. Ma con Mattarella, che ha inviato una lettera ai presidenti delle Camere e a Meloni, la faccenda è diversa.

Tra il pistolero Pozzolo e i rilievi di Mattarella il 2024 di Meloni è già un incubo
Giorgia Meloni durante la conferenza stampa di inizio 2024 con i giornalisti (Imagoeconomica).

La precisazione di Mattarella che pungola il governo

«Il provvedimento rappresenta uno dei traguardi del Piano nazionale di ripresa e resilienza da conseguire entro il quarto trimestre del 2023 e pertanto, al fine di adempiere all’impegno assunto in sede europea, è necessario procedere con sollecitudine alla promulgazione», ha scritto Mattarella, che ha sì promulgato la legge, ma con una precisazione tutt’altro che secondaria: «Ritengo, tuttavia, doveroso richiamare l’attenzione del governo e del parlamento sull’articolo 11 della legge, in materia di assegnazione delle concessioni per il commercio su aree pubbliche, che, oltre a disciplinare le modalità di rilascio delle nuove concessioni, introduce l’ennesima proroga automatica delle concessioni in essere, per un periodo estremamente lungo, in modo che appare incompatibile con i principi più volte ribaditi dalla Corte di Giustizia, dalla Corte costituzionale, dalla giurisprudenza amministrativa e dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato in materia di apertura al mercato dei servizi. Inoltre, i criteri generali per il rilascio di nuove concessioni, secondo quanto affermato anche dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato, appaiono restrittivi della concorrenza in entrata e favoriscono, in contrasto con le regole europee, i concessionari uscenti».

Tra il pistolero Pozzolo e i rilievi di Mattarella il 2024 di Meloni è già un incubo
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella (Imagoeconomica).

La destra è fissata con la tutela delle lobby, dai tassisti ai balneari 

Pare che Meloni non se l’aspettasse, una sortita così puntuale, anche se Mattarella era già intervenuto sul tema, rappresentando certe criticità. Che però non avevano fatto breccia nel destra-centro, così fissato con la tutela di numerose categorie (dai tassisti ai balneari agli ambulanti) da ribadire un fatto palmare, se non ovvio: da queste parti l’ostilità alla concorrenza è trasversale, accomuna destra e sinistra. Meloni ha tuttavia garantito che l’appello non resterà inascoltato. Vedremo. E vedremo anche come finirà il caso Pozzolo, che resterà ancora qualche giorno nell’aere mediatico-politico. Non fosse altro perché ogni giorno ce n’è una; il deputato-pistolero, uno dei pochi (appena 12 mila in tutta Italia) ad avere il porto d’armi per difesa personale, è stato querelato da Luca Campana, l’elettricista ferito durante la notte di Capodanno con un colpo della pistola calibro 22 di proprietà di Pozzolo.

Tra il pistolero Pozzolo e i rilievi di Mattarella il 2024 di Meloni è già un incubo
Andrea Delmastro con Emanuele Pozzolo (Imagoeconomica).

Nel caso del pistolero Pozzolo si parla di leggerezze a dir poco incredibili

La confusione aumenta, grazie a nuovi dettagli e nuove testimonianze, anche se Pozzolo continua a sostenere di non aver sparato e che quell’altro s’è sparato da solo. Roba da perizia balistica, anche se quelli di Armi e Tiro, sito specializzato, hanno già detto forse tutto quello che c’è da dire sull’argomento: «Indipendentemente da come siano andate le cose nello specifico, già dai pochi elementi al momento pubblici, emergono una serie di leggerezze a dir poco incredibili, che un legale possessore di armi non solo non può permettersi di fare, ma anche che un legale possessore di armi munito di “normale” buon senso non si sognerebbe di fare mai».

È considerato inammissibile esibire ai quattro venti la propria pistola

Se si è insomma «tra i pochi privilegiati, oggi come oggi, ai quali l’autorità di pubblica sicurezza concede il porto d’armi per difesa personale, ciò implica una responsabilità aggiuntiva sull’arma di proprietà personale, che non viene tenuta H24 chiusa in una cassaforte, bensì viene portata addosso. Quindi, occorre esercitare una vigilanza ulteriore su di essa, proprio per evitare che persone impedite nel maneggio possano impossessarsene agevolmente (come indicato peraltro dall’articolo 20bis della legge 110/75). Quindi, è decisamente inammissibile che un soggetto titolare di un porto d’armi per difesa personale “esibisca” ai quattro venti la propria pistola, atteso il fatto che, proprio per i motivi sopra esposti, la cosa più sensata da fare per chi abbia con sé un’arma è quella di tenere un profilo più basso possibile, evitando che terze persone possano anche accidentalmente venire a conoscenza del fatto che si ha l’arma addosso. Se l’arma deve essere sfoderata, è perché sussiste un pericolo immediato per l’incolumità personale del possessore. In tutti gli altri casi, non è ammissibile». Definitivo, diremmo.

L’opposizione chiede dimissioni a casaccio e coinvolge Salvini nel caso Verdini

Meloni tuttavia può stare molto tranquilla. Perché dall’altra parte c’è un’opposizione che non fa paura a nessuno e che continua a chiedere le dimissioni a casaccio di chi non c’entra nulla. Come quelle del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, anche lui a festeggiare Capodanno in quel di Rosazza pur senza assistere alla scena dello sparo. Oppure continua a chiedere a Matteo Salvini di riferire in parlamento sul caso dei due Verdini, non è chiaro se in quanto ministro delle Infrastrutture o in quanto “genero” e “cognato di”. In ogni caso, almeno allo stato dei fatti, che c’entra il segretario leghista? Il 2024 di Meloni è insomma partito in salita, ma con questo tipo di dirigenti, direbbe Nanni Moretti, l’opposizione non vincerà mai.