Perché l’opposizione col caso Ferragni si è fatta fregare da Meloni una polemica di sinistra

Paolo Madron
19/12/2023

I 400 COLPI. Attaccando l'influencer, la premier si è intestata da destra la critica ai ricchi e al profitto senza scrupoli. Battaglia che una volta era tutta progressista, sia dal lato comunista sia da quello cattolico. Ma Schlein e soci hanno le mani legate, perché i Ferragnez sono antagonisti di Giorgia. Così facendo però finiscono preda del più trito conformismo, oggi sinonimo di populismo.

Perché l’opposizione col caso Ferragni si è fatta fregare da Meloni una polemica di sinistra

La più votata dagli italiani contro la più seguita dagli italiani. Nella ponderosa querelle sul pandoro griffato restano molti interrogativi sul perché una presidente del Consiglio come Giorgia Meloni, tutta presa da riforme epocali – vedi il premierato – e dialoghi serrati con i grandi del mondo, abbia deciso di affondare il colpo su Chiara Ferragni fino a farla piangere (o fintamente piangere) contrita. Insomma, parli con Elon Musk, l’uomo più ricco del Pianeta, abbracci Rishi Sunak, ti fai fotografare pensosamente riunita in compagnia di Emmanuel Macron e Olaf Scholz coma una Mario Draghi qualsiasi, e poi te la prendi con la bionda influencer da milionate di follower per quanto la sua imperdonabile leggerezza (ma qualcuno la considera una truffa) sia degna di nota, non foss’altro perché compiuta nel nome della beneficenza, sacro totem più volte violato da malintenzionati che contrabbandavano il bene altrui per quello proprio. Abuso di credulità, di buoni sentimenti surrettiziamente affabulati.

Chiara Ferragni con il pandoro
Chiara Ferragni con il pandoro (X).

I like non sono voti, e la coppia d’oro dei social non è l’opposizione

Però tu sei la premier di un Paese del G7, lei una influencer di successo che tale resta anche se assommando i suoi simpatizzanti con quelli del marito ti surclasserebbe nei consensi. Ma fino a prova contraria i like non sono voti, e la coppia d’oro dei social non è l’opposizione che vorrebbe far cadere il governo. Da questo punto di vista i tuoi antagonisti dovrebbero essere Elly Schlein e Giuseppe Conte, o chi dei due la spunterà nella corsa a vestire i panni del fin qui ineffabile federatore. Perché dunque tirare scientemente in ballo Ferragni e questa se pur odiosa storia dei pandori?

La premier Meloni ha pensato bene di invertire il gioco delle parti

Semplice. Perché Meloni ha voluto intestarsi da destra quella che dovrebbe essere una polemica cavalcata dalla sinistra, da cui peraltro giornalisticamente era partita. La premier ha pensato bene di invertire il gioco delle parti. Una volta era la sinistra a biasimare i ricchi, quella comunista in nome della critica ideologica al profitto, quella cattolica perché dava loro zero possibilità di varcare la soglia del regno dei cieli.

Meloni e il fuoco amico in Europa e al governo
Elly Schlein e Giuseppe Conte (Imagoeconomica).

La sinistra sta coi Ferragnez perché sono antagonisti del governo

Ma perché invece Schlein e compagnia non hanno detto una parola sulla carità pelosa della influencer lasciando la palla in mano alla leader di Fratelli d’Italia? Anche qui la risposta è semplice. Perché sono dalla parte dei Ferragnez in quanto la coppia è identificata come antagonista alla premier, quindi simbolicamente un baluardo dei progressisti che ne combattono le politiche. E questo basta a considerarla dalla loro parte, che nei loro intendimenti è ovviamente quella giusta. Senza accorgersi che così facendo la sinistra finisce preda del più trito conformismo, oggi sinonimo di populismo, veleno che a poco a poco ha finito per ucciderne lo spirito identitario. Più che pensare a campi larghi, forse i dem dovrebbero riflettere sul perché ora siano quelli di destra, e non più loro, a far piangere i ricchi.