La crescita che rallenta e l’illusione dei mercati

Dopo un trimestre terribile a fine 2018, nei primi quattro mesi di quest'anno abbiamo assistito a un recupero di tutte le Borse. Ma non è tornato tutto come prima. I risultati delle aziende parlano chiaro. Anche agli investitori. 

08 Maggio 2019 15.09
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Entri in un concessionario d’auto. Il venditore ti propone una splendida auto sportiva, in molte versioni di colore e con ampia dotazione di optional. La proposta è allettante, porti a casa il preventivo, il lussurreggiante depliant informativo con quelle bellissime foto e tutti i dati delle prestazioni, tra cui spicca la grinta del motore: sotto il cofano non ci sono semplici cavalli, ma veri puledri di razza. Inizi a pregustare il piacere di metterti al volante di una fuoriserie sfavillante, mentre torni a casa e ti prepari alla riunione di lavoro dell’indomani.

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Qualche tempo dopo torni al concessionario con le idee chiare e una voglia che è ormai maturata in desiderio concreto. Ti accolgono con il consueto sorriso, ti fanno accomodare, una graziosa signorina si avvicina al tavolo con un caffè. In pochi minuti ti senti a tuo agio come se fossi in crociera, e finalmente arriva il venditore. Ha un sorriso smagliante, in perfetta sintonia con il tuo stato d’animo. Stai per realizzare quel desiderio che hai iniziato a covare e da cui non hai più saputo distogliere il pensiero. È ora di passare alle vie di fatto. Guardi le auto in vetrina, qualcosa non quadra ma non capisci cosa, rivolgi allora uno sguardo interrogativo al venditore ma lui continua ad avere quello smagliante sorriso, sembra una paresi.

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Che sta succedendo? La ragazza del caffè dov’è sparita? Riprendi in mano il foglio con le caratteristiche tecniche dell’auto dei tuoi sogni e per poco non cadi dalla sedia: altro che puledri di razza, sotto il cofano ora ci sono dei ronzini bolsi. Controlli la copertina, parla dello stesso modello che avevi guardato la volta scorsa, ma la velocità massima dichiarata allora era 200 km/h, mentre oggi è 80! Lo sguardo che lanci ora al venditore varrebbe un casting per un film di Tarantino, una goccia di sudore scivola dalla sua tempia e scorre fino a giungere all’angolo di quel sorriso che sembra ormai dipinto…

IL RECUPERO DOPO IL TRIMESTRE TERRIBILE DI FINE 2018

La situazione oggi sui mercati finanziari non è molto diversa: dopo un trimestre terribile a fine 2018, nei primi quattro mesi del 2019 abbiamo assistito a un recupero prodigioso e generalizzato di tutti i mercati azionari, dal listino italiano (+15,5%) ai listini europei (+13,7%), dagli indici americani (+15%) ai listini cinesi (+22%) e dei Paesi emergenti. I prezzi sono tornati un po’ ovunque ai livelli di settembre scorso, prima che iniziasse il trimestre terribile. S&P500, il principale listino americano era – come oggi – intorno a 2900 punti. Eurostoxx600, il più ampio e rappresentativo listino europeo era – come oggi- tra i 380 ed i 390 punti, persino il Ftsemib era, ora e allora, poco sotto i 22 mila punti.

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LE ASPETTATIVE DI CRESCITA SONO STATE RIDIMENSIONATE

Quindi? Tutto invariato? Bè, no. Ciò che si comprava a settembre scorso è molto diverso da ciò che si compra oggi. Lo scorso settembre la stima degli analisti era che la crescita degli utili delle aziende americane ed europee sarebbe stata un poco superiore al 10% (10,35% in Usa e 10,44% in Europa, per la precisione), pertanto comprare azioni allora significava partecipare ad attività che promettevano di crescere a ritmi piuttosto interessanti. Oggi le aspettative di crescita sono molto ridimensionate: le stime proiettano una crescita degli utili a stelle e strisce di +3,39% e di +5,75% per le aziende europee.

UN AVVERTIMENTO GIUNTO AGLI INVESTITORI

L’auto che sembrava poter correre a 200 all’ora, oggi – allo stesso prezzo – promette di saper andare a 80 all’ora. Come è possibile? Il motivo è molto semplice: le banche centrali sono tornate accomodanti, contribuendo a creare un contesto macro più favorevole per la speculazione finanziaria, riducendo la promessa di normalizzazione dei tassi e quindi di possibilità di remunerazione del capitale. Però il contesto micro (quello dei risultati aziendali) è cambiato così tanto che un segnale di avvertimento non può non giungere agli investitori, anche perché la stagionalità non è certamente favorevole: sell in may and go away (vendi a maggio e vai via) è uno degli adagi universalmente più conosciuti sui mercati mondiali.

*Dietro questo nom de plume si nasconde un manager finanziario.

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