L’Eurogruppo vicino all’accordo sulla risposta Ue al coronavirus

Redazione
09/04/2020

Nuovo vertice dopo la fumata nera del 7 aprile. Intesa sul Mes, sulla Bei e sul meccanismo anti-disoccupazione. Nessun riferimento agli Eurobond nelle conclusioni.

L’Eurogruppo vicino all’accordo sulla risposta Ue al coronavirus

L’Eurogruppo avrebbe raggiunto un accordo sul Mes, sulla Bei e sul meccanismo anti-disoccupazione. Lo si apprende da fonti Ue. Si discute ora il Recovery Fund. Secondo quanto si apprende, non ci sarebbe menzione di Eurobond nel testo di conclusioni. Alla vigilia, lo scoglio era la spaccatura tra i Paesi del Sud, che chiedevano strumenti di mutualizzazione del debito e un allentamento delle condizioni per l’accesso al Meccanismo europeo di stabilità (Mes), e il blocco rigorista capitanato dall’Olanda che non voleva gli Eurobond (o Coronabond, che dir si voglia) né un Mes senza paletti. In mezzo, Francia e Germania hanno provato a cucire lo strappo. Per il presidente dell’Eurogruppo, Mario Centeno, «siamo molto vicini a un accordo, confido che questa volta saremo tutti all’altezza della situazione e dimostreremo il necessario spirito di compromesso, che è la base della nostra Unione».

LE RISOLUZIONI DEL PARLAMENTO OLANDESE

L’ostacolo principale restava l’Olanda. Il parlamento ha approvato nella serata dell’8 aprile due risoluzioni che esortavano il governo a non accettare gli Eurobond e a tenere il punto. Le mozioni non sono vincolanti ma danno un chiaro indirizzo politico. Dal fronte italiano, il premier Giuseppe Conte ha continuato il pressing sugli altri governi: «Se non agguantiamo la possibilità di mettere nuova linfa nel progetto europeo il rischio di un fallimento è reale». La posizione della Germania, vero arbitro della disputa interna all’Ue, è che fra il Mes, l’ampliamento della Bei e il programma Sure ci siano somme necessarie (circa 500 miliardi di euro, ndr) per superare la crisi. Per Berlino, dunque, gli Eurobond continuano a essere una via non percorribile, anche se Angela Merkel ha detto: «Ho parlato con Conte e siamo d’accordo sul fatto che serve con urgenza solidarietà in Europa in una delle ore più difficili, se non la più difficile. E la Germania è pronta per la solidarietà».

L’ALLARME DELLA BCE

L’urgenza e la straordinarietà della situazione emergono anche dai verbali della conference call del 18 marzo della Bce, dove si parla di una «situazione senza precedenti con ripercussioni impossibili da prevedere esattamente». Situazione che ha portato al varo del ‘Pepp’, il programma di acquisti di debito per l’emergenza pandemica da 750 miliardi di euro. Il documento parla di «necessità urgente» di agire di fronte all’ampliarsi degli spread sia dei paesi a più basso rating che a livello dei titoli societari, riflesso di una «fuga dal rischio» che stava colpendo anche Paesi con rating elevato.

LAGARDE: «NON FISSARSI SUI CORONABOND»

Parlando degli strumenti sul tavolo dell’Eurogruppo, la numero uno della Bce Christine Lagarde ha detto: «Non credo ci si debba fissare sui coronabond. In Europa, per le cose ci vuole un po’ più di tempo di quanto vorremmo, ma alla fine troviamo sempre una soluzione». Lagarde ha proposto altre soluzioni come «la mutualizzazione della spesa nel quadro di un bilancio europeo specifico all’uscita dalla crisi» o «la creazione di un fondo di ricostruzione mirato a una crescita più verde e digitale. Sono strumenti che potrebbero consentire di esprimere la solidarietà necessaria a favore dei Paesi dell’Unione che oggi soffrono di più».