Nuove fibrillazioni dentro il M5s sull’uso del Mes

Redazione
24/04/2020

Il capo politico dei pentastellati esclude l'utilizzo dello strumento di finanziamento europeo da parte dell'Italia, ma nel Movimento si teme la spaccatura sull'ordine del giorno presentato da Fratelli d'Italia contro il Fondo salva Stati. Lasciano il gruppo i depitati Zennaro e Bologna.

Nuove fibrillazioni dentro il M5s sull’uso del Mes

Ore di forte fibrillazione all’interno del M5s. Discussioni sul Mes, sulla linea politica e già due parlamentari che hanno deciso di lasicare il Movimento. Il leader politico Vito Crimi, parlando a Radio 1, ha chiuso all’utilizzo del Mes, almeno per ora. «Non abbiamo bisogno di attivarlo, non è utile allo scopo», ha affermato, per poi aggiungere che senza condizionalità vere i 5 stelle non potrebbero non valutare lo strumento ma – ha spiegato – «in realtà ora è uno strumento con condizionalità future imprevedibili». Il leader pentastellato ha rilevato la necessità di remare tutti, Stato ed enti locali, nella stessa direzione. E definisce «fake news» quelle di Fratelli d’Italia sul Fondo salva Stati, riferendosi alla presentazione dell’ordine del giorno di Fdi contro il Mes, sul quale nella giornata del 24 aprile l’Aula della Camera si deve esprimere dopo la votazione finale sul Cura Italia. «C’è bisogno di liquidità subito e l’Italia non può più attendere i capricci della Germania e dei suoi satelliti. È tempo di mettere da subito in campo i Bot patriottici cinquantennali a zero tasse garantiti dalla Bce. In ogni caso aspettiamo i grupp, dove abbiamo depositato un odg contro l’utilizzo del Mes che non lascia scampo a equivoci, sul quale tutti dovranno assumersi le loro responsabilità», aveva fatto sapere la leader di FdI, Giorgia Meloni (LEGGI COME SONO ANDATE LE VOTAZIONI SULL’ODG).

Votando no all’ordine del giorno si aprirebbe di fatto al Mes, che nel Movimento continua a dividere, anche dopo il sì del Consiglio Ue a un Recovery Fund «urgente». E, non a caso, nella tarda serata del 23 aprile è intervenuto Beppe Grillo, con un nuovo endorsement via Twitter al premier Giuseppe Conte: «Forse l’Europa comincia a diventare una Comunita. ”Giuseppi” sta aprendo la strada a qualcosa di nuovo. Continuiamo così ». «Quella della Meloni è una trappola che non va nel merito del Mes, non possiamo caderci», spiega un deputato tra i più vicini ai dossier europei. Il voto è previsto nella tarda mattinata del 24 aprile e sarà preceduto dal parere del governo, che potrebbe essere formulato da uno dei due viceministri al Mef, presenti per il Cura Italia.

Nel frattempo a lasciare il gruppo sono stati i deputati Antonio Zennaro e Fabiola Bologna.«Il cambiamento si è fermato per qualche cerchio magico di troppo e l’arroganza di qualche membro del governo a cui per errore il M5S ha affidato ”pieni poteri” in materia economica, che non ha fatto altro che boicottare persone come il sottoscritto», è stata la stoccata di Zennaro. Bologna invece nella mattina del 24 parile ha inviato una lettera al presidente della Camera Roberto Fico per chiedere il passaggio al gruppo Misto. Tra gli eurodeputati è invece il vice presidente del Parlamento Ue Fabio Massimo Castaldo a farsi portavoce della linea più dialogante: «La tenacia di Conte ha strappato il Recovery Fund», spiega. Ma il nodo, nel Movimento, resta il Mes.