Quei paradisi in Terra minacciati dall’invasione dei turisti

Dalle "Maldive di Milano" al Taj Mahal, passando per il "monte arcobaleno" sulle Ande peruviane: mete e paradisi off limits (o ad accesso limitato) contro il sovraffollamento.

11 Agosto 2019 09.00
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Si trovano in ogni angolo del mondo, sono paradisi in Terra, paesaggi incantevoli, spiagge dai colori unici, laghi dalle acque cristalline, ma anche vette incontaminate. O almeno così erano fino a qualche tempo fa, fino a quando i turisti non ne hanno rovinato la magia, con rifiuti, incuria o atti di vandalismo, nel tentativo magari di portarsene a casa un “ricordo”. Ecco che allora si corre ai ripari, chiudendone o quantomeno limitandone l’accesso. È accaduto di recente a Cortina d’Ampezzo, dove il Comune ha emesso un’ordinanza che vieta la balneazione al lago di Sorapis, dopo che l’assalto dei turisti (se ne sono contati fino a 2 mila al giorno) rischiava di deturpare un vero gioiello incastonato tra le Dolomiti. Ma è solo l’ultimo esempio di provvedimenti per mettere al riparo luoghi meravigliosi da visitatori irrispettosi o semplicemente troppo numerosi.

NIENTE BAGNI NEL LAGO DI SORAPIS

Niente più bagni nello splendido lago di Sorapis, pena una multa dai 25 ai 500 euro. Così ha deciso il sindaco di Cortina d’Ampezzo, Gianpietro Ghedina, per evitare l’assalto da parte di turisti, specie nel periodo estivo. È qui, infatti, che trovano rifugio e refrigerio in molti, soprattutto nelle giornate di maggiore caldo, quando dalle vicine località del Veneto (ma non solo) arrivano in massa per godersi lo spettacolo del lago turchese e dell’aria fresca delle Dolomiti, davanti al rifugio Vandelli.

VALLE VERZASCA, “LE MALDIVE DI MILANO”

Un po’ quello che accade in Valle Verzasca, Canton Ticino, un’ora di auto da Milano, dove si trova un angolo di paradiso fatto di acque cristalline e sabbia dorata. Una meta presa d’assalto dopo che alcune foto erano state postate su Facebook e aveva portato a ribattezzare questo posto “le Maldive di Milano”. Inevitabili le lamentele degli abitanti della zona, per l’invasione di auto e pullman organizzati, parcheggiati ogni dove nelle vicinanze, e per i rifiuti lasciati dai turisti “mordi e fuggi”.

SPIAGGE OFF LIMITS, BUDELLI FA SCUOLA

Quando non sono le auto, ci pensano le barche a rovinare l’incantesimo di certe perle naturali, come accade alla spiaggia di Budelli, arcipelago della Maddalena in Sardegna, una delle più famose al mondo grazie alla sua Spiaggia Rosa. Da dare l’inconfondibile colorazione alla sua sabbia è la combinazione tra la sedimentazione di gusci calcarei di un microrganismo che si trova solo in questo luogo, insieme all’azione del vento di Maestrale e alla corrente marina. Ma proprio l’affollamento di yacht e imbarcazioni in genere rischia di far scomparire la classica colorazione, come accaduto ad esempio la scorsa estate, quando la presenza di natanti (molti oltre i limiti di navigazione imposti per salvaguardare l’habitat unico) ha contribuito a modificare le correnti, come denunciato da National Geographic. Intanto dall’altra parte del mondo, un’altra spiaggia famosissima, ”The Beach”, chiude i battenti. Maya Bay, sull’isola thailandese di Koh Phi Phi Leh, famosa per la spiaggia bianchissima, le acque cristalline e per essere stata set dell’omonimo film con Leonardo DiCaprio, ha deciso per l’off limits. Niente più accessi, per proteggere il delicato ecosistema del luogo. 

mete turistiche a rischio
Il Taj Mahal.

CALIFORNIA, COLLINE COLORATE ADDIO

Stessa drastica decisione per la collina “arancione” dei papaveri a Lake Elsinore, in California, famosa per la super fioritura che attira migliaia di turisti da ogni parte del mondo. Così tanti, però, da mettere in pericolo la stessa distesa, nel cuore del Walker Canyon. Per questo le autorità hanno deciso per il cosiddetto il cosiddetto “Poppy Shutdown”, chiudendo l’accesso a fotografi, visitatori e curiosi, giunti ad essere 150 mila in solo fine settimana, in occasione della fioritura di quest’anno. Stesso copione, poi, per Daffodil Hill, nota come la “collina dei narcisi”, anch’essa in California. Come annunciato su Facebook dalla famiglia Ryan, proprietaria del giardino, era diventata ingestibile l’invasione di turisti (con code fino a due ore per raggiungere la collina) che spesso poi abbandonano le auto in modo selvaggio, impedendo il passaggio di pedoni e mezzi di soccorso.

Potrebbe chiudere i battenti anche il cosiddetto “monte arcobaleno” sulle Ande peruviane

È possibile che chiuda i battenti anche il cosiddetto “monte arcobaleno” sulle Ande peruviane. Scoperto appena cinque anni fa, dopo lo scioglimento della neve che ne ricopriva la cima a 5 mila metri d’altitudine, è diventato meta di turisti, anche 1.000 al giorno, che accedono dopo un percorso di trekking di quattro ore. Il continuo passaggio, però, sta erodendo il sentiero e rischia di rovinare irrimediabilmente la cresta, composta da detriti minerali che assumono colori dall’ocra al blu al rosso intenso.

INGRESSI A TEMPO A MACHU PICCHU

Dove non è possibile chiudere l’accesso (anche per non rinunciare gli introiti legati al turismo) si procede invece con ingressi limitati, persino “a tempo”, come a Machu Picchu. Il ministero della Cultura peruviano ha deciso che di ridurre drasticamente il numero di persone ammesse ogni giorno al sito patrimonio mondiale dell’Umanità Unesco, tagliandolo da 2.400 a soli 600. Per poter visitare le rovine Inca, inoltre, si avranno al massimo 4 ore di tempo, con un orario predefinito e non saranno ammessi né ritardi né cambi di prenotazione (obbligatoria). Il provvedimento – è stato spiegato – aiuterà a mitigare l’impatto di così tanti turisti che camminano sui gradini di pietra e sui sentieri sacri.

CARO BIGLIETTI E NUMERO CHIUSO AL TAJ MAHAL

Diversa la soluzione trovata in India al Taj Mahal: per accedere a questa che è una delle sette meraviglie del mondo occorrerà pagare di più: fino al 400% di sovrapprezzo, unito al numero chiuso. Gli aumenti sono differenziati a seconda del paese di provenienza dei turisti (da 3 euro per gli indiani fino 16 per i visitatori occidentali e di zone considerate più ricche). Si stanno valutando anche limitazioni orarie negli accessi per evitare i danni del turismo di massa alle delicate pavimentazioni di marmo, alle mura e alle fondamenta del mausoleo.

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