Meteostar

Daniele Lorenzetti
28/01/2011

Dalla televisione al web, ecco chi sono i divi delle previsioni.

Dal leggendario Edmondo Bernacca a Joe Bastardi, il guru dell’americano Weather Channel diventato idolo dei meteofili italiani, il passo è lungo quanto quello dalla tv in bianco e nero alle meraviglie del web. In mezzo, i trent’anni che hanno rivoluzionato la meteorologia trasformandola da scienza per iniziati a fenomeno popolare.
Oggi i siti internet dedicati alle previsioni del tempo sfidano nella mole degli accessi i grandi portali di informazione. Se un tempo la fucina da cui provenivano tutti era il Centro nazionale di meteorologia dell’Aeronautica militare a Pratica di Mare, alle porte di Roma, ormai la vecchia guardia dei colonnelli è stata affiancata, quando non spodestata, dai previsori privati.
SCIENZA E PASSIONE. Ma la meteorologia, in tempi di dibattito sul global warming, è diventata anche un potente strumento per orientare la pubblica opinione quando accenna analisi climatologiche e spiegazioni sui grandi fenomeni climatici. E anche tra i ‘previsori’, sotto l’abito dell’esperto, batte un cuore, vuoi da freddofilo vuoi da caldofilo. Insomma c’è chi si esalta per un’ondata di gelo molto più che per una settimana di sole. E viceversa. Lettera43.it ha stilato in ordine rigorosamente casuale una sua lista dei meteoman d’Italia, radiografandone tic e tendenze.

Guido Caroselli, il tradizionale

Impeccabile, misurato, fin troppo prudente tanto che di rado si spinge oltre i due giorni. Il previsore principe di Rai1 anni fa si divideva lo schermo con il mitico Andrea Baroni. Ora è rimasto solo a presidiare lo spazio dello storico Che tempo fa. Da quando l’hanno retrocesso ad orari pomeridiani, tuttavia, ha perso un po’ del vecchio smalto. L’ultimo colpo gliel’ha assestato il direttore del Tg1, Augusto Minzolini, che invece di richiamare il barbuto Guidone nazionale per le previsioni dentro il telegiornale delle 20, ha affidato la nuova rubrica ai giornalisti della testata. Loro si impegnano, per carità. Ma vaglielo a spiegare cosa sono le isobare. Guido invece era capace di autentiche lezioni di meteorologia per il grande pubblico, dispensate con la classe dei grandi.

Roberto Madrigali, il freddofilo

Non tutti lo conoscono, dato che Madrigali lavora per una tv regionale, Toscana channel. Livornese trapiantato a Grosseto, si è perfezionato come meteoman negli Stati Uniti. Il grande passo lo ha compiuto nel 2008 fondando il sito meteoclima.net. La sua stagione preferita, non c’è dubbio, è l’inverno.
Sui forum web lo accusano di avere una smaccata predilezione per il gelo, di annunciare a ogni pie’ sospinto storiche ondate fredde sull’Italia minimizzando il peso di stagioni in media sempre più calde. Lui, il teorico del «freddo esponenziale», non demorde e ai critici risponde che «gli equilibri profondi» dell’atmosfera e del clima sono più complessi di quanto i ‘serristi’ vogliano far credere.

Francesco Laurenzi, il caldofilo

Tra i tanti colonnelli dell’Aeronautica, è di sicuro il più pittoresco. Merito dell’onnipresente papillon che è diventato il suo marchio di fabbrica.
Le previsioni di Laurenzi, reclutato da Michele Guardì per la Mattina in famiglia di Rai2, piacciono molto ai vacanzieri, specialmente prima di partire per le ferie (al ritorno invece è un altro paio di maniche).
Infatti sulle sue cartine un po’ di sole non manca mai, nemmeno se si annuncia la depressione del decennio. Sui forum degli appassionati c’è chi lo accusa di una tendenza caldofila e tranquillante.
Lui potrebbe rispondere di aver adottato una filosofia berlusconiana. Se arriva una perturbazione, annuncia ‘tempo variabile’. E comunque il miglioramento è sempre dietro l’angolo.

Luca Mercalli, l’appassionato

Vive in Val di Susa, si scalda con legna e pannelli solari, pratica la raccolta differenziata, gli piace coltivare l’orto di casa e frequentare biblioteche. Oltre che le nuvole, va da sé. In Filosofia delle nuvole racconta di aver costretto la famiglia a un viaggio a Ginevra per poter acquistare libri di meteorologia introvabili in Italia all’inizio degli anni 80.
Luca Mercalli, l’uomo che oggi contende a Mario Giuliacci la palma di meteoman più popolare dello Stivale, ha il curriculum dell’enfant prodige. A diciott’anni conseguiva a pieni voti l’attestato di Cultura aeronautica in meteorologia rilasciato dal Servizio meteorologico dell’aeronautica. Ha tenuto un migliaio di conferenze compresi incontri su un ghiacciaio, in una stazione ferroviaria, in un carcere di massima sicurezza, in un ospedale, in una centrale elettrica, in una villa palladiana.
Oltre all’appuntamento settimanale a Che tempo che fa e agli articoli per Repubblica, dirige la rivista Nimbus ed è un appassionato conoscitore della storia del clima alpino. Per Mercalli l’effetto serra è una realtà, purtroppo. E con pazienza certosina si dedica a smontare le obiezioni degli scettici.

Mario Giuliacci, l’anti meteorina

Il colonnello che spodestò il monopolio dei colonnelli, ha rivoluzionato stile e tic delle previsioni, ma ha pagato cara la sua avversione alle ‘meteorine’. Mario Giuliacci è il simbolo italiano della meteorologia che si fa impresa con il centro Epson di Cinisello Balsamo, in provincia di Milano. Seguito a ruota oggi da altri concorrenti agguerriti, come il padovano Antonio Sanò, che con Ilmeteo.it ha segnato record assoluti di accessi in rete. Insomma, la concorrenza è aspra, anche sulle nuvole. Lui non sarà più il solo sulla piazza, ma di sicuro è stato un precursore. Fece rumore il suo divorzio dal Tg5: cacciato per aver espresso dissenso rispetto all’uso di avvenenti signorine nelle previsioni meteo di una rete cugina. Un insulto alla professionalità degli esperti, dal suo punto di vista. Ma, dicono i rumors, l’astinenza sta per finire. Con un clamoroso ritorno su La 7 dove ritroverà una vecchia conoscenza, Enrico Mentana.

Riccardo Cresci, l’allegro

È uno dei più giovani previsori di Sky Meteo 24, dove è arrivato nel giugno 2007, ma ha trovato in poco tempo un plotone di fan. L’hanno soprannominato “meteo allegro” per il modo di fare simpatico e il sorriso smagliante con cui illustra le previsioni del tempo.
Cordiale, inappuntabile, abbronzato e pure alla moda, lontano mille miglia dall’estetica impettita dei colonnelli, Riccardo è uno stakanovista del meteo, non manca all’appuntamento neppure durante le feste comandate. Da Natale a Capodanno, lui è sempre lì a fare gli auguri dai teleschermi del canale meteo di Murdoch, che ha portato anche in Italia il fenomeno dei weather channel statunitensi.

Joe Bastardi, il muscolare

Il pubblico dell’Italia televisiva non sa nemmeno chi sia. In America invece è una star. Parliamo di Joe Bastardi, ex campione di body building che a differenza di Arnold Schwarzenegger ha trovato una seconda vita non nel cinema, o nella politica, ma nella meteorologia. Disciplina che Joe vive con passione maniacale. Il suo blog sul Weather channel è dedicato al clima europeo che Joe analizza con gusto americano del rischio. I nostri meteorologi non amano sbilanciarsi? Lui invece lo fa con sprezzo del pericolo, e per questo piace agli appassionati che ne consultano voraci le previsioni in stile yankee. A novembre 2010,aveva annunciato un dicembre eccezionalmente freddo sulla Gran Bretagna e una seconda parte di inverno glaciale per l’Europa continentale e i Balcani. Eletto per acclamazione ‘guru’ del tempo a Natale (gli inglesi infatti hanno fatto i conti con il dicembre più freddo da 400 anni), ora è tornato tra i comuni mortali delle previsioni. Che quando si spingono oltre i fatidici cinque giorni, rischiano sempre lo scivolone.