Metti alla prova il tuo look

Stefania Medetti
12/10/2010

Su Fashism, 50 mila utenti giudicano lo stile

Metti alla prova il tuo look

Scegliere un vestito con l’aiuto del web. È possibile grazie a Fashism, il sito di moda che consente agli oltre 50mila utenti registrati di ricevere un commento spassionato sul proprio look.
L’idea è nata nel camerino di un negozio, complice l’indecisione su una mise e un marito che approfitta del momento per allontanarsi. È stato così che Brooke Moreland, scrittrice newyorkese, ha pensato che dovesse esistere un altro modo per ricevere un consiglio spassionato sul proprio abbigliamento. Così, ha deciso di allestire uno spazio virtuale per farlo, insieme con Ashley Granata, buyer ed esperta di marketing per i grandi magazzini Bloomingdales e il sito Style.com.
A un anno di distanza dal lancio, l’ideatrice traccia un bilancio a Lettera43: «Ogni mese, abbiamo più di 1,5 milioni di pagine viste e, a fine agosto, abbiamo aggiunto anche un’applicazione per iPhone per rendere ancora più facile e immediato caricare il proprio look». La formula è semplicissima nel concetto e nella grafica: in pratica, gli utenti rispondono alla domanda «Funziona?» scegliendo fra due alternative: mi piace oppure no. Per spiegare le motivazioni, hanno a disposizione solo 250 caratteri di spazio, poco più di un sms.
I partner, adesso, sono al lavoro per definire accordi commerciali che permetteranno ai membri più attivi del network di ricevere sconti su brand selezionati. La maggior parte degli utenti sono teen-ager e donne sui vent’anni. «Ma abbiamo anche iscritti di 30, 40 e 50 anni e, sebbene la maggior parte dei membri sia americana, ci stiamo aprendo anche ai mercati europei, all’Australia e alla Nuova Zelanda», precisa Moreland.
Secondo la semiologa Giulia Ceriani, amministratore delegato dell’istituto di ricerca Baba Consulting. «Su Fashism, si può esprime un giudizio decontestualizzato: la persona che si mette in mostra, cioè, è staccata da tutto ciò che le sta attorno». Al contrario di quanto avviene nella vita reale, invece, dove l’interlocutore si rispecchia nello sguardo, nei gesti e nelle parole di chi ha di fronte.
«Ma forse alla base del fenomeno c’è anche una forte debolezza nei riguardi della propria immagine», aggiunge la Ceriani. Di sicuro, il sito risponde alla voglia di visibilità che sempre più caratterizza i fruitori dei media contemporanei: una formula del tipo “esisto-perché-mi-riconoscono”. Ma la più grande innovazione riguarda l’ampiezza del feed-back: «Credo che sia la prima volta in cui si ha a disposizione uno strumento che permette di chiedere un parere planetario», conclude Ceriani.