Mi gioco quasi tutto

Redazione
20/12/2010

di Daniele Martini Il settore dei giochi si appresta a chiudere l’anno con un altro record: 60 miliardi e passa...

Mi gioco quasi tutto

di Daniele Martini

Il settore dei giochi si appresta a chiudere l’anno con un altro record: 60 miliardi e passa di euro giocati, con una crescita di quasi il 12% rispetto al 2009. È un dato straordinario che sembra contraddire un convincimento radicato tra gli esperti del ramo, e cioè che il business dell’intrattenimento sia per sua natura anelastico e che quindi superate certe soglie tenda ineluttabilmente a stabilizzarsi. L’Italia sembra l’esempio lampante del contrario. Qui da noi la crescita appare senza fine: appena sette anni fa, nel 2003, il volume delle giocate fu di 15 miliardi e mezzo e già allora ci fu chi pronosticò che si era toccata la vetta. L’anno successivo la raccolta complessiva salì, invece, a quasi 25 miliardi, 29 nel 2005, 35 nel 2006, 42 nel 2007, 47 e mezzo nel 2008, 54 l’anno passato. Si calcola che nel 2010 ogni italiano abbia giocato in media la bellezza di 1.000 euro. Con questo exploit il nostro Paese è tra i primi tre al mondo per quantità di denaro giocato. All’erario va una bella fetta degli incassi, 8,8 miliardi di euro. Anche se pochi vogliono ammetterlo, per primo il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, senza giochi sarebbe molto più difficile far quadrare i conti di fine anno dello Stato. Di certo dai giochi il fisco riceve ormai molto di più di quanto riesca ad incassare dalla lotta all’evasione (meno di 8 miliardi).
NEW SLOT REGINE DI INCASSI. A fare la parte del leone ancora una volta sono le new slot, le macchinette piazzate nei bar, nei supermercati, nelle ricevitorie. Da soli questi apparecchietti, un tempo definiti mangiasoldi, raccolgono oltre 30 miliardi di euro, con una crescita di quasi il 19% e una copertura del mercato che sfiora la metà di tutto il giocato. Nonostante questi dati esaltanti, però, le new slot stanno imboccando il viale del tramonto, destinate a essere rimpiazzate nel giro di due o tre anni da altri tipi di apparecchi di intrattenimento, molto più sofisticati e soprattutto presentati a prova di truffa, conosciuti dagli addetti ai lavori come le Vlt (Videolotterie). L’installazione delle Vlt è cominciata da pochi mesi, ma la raccolta complessiva a fine anno è già di tutto rispetto, 1 miliardo di euro circa. A regime le previsione dicono che supereranno abbondantemente i 30 miliardi.

Due miliardi di euro la raccolta dei Bingo

Altro dato significativo del fine anno dei giochi è la rinascita del Bingo, il grande tombolone di Stato che fino a un paio d’anni fa sembrava spacciato e che invece nel 2010 ha dato vivaci segnali di ripresa con 2 miliardi di raccolta e una crescita del 26,5% sul 2009. Sulla resurrezione del Bingo hanno influito due elementi: la novità delle giocate on line, ma soprattutto l’abbattimento dell’aliquota fiscale che ha consentito di elevare il payout, cioè la percentuale del giocato che torna nelle tasche dei giocatori, passata dal 58 al 70 per cento, circostanza che ha fatto tornare nelle sale molti appassionati delusi.
TOTOCALCIO IN DECLINO. In crescita anche il poker online e in misura minore gli altri giochi di abilità (gli skill games) con un incremento del 34% e un volume di giocate di oltre 3 miliardi di euro. In leggera crescita anche il settore delle scommesse sportive, mentre appare ormai irreversibile l’afflosciamento del Totocalcio e Totogol con giocate totali di appena un centinaio di milioni e un’ulteriore contrazione rispetto all’anno prima di circa un terzo. Zoppicanti anche i giochi molto reclamizzati come Superenalotto e Lotto. Il primo ha perso il 6,6% con un volume di giocate sceso a 3,5 miliardi, 300 milioni in meno rispetto all’anno d’oro 2009. Il Lotto ha perso il 5,3% e raccolto 5,3 miliardi, ma ora è in risalita con la formula del 10 e Lotto. Sostanzialmente stabile il Gratta e vinci mentre i giochi ippici sprofondano con una contrazione di oltre il 12% e un incasso di 1,7 miliardi.