Schumacher, parla Jean Todt: «Michael c’è, ma è diverso»

Redazione
15/12/2023

L’ex team principal della Ferrari e amico del sette volte campione del mondo di F1: «La moglie e i figli lo proteggono». Il 29 dicembre sarà il decimo anniversario dall’incidente sugli sci a Méribel. In arrivo anche un nuovo documentario.

Schumacher, parla Jean Todt: «Michael c’è, ma è diverso»

«Michael c’è, solo che non è quello che ricordiamo in Formula 1». A parlare è Jean Todt, ex team principal della Ferrari, che ha fornito nuovi dettagli sullo stato di salute di Schumacher a quasi 10 anni dall’incidente sugli sci a Méribel, in Svizzera. Il 29 dicembre 2013 infatti, il sette volte campione del mondo, fu vittima di una caduta durante una discesa che lo lasciò in coma farmacologico. Da allora, l’ex pilota tedesco si trova sotto osservazione di un’equipe medica e della moglie Corinna nella loro casa in Svizzera. «Lui è qui, non mi manca», ha proseguito Todt a L’Équipe. «Semplicemente non è quello che era. È diverso ed è meravigliosamente nelle mani di sua moglie e dei figli, che lo proteggono». L’ex capo della FIA ha aggiunto di sentirsi privilegiato nel poter trascorrere del tempo con il suo vecchio amico e di non aver nulla da aggiungere.

L'ex team principale della Ferrari Jean Todt ha dato aggiornamenti sulle condizioni di Schumacher: «Michael c’è, ma è diverso»
Jean Todt con Michael Schumacher nel 1997 a Spa (Getty Images).

Michael Schumacher, l’inchiesta di Ard: «Commessi due errori gravi»

Sebbene la quotidianità di Schumacher, per volontà della sua famiglia, resti blindatissima, l’emittente Ard ha portato alla luce «due gravi errori» che avrebbero avuto un ruolo importante nella vicenda. A seguito di un’inchiesta giornalista, la televisione tedesca ha attribuito il primo allo stesso ex campione di Formula 1. Michael si sarebbe infatti avventurato fuoripista, sebbene per poche decine di metri, in cattive condizioni del tracciato, su cui poggiava uno strato insufficiente di neve. L’ex pilota della Ferrari infatti impattò su una roccia che affiorava dalla neve e, a seguito della caduta, batté poi violentemente la testa. Il secondo errore però è attribuibile ai soccorritori, colpevoli di aver valutato inizialmente male le condizioni di Schumacher. L’elisoccorso avrebbe dovuto portare il campione direttamente a Grenoble e non a Moutiers, perdendo così attimi potenzialmente decisivi per il suo recupero.

L'ex team principale della Ferrari Jean Todt ha dato aggiornamenti sulle condizioni di Schumacher: «Michael c’è, ma è diverso»
Michael Schumacher al volante della Ferrari a San Marino (Getty Images).

La stessa emittente Ard ha annunciato un nuovo documentario su Michael Schumacher, che andrà in onda in Germania la sera del 28 dicembre, alla vigilia dei 10 anni dall’incidente. Il progetto in cinque parti darà ai fan maggiori informazioni su quanto accadde quel giorno sulle montagne svizzere, salvo poi concentrarsi sulla leggendaria carriera del pilota di Formula 1. Detentore di sette titoli mondiali, cinque dei quali conquistati con il Cavallino, ha vinto 91 gare in carriera e ottenuto 68 pole position. Per lui anche 71 giri veloci e 155 podi. Nell’agosto 2021, Netflix ha realizzato e rilasciato in streaming un documentario che, attraverso le voci esclusive dei familiari e degli amici del campione, ne ha creato un ritratto intimo e sincero. Presenti immagini di repertorio della carriera con Ferrari, Mercedes e Benetton, con cui salì per le prime due volte sul tetto del mondo fra 1994 e 1995.