Platini è stato rilasciato dopo l’interrogatorio

L'ex presidente della Uefa è stato interrogato in relazione all'inchiesta su presunti atti di corruzione nell'assegnazione del Mondiale 2020 al Qatar.

19 Giugno 2019 09.35
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È stato rilasciato Michel Platini, fermato il 18 giugno in Francia per essere interrogato in relazione all’inchiesta su presunti atti di corruzione nelle procedure d’assegnazione dei Mondiali del 2022 al Qatar. Lo riporta France Football, citando l’entourage dell’ex presidente Uefa. «Non è più in stato di fermo: è stato alzato un polverone per niente», ha dichiarato ai media il suo avvocato William Bourdon all’uscita dalla sede dell’Ufficio centrale dell’anticorruzione a Nanterre. Rilasciata poco prima anche Sophie Dion, l’ex consigliera per lo Sport dell’Eliseo fermata e interrogata sempre nell’ambito della stessa inchiesta.

PLATINI: «IO SENTITO SU FATTI GIÀ NOTI»

«Dovevo arrivare in libera testimonianza, invece sono arrivato in stato di fermo. Fa male, per tutto quello che posso pensare, tutto quello che ho fatto… fa male. Sono sempre stato sereno, perché mi sono sempre sentito estraneo a qualsiasi fatto»: così Michel Platini, uscendo dal commissariato, dopo 15 ore in stato di fermo per i presunti atti di corruzione nelle procedure d’assegnazione dei Mondiali del 2022 al Qatar. «È un caso vecchio, lo conoscete, mi sono sempre espresso in piena trasparenza su tutti i giornali, ecco tutto, adesso continua, fanno inchieste, cercano…». Quanto all’interrogatorio, «vista la quantità di domande, poteva solo essere lungo. Mi hanno anche fatto domande sull’Euro 2016, la Coppa del Mondo in Russia, il Mondiale del Qatar, il Paris Saint-Germain, la Fifa…Ci sono stati molti, molti, argomenti», ha detto ancora Platini, «Ho risposto tranquillo a tutto, senza sapere perché ero lì…Bisognava rispondere a tutte quelle domande, l’ho fatto». I tratti particolarmente tirati e il volto segnato da 15 ore di fermo, Platini ha risposto ai cronisti che lo attendevano nella notte a Nanterre. Dinanzi alle telecamere, quest’ultimo ha ribadito che il suo assistito è innocente ed è «stato interrogato per motivi tecnici». Ha quindi denunciato »molto rumore per nulla».

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