Arte, archeologia e letteratura: le 15 migliori scoperte del 2023

Fabrizio Grasso
14/12/2023

Spiccano le più antiche calzature europee, un corridoio nella Piramide di Giza e gli appunti di Enrico VIII in un libro religioso. Spazio anche per la tecnica pittorica della Gioconda e le migliaia di monete trovate sui fondali a largo della Sardegna e risalenti al IV secolo.

Arte, archeologia e letteratura: le 15 migliori scoperte del 2023

Misteri millenari, reliquie perse sul fondo del mare e inedite rivelazioni su grandi sovrani e celebri autori. Il 2023 ormai prossimo alla conclusione si è caratterizzato per eccezionali scoperte artistiche, archeologiche e letterarie che hanno arricchito se non persino rivoluzionato la conoscenza di particolari periodi storici o di intere culture. Molti studi si sono anche avvalsi delle moderne tecnologie, tra cui l’intelligenza artificiale e i droni, capaci di scandagliare zone altrimenti inaccessibili per l’essere umano, soprattutto in tempi ristretti. Dai sandali più vecchi di sempre agli appunti di Enrico VIII fino alle monete a largo della Sardegna, ecco le 15 scoperte più importanti da gennaio a dicembre 2023.

Arte, archeologia e letteratura: le migliori scoperte del 2023

Una spada scintillante dell’età del bronzo in Germania

Fra le scoperte più significative del 2023 c’è il ritrovamento di una spada ottagonale in perfette condizioni nel piccolo sito di Donau-Ries, in Germania. A giugno, infatti, un team di archeologi ha rinvenuto l’arma in una tomba bavarese dell’età del bronzo, databile intorno al III millennio a.C. grazie alle analisi effettuate al radiocarbonio. Sebbene inizialmente si sia pensato inizialmente a una versione cerimoniale o decorativa, i ricercatori hanno confermato che ha effettivamente visto alcune battaglie, come testimonia il suo perfetto bilanciamento «creato appositamente per il taglio».

Due nuove scoperte sulla Gioconda di Leonardo grazie agli infrarossi

Chi è la Monna Lisa? Cosa rappresenta il suo sorriso enigmatico e dove si trovava Leonardo quando dipinse il quadro? Probabilmente si tratta di enigmi cui non si troverà mai una risposta, ma la Gioconda non smette di stupire. Un team franco-britannico ha infatti scoperto un nuovo pezzo del puzzle nella pittura che il genio Da Vinci utilizzò per realizzare l’opera. Usando la diffrazione dei raggi X e la spettroscopia a infrarossi, si è identificato un materiale noto come plumbonacrite, che si forma con una miscela di olio e ossidi di piombo che accorciano il tempo necessario alla vernice per asciugarsi. Una tecnica usata da Rembrandt ma di cui lo stesso Leonardo potrebbe essere stato pioniere.

L’autore di un’opera teatrale scoperto grazie all’uso dell’IA

L’intelligenza artificiale ha permesso a gennaio di risolvere un mistero lungo quattro secoli. Fra le scoperte del 2023 c’è anche l’attribuzione di un’opera teatrale del XVII secolo a Felix Lope de Vega, uno dei più noti e talentuosi del suo tempo. Il software ha confrontato il testo con quello di circa 1300 opere  dell’epoca e ha sottolineato le somiglianze nello stile e nei termini utilizzati. La francese Laura sarebbe stata composta nel 1635, pochi anni prima della morte del suo autore.

Fra le scoperte del 2023 anche il soggetto sulla cover di Led Zeppelin IV

Per quasi 50 anni, nessuno è stato in grado di dare un nome al personaggio che, sulla copertina del disco Led Zeppelin IV, porta sulle spalle una grande quantità di legna. A novembre, una studiosa britannica lo ha identificato come Lot Long o Longyear, che visse nella cittadina di Mere nel XIX secolo e costruiva appunto con legna e paglia i tetti delle abitazioni. Fondamentale è stato un album fotografico dell’epoca, con scatti originali di Ernest Howard Farmer.

La storia perduta di Truman Capote su un vecchio taccuino

Il 2023 ha permesso di arricchire con un inestimabile nuovo capitolo la bibliografia di Truman Capote, già autore di Colazione da Tiffany. A settembre, un editore della rivista The Strand, infatti, ha trovato uno scarabocchio su uno dei taccuini dello scrittore finora sconosciuto. Si tratta di Another Day in Paradise, che racconta di una donna americana che utilizza la sua eredità per comprare una villa in Sicilia. Ritrovata nella Biblioteca del Congresso di Washington, potrebbe essere la prima di una lunga serie.

I sandali più antichi della storia d’Europa

Nel 1857, nel Sud della Spagna un gruppo di minatori ritrovò 22 sandali intrecciati di epoca antica. Grazia a una prima datazione al radiocarbonio, si credette potessero avere circa 5 mila anni. A settembre, però, una nuova analisi delle università di Barcellona e Alcalà hanno anticipato la loro tessitura di un altro millennio, riconoscendone l’attestato di scarpe europee più vecchie finora ritrovate. Realizzate tramite fibre vegetali, testimoniano «le capacità delle comunità preistoriche di padroneggiare tecniche di artigianato».

Lo sciacquone da toilette più antico del mondo si trova in Cina

Nel mese di febbraio, invece, un team di archeologi ha annunciato di aver trovato lo sciacquone da toilette più antico della storia. Il ritrovamento è stato effettuato nel sito di Yueyang, nella città cinese di Xi’an che si trova nella provincia di Shaanxi. Risalente a 2400 anni fa, secondo il ricercatore Liu Rui potrebbe essere un comfort ad appannaggio esclusivamente della società benestante oppure persino a una ristretta élite della classe dirigente. Probabilmente, non essendo automatico, richiedeva l’assistenza dei servi per poter gettare l’acqua dopo ogni utilizzo.

I droni hanno consentito di ammirare le pitture rupestri di Alicante

Non lontano da Alicante, nel Sud-est della Spagna, una grotta potrebbe conservare inestimabili segreti sul passato della nostra specie. Al suo interno infatti gli storici hanno trovato pitture rupestri uniche, situate però in luoghi quasi inaccessibili e troppo pericolosi per poter essere studiate di persona. La tecnologia ha però fornito un aiuto fondamentale consentendo tramite alcuni droni di registrare immagini dettagliate del sito e restituendo disegni sconosciuti di cervi, capre e figure umane. «Abbiamo spesso rischiato la vita», ha detto alla Cnn Francisco Javier Molina Hernandez, che a giugno ha guidato la missione. «Molte caverne non erano mai state raggiunte».

Un dipinto di Brueghel il Giovane nel soggiorno di una villa francese

Ogni anno, cacciatori di tesori e proprietari di vecchie strutture disabitate si imbattono in capolavori perduti della storia dell’arte. Il 2023, come ha spiegato la Cnn, non è stato da meno. Nella Francia settentrionale, a marzo una famiglia che intendeva far valutare la sua dimora ha scoperto in soggiorno un dipinto di Pieter Brueghel il Giovane, uno dei maestri della pittura fiamminga nel XVII secolo. Un’opera che, all’asta, è stata battuta al prezzo di circa 800 mila euro.

Un nuovo corridoio nel cuore della Grande Piramide di Giza

Secondo gli archeologi, oltre la metà dei tesori dell’antico Egitto non sono ancora stati scoperti poiché sotto le sabbie del deserto o in luoghi impervi per l’esplorazione. A marzo, tuttavia, il progetto Scan Pyramids ha consentito di scovare un corridoio nascosto e finora sconosciuto all’interno della Piramide di Cheope, una delle tre grandi strutture di Giza. Lungo nove metri, si trova vicino all’ingresso principale e potrebbe avere una funzione meramente architettonica per reggere il peso, ma potrebbe anche condurre in una stanza segreta. Ulteriori studi, come ha confermato il capo del Consiglio supremo per le antichità Mostafa Waziri, aiuterà a comprendere meglio i misteri ancora irrisolti.

Le più antiche calzature europee, un corridoio nella Piramide di Giza e gli appunti di Enrico VIII. Ecco le 15 migliori scoperte del 2023.
Una delle piramidi di Giza (Getty Images).

Gli appunti autografi di Enrico VIII in un libro di preghiere

Fra le scoperte più rilevanti del 2023 ci sono anche alcuni appunti autografi del re d’Inghilterra Enrico VIII, secondo membro della dinastia Tudor nonché fondatore della Chiesa Anglicana dopo lo scisma con Roma. Un professore canadese ha ritrovato a giugno una serie di note a margine che lo stesso sovrano prese in un libro di preghiere appartenente alla sua famiglia. I 14 marginalia contengono frammenti sul pentimento, la saggezza e la distruzione dei nemici. «Dimostrano come avesse molto di cui preoccuparsi», ha sottolineato la professoressa Micheline White che ha effettuato lo studio.

Scoperte alterazioni in due dipinti di XV e XVI secolo

Gli standard di bellezza, seppur in continua evoluzione con il passare dei secoli, hanno sempre condizionato l’estetica di sovrani e uomini di potere. Fu così anche nel XV e nel XVI secolo, dato che alcuni committenti chiesero agli artisti di modificare tratti del loro viso che potevano minarne l’aspetto. Grazie alle radiografie a infrarossi, gli storici hanno scoperto che Hans Holbein il Giovane affinò gli zigomi del suo soggetto, un mercante di nome Derich Born. Discorso diverso per il ritratto di Diana Cecil risalente al secolo successivo, modificato nel Novecento all’altezza delle labbra e dei capelli.

Nuovi tesori riaffiorano accanto al relitto del Titanic

Nel 2023 il Titanic è tornato al centro delle pagine di cronaca mondiali per la tragedia che ha coinvolto il Titan, sommergibile di Ocean Gate imploso durante un’immersione turistica. Il transatlantico che giace a quasi 4 mila metri di profondità ha però restituito nuovi tesori appartenuti al suo sfortunato equipaggio. L’analisi di Magellan, società che ha creato una mappatura 3D dell’imbarcazione, ha scovato un piccolo pendente raffigurante un dente di megalodonte, squalo preistorico, attaccato a una collana d’oro. Con le moderne tecnologie, è probabile che molti altri oggetti facciano capolino anche in futuro.

Decine di migliaia di monete scoperte a largo della Sardegna

Fra i ritrovamenti più recenti del 2023 ci sono le oltre 30 mila monete individuate a largo della Sardegna. A novembre, durante un’immersione vicino alla città di Arzachena, nel Nord dell’isola, un sub ha intravisto un brillio sul fondale, imbattendosi nel tesoro. Risalenti al IV secolo d.C., in piena epoca romana, furono a bordo di un vascello dell’Impero che probabilmente intendeva commerciare con i bizantini. Gli archeologi hanno identificato anche anfore e vasi greci, probabilmente parte del carico.

In Olanda potrebbe esserci una nuova Stonehenge

Una nuova struttura simile a Stonehenge potrebbe aver fatto capolino in Olanda. A giugno, infatti, nel sito di Tiel poco distante da Rotterdam, gli archeologi hanno riportato alla luce un santuario di 4 mila anni fa, probabilmente progettato per allinearsi con il Sole durante il solstizio. L’area ha restituito anche scheletri animali e piccoli utensili, oltre a punte di lancia e armi in alcune tombe. «Aveva un enorme significato per chi abitava in questi luoghi», hanno spiegato gli esperti in una nota. «Eseguivano rituali per i loro defunti».