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La classifica 2019-2020 delle migliori università italiane

La classifica 2019-2020 delle migliori università italiane

Bologna, Padova, Firenze e La Sapienza al top. Tra i politecnici svetta Milano. Tra gli atenei non statali la Bocconi. Il rapporto completo del Censis.

08 Luglio 2019 13.17

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Bologna, Padova, Firenze e La Sapienza. Sono questi i grandi atenei al top della classifica Censis delle Università italiane (edizione 2019-2020) che vede al vertice anche Perugia, Trento, Camerino (a seconda della grandezza dell’ateneo) mentre per i politecnici svettano Milano e Torino e per le università non statali la Bocconi di Milano. E prosegue la crescita delle immatricolazioni: per il quarto anno consecutivo, nell’anno accademico 2017-2018 si è registrato un aumento (+1,3% rispetto all’anno accademico precedente). L’istruzione universitaria è stata scelta dal 47% dei 19enni. Sono i gruppi disciplinari economico, di ingegneria industriale e dell’informazione ad assorbire le quote più alte di immatricolati (rispettivamente, il 15,5% e il 12,5%). Ma non in maniera omogenea su tutto il territorio: bene al Nord, in calo al centro e al Sud. Il ranking tiene conto di strutture disponibili, servizi erogati, borse di studio, livello di internazionalizzazione, occupabilità e comunicazione.

GLI ATENEI STATALI CON OLTRE 40 MILA ISCRITTI

Tra i mega atenei statali (con oltre 40 mila iscritti) mantiene la prima posizione in graduatoria l’Università di Bologna, con un punteggio complessivo pari a 90,8. Segue, come l’anno scorso, l’Università di Padova (88,7). Al terzo posto l’Università di Firenze (86,3), che, pur incrementando di 3 punti l’indicatore relativo alla dotazione di strutture per gli studenti, scende di una posizione. La Sapienza di Roma è stabile al quarto posto (84,3), inseguita dall’Università di Torino (83,0), che sale dal settimo al quinto posto e supera Pisa (82,5), che retrocede al sesto. Ultima tra i mega atenei statali è l’Università di Napoli Federico II, preceduta dall’Università di Catania. L’Università di Bari è terzultima e sostituisce la Statale di Milano, che guadagna una posizione.

GLI ATENEI STATALI TRA 20 E 40 MILA ISCRITTI

L’Università di Perugia è ancora al vertice della classifica dei grandi atenei statali (da 20 mila a 40 mila iscritti), con un punteggio complessivo pari a 91,2. Tiene la seconda posizione l’Università della Calabria (90,2), che vede aumentare di 4 e 3 punti rispettivamente gli indicatori relativi alle strutture per gli studenti e all’internazionalizzazione. Mantengono la terza e la quarta posizione le Università di Parma e di Pavia (rispettivamente, 89,7 e 88,0 punti). Al quinto posto si afferma l’Università di Modena e Reggio Emilia (87,3), che rimpiazza l’Università di Cagliari, scivolata in nona posizione (83,5), soprattutto a causa della perdita di 13 punti per borse di studio e altri interventi in favore degli studenti e di 5 punti nell’internazionalizzazione. Segue al sesto posto l’Università di Salerno, che guadagna otto posizioni grazie agli incrementi dei punteggi per borse di studio, strutture, servizi digitali. Penultima tra i grandi atenei è l’Università di Roma Tre (79,0 punti). Chiudono la classifica, con il punteggio ex aequo di 75,5, le Università della Campania e di Chieti e Pescara.

GLI ATENEI STATALI DA 10 A 20 MILA ISCRITTI

È l’Università di Trento a guidare la classifica dei medi atenei statali (da 10 mila a 20 mila iscritti), con un punteggio complessivo pari a 97,0. Con un incremento di 9 e 7 punti rispettivamente negli indicatori relativi alle strutture per gli studenti e all’internazionalizzazione, l’ateneo guadagna due posizioni rispetto allo scorso anno e rimpiazza l’Università di Siena, che passa al secondo posto con 95,3 punti. La terza posizione è condivisa dagli atenei friulani: l’Università di Trieste e l’Università di Udine ottengono lo stesso punteggio di 91,2. Sono entrambe in ascesa, provenendo dalla quarta (Trieste) e dalla nona posizione (Udine): borse di studio, strutture per gli studenti, comunicazione e servizi digitali sono gli indicatori che, con diversa intensità, hanno agevolato la scalata della classifica. Invece scende dalla seconda alla quinta posizione l’Università di Sassari, penalizzata dalla perdita di 12 punti nell’indicatore sulla internazionalizzazione. Chiudono il ranking, rispettivamente all’ultimo, penultimo e terzultimo posto, l’Università di Napoli L’Orientale, l’Università degli Studi Magna Grecia di Catanzaro e l’Università di Napoli Parthenope.

GLI ATENEI STATALI FINO A 10 MILA ISCRITTI

Nella classifica dei piccoli atenei statali (fino a 10 mila iscritti) primeggia anche quest’anno l’Università di Camerino, con un punteggio complessivo pari a 93,0. Anche la seconda e la terza posizione restano invariate. Seconda è l’Università di Foggia (82,2), incalzata in terza posizione dall’Università di Cassino (82,0). Il quarto e il quinto posto sono occupati dalle Università della Basilicata (81,3) e dell’Insubria (80,5), che risalgono ciascuna di due posizioni. In penultima e ultima posizione ci sono rispettivamente l’Università del Sannio e l’Università del Molise.

I POLITECNICI

Al primo posto il Politecnico di Milano (con un punteggio complessivo pari a 95,8), al secondo il Politecnico di Torino (91,5), che fa retrocedere in terza posizione lo Iuav di Venezia, seguito dal Politecnico di Bari, che chiude la classifica.

GLI ATENEI NON STATALI

Tra i grandi atenei non statali (oltre 10 mila iscritti) in prima posizione c’è anche quest’anno l’Università Bocconi (96,8), seguita dall’Università Cattolica (87,4). Tra i medi (da 5 mila a 10 mila iscritti) la Lumsa si colloca in prima posizione (90,0), seguita con un distacco minimo dalla Luiss (89,8), mentre lo Iulm è al terzo posto (83,0). Tra i piccoli (fino a 5 mila iscritti) la Libera Università di Bolzano continua a occupare il vertice della classifica (con un punteggio complessivo pari a 102,4), seguita dalla Liuc Università Cattaneo (91,0) e dall’Università Roma Europea (83,6), che passa dalla ottava posizione dello scorso anno alla terza. Chiude la graduatoria l’Università Lum Jean Monnet, preceduta dall’Università della Valle d’Aosta.

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