I migranti della Diciotti e la crisi istituzionale

I migranti della Diciotti e la crisi istituzionale

23 Agosto 2018 06.43
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È il quarto giorno a bordo della nave Diciotti attraccata nel porto di Catania per 150 migranti, mentre il 22 agosto è stato autorizzato lo sbarco dei minorenni. E anche sulle modalità di questo ordine del ministro Salvini ci sono state polemiche. «Tutto è avvenuto senza documentazione scritta ma attraverso Facebook, così come attraverso Facebook è arrivata l'autorizzazione allo sbarco dei minori non accompagnati», ha riferito il deputato Riccardo Magi che ha parlato con il comandante Kothmeir. Per il resto è tutto bloccato, in attesa del vertice Ue delle prossime ore e di un complicato accordo tra i Paesi europei. Una volontaria ha raccontato a Terre des Hommes che i minori sono fortemente denutriti, deboli e qualcuno presentava evidenti feriti. Per tutti gli altri migranti a bordo invece non c'è ancora il via libera del ministro degli Interni Matteo Salvini, che sulla questione ha ingaggiato un braccio di ferro istituzionale con la magistratura e con il presidente della Camera Roberto Fico (qui i particolari). Pugno di ferro contro l'Ue anche da parte di Di Maio che ha minacciato di tagliare i fondi destinati al bilancio Ue in caso di mancata decisione. Intanto la procura di Agrigento ha aperto un'inchiesta contro ignoti per sequestro di persona e arresto illegale, in parallelo a un'altra che mira invece a chiarire il ruolo degli scafisti. «Arrestino me», ha replicato Salvini, aggiungendo che intende rispondere «al mandato degli italiani che mi chiedono più sicurezza». Durante tutta la giornata del 23 agosto alcuni parlamentari sono saliti sulla nave, dove regnano malumore, frustrazione e delusione. Tra questi, l'eurodeputata del Pd Michela Giuffrida, l'ex presidente della Camera e ora deputata di Leu, Laura Boldrini, e quello di + Europa, Riccardo Magi. Sull'imbarcazione è salita anche Daniela De Robert, del Collegio del Garante dei diritti dei detenuti, la quale ha riferito di precarie condizioni igieniche sulla nave sottolineando che «ci sono persone private della libertà senza un provvedimento dell'autorità giudiziaria, quindi una violazione» e per questo «stiamo presentando una informativa alle procure di Catania e Agrigento». Tensioni sul molo anche tra rete antirazzista, Forza Nuova e una camionetta della polizia.

Ecco le principali cose da sapere sulla vicenda.

IL DUBBIO DEL COMANDANTE DELLA DICIOTTI: MI ARRESTANO?

«Ma che devo fare? Devo entrare in porto o no? Non è che mi mettono i braccialetti d'argento?». Così il comandante della nave della guardia costiera 'Diciotti', Massimo Kothmeir, si sarebbe rivolto ai suoi superiori mentre era in navigazione verso il porto di Catania leggendo sui social network che il Viminale non autorizzava lo sbarco nonostante il via libera all'attracco del ministero per le Infrastrutture. A riferire i presunti dubbi dell'ufficiale è il segretario dei Radicali, Riccardo Magi, che ha parlato col comandante durante la sua visita nella nave per verificare le condizioni dei migranti. «Abbiamo ricostruito con il comandante l'origine di questa situazione – dice Magi – Da una parte l'indicazione da parte del ministro Toninelli e poi poco dopo la posizione del Viminale appresa via web dal comandante. Il comandante ha fermato la nave al largo di Catania e in attesa di conferma da parte dei superiori. Il comando generale gli ha ordinato di attraccare senza consentire lo sbarco. Il comandante mi ha detto che è la prima volta che si è all'attracco le transenne e le forze dell'ordine, al posto delle organizzazioni che predispongono lo sbarco dei migranti».

MAGI: MODALITÀ EVERSIVE

«È eversivo il modo in cui si comporta il governo. Per non parlare delle condizioni di lavoro in cui sono messi poi gli uomini della Guardia costiera…». Lo ha detto il deputato di Più Europa Riccardo Magi al termine della sua visita a bordo della Diciotti. E ha spiegato: «Ho chiesto conferma al comandante: tutto è avvenuto senza documentazione scritta ma attraverso Facebook, così come attraverso Facebook è arrivata l'autorizzazione allo sbarco dei minori non accompagnati. Si tratta di modalità non formali».

LA CHIESA PROTESTANTE UNITA: SALVINI È BLASFEMO

«La Chiesa protestante unita deplora l'operato del governo della Repubblica italiana sul caso della nave DiciottI e condanna fermamente e biasima l'azione del ministro Salvini che, prevaricando le sue prerogative costituzionali, sta causando disagi e dolore a soggetti che hanno diritto all'asilo politico e che continuamente fa blasfemi richiami alla religione cristiana la cui fondamentale legge, detta dal Signore Gesù, è 'ama il prossimo tuo come te stesso». Così il decano della Chiesa Protestante Unita, reverendo Andrea Panerini, sui social network. Perini, spiega una nota, «esprime preoccupazione per il rispetto della Costituzione e degli equilibri istituzionali, essendo stato impedito ai parlamentari l'accesso alla nave", e "invoca un intervento del Capo dello Stato e delle autorità internazionali (Nazioni unite, Cedu, etc) per richiamare il Governo al suo dovere di rispettare le norme e i diritti umani».

BERLINO: UNA DECISIONE ANCORA DA PRENDERE

«La solidarietà non può essere una strada a una corsia» ha detto un portavoce del ministro dell'Interno tedesco all'Ansa, rispondendo alla domanda se Berlino sia disposta ad accettare parte dei migranti della Diciotti. E ha spiegato: «Una decisione sull'accoglienza non è stata ancora presa. Fondamentalmente la Germania sta alla sua responsabilità umanitaria nell'ambito della solidarietà europea. Ci aspettiamo però che anche altri Stati membri partecipino all'azione di accoglienza». Nel frattempo l'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) e l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim) hanno lanciato un appello per esortare «il governo italiano a consentire ai rifugiati e migranti salvati a bordo della nave costiera italiana Diciotti a sbarcare».

LA GERMANIA CONFERMA: CONTATTI FRA I PAESI UE

La Cancelleria tedesca ha confermato che ci sono contatti fra alcuni Paesi Ue per l'accoglienza dei migranti della Diciotti. «Su questa questione alcuni Paesi Ue sono in contatto al momento. Ma il processo di decisione non possiamo anticiparlo», ha risposto un portavoce del governo tedesco in merito alla domanda se la Germania sia disposta ad accogliere parte dei profughi della nave.

IL SALVATAGGIO DI FERRAGOSTO

Nella notte del 15 agosto la Diciotti, nave della Guardia costiera italiana già al centro del caso Vos Thalassa, ha caricato a bordo 190 migranti che si trovavano su un barcone in avaria nelle acque Sar maltesi. A coordinare i soccorsi sono state le Autorità maltesi a cui è stato chiesto un porto di sbarco. Le autorità maltesi non hanno indicato alcun porto maltese spiegando che la meta più vicina era Lampedusa. La nave italiana ha fatto rotta verso la Sicilia mentre governo italiano e maltese hanno iniziato a scambiarsi accuse sulle rispettive responsabilità. Ad ogni modo, i migranti in condizioni di salute più gravi sono stati evacuati, a bordo sono rimasti in 177.

LE MINACCE DI SALVINI, LA ROTTA VERSO CATANIA

Il ministro degli Interni Matteo Salvini ha iniziato a polemizzare sul caso Diciotti il 16 agosto lamentando il fatto che il ministro degli Interni non fosse stato avvertito di quanto stava accadendo e annunciando che gli immigrati non sarebbero sbarcati in Italia. Il governo italiano ha investito della questione l'Unione europea, chiedendo che non fosse il nostro Paese a dover gestire sbarco e accoglienza dei migranti. La nave, tuttavia, stante la situazione di emergenza su indicazione del ministro dei Trasporti Danilo Toninelli ha fatto rotta verso Catania, dove è arrivata nella notte del 20 agosto.

L'INCHIESTA DELLA PROCURA E LO SBARCO DEI MINORI

La Procura di Agrigento ha aperto un'indagine (a carico di ignoti) per sequestro di persona e arresto illegale sul trattenimento a bordo dei 177 migranti soccorsi dalla Guardia Costiera. La mossa ha irritato il ministro degli Interni Matteo Salvini che, in un post sui social network, si è autodenunciato come responsabile della decisione di non far sbarcare gli immigrati, chiedendo polemicamente ai suoi "amici" se sarebbero andati a trovarlo in carcere in caso di arresto. Intanto, però, ha dato il via libera allo sbarco dei minori non accompagnati. A bordo sono rimasti in 150. Intervistato dal Corriere della Sra, il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio ha spiegato: «La politica e l'alta amministrazione sono libere di prendere le scelte che ritengono opportune. Alla magistratura resta la valutazione giuridica di quanto avviene, su sfere e ambiti diversi. Ovviamente qualsiasi limitazione della libertà personale deve fare i conti con norme e regole della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo, della Costituzione, del Codice penale e del Codice di procedura penale. Non si scappa». E sulla condizione di chi si trova a bordo: «Sono quasi tutti affetti da scabbia. Una realtà devastante, a cominciare dai cattivi odori che ti restano addosso. Mi ha accompagnato un appuntato che non era mai stato a contatto con questa realtà. Sconvolto. "Dottore dal vivo cambia tutto, non è come si legge sui giornali…". Ha ragione».

GLI OPERATORI: «SBARCATI 27 SHCELETRINI»

«Abbiamo accolto 27 scheletrini, il più magro sarà stato un po' più basso di me e sarà pesato una trentina di chili, la gamba con lo stesso diametro del mio polso. Uno era tutto e solo orecchie. Uno non riusciva a camminare perché era pieno di dolori. Tre invece avevano delle bende lerce al polso, al piede e al braccio sparato». È stata la testimonianza di un'operatrice, pubblicata da Terre des Hommes, presente sera al porto di Catania allo sbarco.

Pare che per la nave Diciotti, ferma nel porto di Catania, la Procura stia indagando “ignoti” per “trattenimento…

Geplaatst door Matteo Salvini op Woensdag 22 augustus 2018

LO SCONTRO CON IL PRESIDENTE DELLA CAMERA ROBERTO FICO

Matteo Salvini si è scontrato anche con il presidente della Camera Roberto Fico che in un primo tweet ha chiesto che venissero sbarcati tutti i 177 immigrati e i minori in particolare. Dopo la sbarco dei minori, in un secondo tweet ha difeso la sua scelta di intervenire nonostante il ministro Salvini l'avesse invitato a non occuparsi di questioni che non sarebbero di sua compenteza.

Salvini, a questo punto, è nuovamente intervenuto sostenendo che Fico non sia in linea con il suo partito di provenienza, il M5S (la cosa sarebbe irrilevante essendo il presidente della Camera una carica istituzionale super partes, ma questo non rientra nel modo di concepire il rapporto con le istituzioni del ministro degli Interni): «Con Luigi Di Maio lavoro molto bene. Qualcun altro ha tanto tempo per parlare, penso al presidente della Camera, che ogni tanto dice e fa l'esatto contratto di altri esponenti M5s: è un problema che si risolveranno loro».

150 ANCORA A BORDO, SALVINI VUOLE IL MODELLO AUSTRALIANO

Sull'unità della Capitaneria di Porto rimangono ancora 150 migranti adulti in attesa della ripartizione tra i Paesi dell'Unione europea. Sul molo Polizia di Stato, carabinieri e personale della Guardia Costiera non fanno avvicinare nessuno alla nave. Salvini ha dichiarato che il suo obiettivo è il modello autostraliano, definito "No way", per cui nel Paese non sbarca nessun immigrato arrivato illegalmente via mare: «Sulla Diciotti sono tutti illegali: l'Italia non è più il campo profughi d'Europa. Con la mia autorizzazione, dalla Diciotti, non scende nessuno».

BLOCCATO GOMMONE DELLA RETE ANTIRAZZISTA

Inanto un'azione dimostrativa della Rete antirazzista, che a bordo di un gommone ha tentato di avvicinarsi alla Diciotti, è stata fermata dalle motovedette delle forze dell'ordine, che hanno tenuto l'imbarcazione a distanza dalla nave della Guardia costiera. Il gommone è ancora in acqua e a bordo ci sono alcune persone con un megafono. A terra un centinaio di manifestanti che gridano slogan: «Minniti, Di Maio, Salvini, siete solo assassini».

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