Migranti, Frontex avverte: «La minaccia terroristica resta alta»

27 Marzo 2018 09.53
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La minaccia terroristica resta alta e occorre «essere certi che non vi siano attraversamenti non intercettati delle frontiere dell'Unione europea», perché questo «va a scapito della sicurezza dei Paesi membri».

FLUSSI NON INTERCETTATI. Il direttore esecutivo di Frontex, Fabrice Leggeri, è intervenuto al parlamento europeo e ha parlato dell'operazione Themis, la missione di soccorso e monitoraggio che ha sostituito Triton e che si propone di potenziare i controlli a Sud-Est (tra Turchia, Grecia e Albania) e a Sud-Ovest (tra Tunisia e Algeria) dell'Unione europea. Leggeri ha spiegato che i velivoli di Frontex hanno rilevato flussi di migranti non intercettati da Algeria e Tunisia, che pongono «preoccupazioni di sicurezza» e su cui si sta lavorando.

CALO DI ARRIVI DALLA LIBIA. Per quanto riguarda invece la Libia, ha aggiunto Leggeri, «non ci aspettiamo un aumento degli arrivi, almeno non per il momento». Dal primo gennaio 2018 sono stati 6 mila i migranti illegali intercettati sulla rotta del Mediterraneo centrale, il 62% in meno rispetto allo stesso periodo del 2017. Ma solo il 71% di questi è partito dalla Libia, rispetto al 95% del 2017, perché nel 2018 il 20% delle partenze dei migranti è avvenuto dalla Tunisia.

SPAGNA NUOVA META. In termini di nazionalità a sbarcare sono stati soprattutto eritrei (1.500) e tunisini (1.200), seguiti da nigeriani, pachistani, libici e ivoriani. Ma se sono in calo gli arrivi in Italia, si registra invece una «crescita vertiginosa» verso la Spagna, ha sottolineato Leggeri, e per questo d'accordo con Madrid si è deciso di condurre l'operazione Indalo in modo permanente. Obiettivo dell’operazione, cominciata nel 2007 e successivamente rinnovata, è controllare le acque tra Spagna e Marocco e i confini dell'Andalusia. La misisone è stata sospesa nel 2008 e poi è ripresa nel 2009.

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