Migranti in piscina: è il giorno della messa a Pistoia

Redazione
27/08/2017

Alla fine il sacerdote pro-immigrati ha stretto la mano ai militanti di destra di Forza nuova arrivati a Pistoia per...

Migranti in piscina: è il giorno della messa a Pistoia

Alla fine il sacerdote pro-immigrati ha stretto la mano ai militanti di destra di Forza nuova arrivati a Pistoia per 'controllarlo', senza cambiare di una virgola la sua posizione nei confronti dell'accoglienza, mentre centinaia di persone dentro e fuori la chiesa si sono riunite intorno a lui mostrandogli solidarietà con lunghi applausi, anche durante la messa. I più felici sembravano proprio loro, i ragazzini immigrati che don Massimo Biancalani ospita nella parrocchia di Vicofaro e che sono finiti al centro delle polemiche dopo quella foto su Facebook della loro giornata in piscina.

MILITANTI ACCOLTI CON UNA STRETTA DI MANO. Per la messa delle 11, loro che sono musulmani, si sono vestiti a festa, hanno aiutato in chiesa e non sono mai mancati nelle foto scattate dai media, sempre con un largo sorriso accanto al prete. Consapevoli che è anche per loro che don Massimo è finito sotto i riflettori. «Massimo non aiuta solo noi, ma anche i poveri italiani che sono ospiti qui: viviamo con loro come fratelli» ha spiegato Ibrahim che viene dal Gambia. Non lascia solo il prete anche quando don Massimo, già pronto per la celebrazione, si mette alla porta della chiesa per stringere la mano ai fedeli che arrivano e, con loro, anche al 'drappello' di aderenti a Forza nuova che, come annunciato, entrano in chiesa poco prima della celebrazione.

ALTA PARTECIPAZIONE IN SEGNO DI SOLIDARIETA'. Volto impassibile, senza tradire alcuna emozione, la ventina di attivisti di estrema destra si lasciano dire dal parroco: «Ragazzi non è necessario che ve lo dica…», ha detto riferendosi al luogo. «Siamo in chiesa, rispetto non tanto a me ma per quello che celebriamo». Sono rimasti in silenzio anche durante la celebrazione, anche quando nell'omelia don Massimo non ha taciuto il suo pensiero sull'accoglienza dei migranti, tra gli applausi dei parrocchiani, ma anche dei tanti che sono arrivati a Vicofaro per portare un segno di solidarietà.

L'ATTACCO CONTRO I PROVVEDIMENTI DEL GOVERNO. «I recenti provvedimenti presi dal governo sul tema dell'immigrazione sono inaccettabili, non risolutivi» ha scandito durante l'omelia, applaudito dai fedeli. Un concetto che poi ribadirà anche di fronte alle telecamere. Dopo aver chiesto scusa ai parrocchiani per il clamore suscitato con il suo comportamento, don Massimo ha detto la sua sul decreto Minniti sull'immigrazione e sul codice per le Ong. «Il risultato che otteniamo è che se c'è un drastico calo degli arrivi – osserva – contemporaneamente va considerato che migliaia di persone vivono in lager dove uccisioni e torture sono all'ordine del giorno. I ragazzi stessi ce lo raccontano».

LANCI DI POMODORI CONTOR I FASCISTI. Fuori dalla chiesa, dove il Pd aveva dato vita ad un sit-in silenzioso, sono invece partite bordate di fischi e urla contro gli esponenti dell'estrema destra già al loro arrivo, ma soprattutto quando sono usciti: «Fascisti, fuori, fuori» gli slogan accompagnati dal lancio di qualche pomodoro. Gli esponenti di Fn, separati da un cordone di forze dell'ordine, hanno reagito sfoderando guanti neri e facendo il saluto romano.

SOLIDARIETA' DAL VESCOVO. «Il prete si occupi delle anime e non di politica» ha detto poi ai giornalisti Leonardo Cabras, che di Fn è coordinatore regionale, ribadendo di aver voluto "controllare" dopo la 'provocazione' del parroco. Dentro la chiesa invece è continuata la fila di persone che hanno voluto stringere la mano a don Biancalani, portargli una parola di solidarietà. Parole di vicinanza anche dal vicario del vescovo, Patrizio Fabbri, che come annunciato ha concelebrato la messa alla quale ha partecipato anche il cappellano del carcere di Sollicciano. «Don Massimo – ha detto dall'altare, prima della messa il vicario del vescovo – coniuga il vangelo con la vita e la sua è una bella testimonianza perché accoglie ragazzi da altri Paesi e senza fissa dimora da anni».