Malta e Italia litigano di nuovo sui migranti

16 Agosto 2018 19.29
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Non c'è pace per la nave Diciotti. L'imbarcazione della guardia costiera è ora al centro di un braccio di ferro tra il ministro dei trasporti Danilo Toninelli e il collega dell'Interno Matteo Salvini. Il grillino aveva confermato su twitter che la nave aveva ricevuto il via libera per attraccare a Catania, ma a stretto giro fonti del Viminale hanno fatto sapere che il vicepremier non ha dato nè darà alcuna autorizzazione all'attracco finché non avrà certezza che i 177 migranti a bordo andranno altrove. Il ministero ha sottolineato che si attendono risposte dall'Europa. Al momento sembra che la nave possa attraccare ma che i migranti a bordo non scenderanno finché non ci sarà dall'Europa una risposta sulla ripartizione degli immigrati tra vari Paesi. In mattinata era circolata la notizia che la nave potesse sbarcare a Pozzallo ma senza conferme ufficiali.

NUOVO SCONTRO TRA ROMA E LA VALLETTA

La nave militare italiana era stata oggetto di un nuovo scontro tra Italia e Malta. «L'Italia non ha appigli legali per chiedere» a Malta «di fornire un porto sicuro per questo ultimo caso» ha scritto il governo maltese in una nota in riferimento alla richiesta della Guardia costiera italiana di un porto per lo sbarco e l'assistenza. «Il porto più vicino è Lampedusa» ha spiegato il ministro degli Interni Michael Farrugia. Lo stallo va avanti da diversi giorni. E il 19 agosto è arrivata una nuova replica di Matteo Salvini: «O l'Europa decide seriamente di aiutare l'Italia in concreto, a partire ad esempio dai 180 immigrati a bordo della nave Diciotti, oppure saremo costretti a fare quello che stroncherà definitivamente il business degli scafisti. E cioè riaccompagnare in un porto libico le persone recuperate in mare». Il giorno successivo apre a un eventuale sbarco in Italia, ma ribadisce: «basta che i 177 migranti vengano suddivisi, nello spirito di solidarietà europea, che è fatta di 27 paesi».

APERTA UN'INCHIESTA

La Procura di Agrigento ha aperto un'inchiesta per «conoscere il tentativo di ingresso» di migranti avvenuto il 16 agosto scorso al largo dell'isola di Lampedusa, tratti in salvo dalla motonave Diciotti e ad oggi ancora ospitati sulla medesima motonave della Guardia Costiera. L'indagine «punta a individuare scafisti e a conoscere le condizioni dei 177 migranti a bordo della unità navale militare». Lo rende noto il procuratore Luigi Patronaggio.

UE AL LAVORO PER TROVARE UNA SOLUZIONE «RAPIDAMENTE»

Sul caso della nave Diciotti «siamo al lavoro per trovare una soluzione, la più rapida possibile. Siamo stati contattati dalle autorità italiane e stiamo contattando gli Stati membri». Così Tove Ernst, portavoce della Commissione Ue per la Migrazione. La portavoce non commenta invece le dichiarazioni del ministro dell'Interno Matteo Salvini, che nei giorni scorsi ha affermato di voler riportare i migranti in Libia se l'Ue non troverà una soluzione. «Non commentiamo scenari ipotetici», ha rimarcato.

LA GUARDIA COSTIERA: «SITUAZIONE IMBARAZZANTE»

«Ci sono tanti colleghi che in questi giorni mi stanno scrivendo per esprimere disagio. Sui social ci stanno attaccando: attaccano la Guardia costiera, ci sono richieste al governo di destituire il comandante generale, l'ammiraglio Giovanni Pettorino. Paragonano la nave Diciotti a quella di una Ong, il nostro operato a quello degli scafisti. Sono attacchi ingiusti…». Antonello Ciavarelli, delegato Cocer della Guardia costiera, intervistato dal Corriere della Sera, esprime il malessere dei sui colleghi per lo stallo sulla nave Diciotti: «È incomprensibile. Anche imbarazzante. La nave Diciotti è una nave militare dello Stato italiano e le viene impedito di ormeggiare in un porto italiano! Noi militari ovviamente obbediamo al governo, però ci aspettiamo anche una politica più risoluta nel dare disposizioni!».

RICHIESTA FORMALE ANCHE DELLA FARNESINA

«La Farnesina ha ufficialmente e formalmente investito della questione» della nave Diciotti con 177 migranti a bordo «la Commissione europea, affinché provveda a individuare una soluzione in linea con i principi di condivisione tra gli Stati membri dell'Unione Europea», è stata la posizione ufficiale espressa in una nota del ministero degli Esteri nella quale si sottolinea che «il governo italiano ritiene indispensabile che la Commissione assuma direttamente l'iniziativa, vocata a individuare i Paesi Ue disponibili ad accogliere le persone salvate in mare». Il ministro Moavero ha spiegato che «un'azione decisa da parte delle istituzioni europee, che l'Italia naturalmente sostiene appieno, può consentire di superare in modo ordinato e sistemico le difficoltà e rendere strutturale l'approccio di condivisione degli oneri, peraltro già applicato più volte, negli ultimi due mesi, sulla base di intese ad hoc fra gli stessi Stati».

SCAMBIO DI ACCUSE TRA LA VALETTA E TONINELLI

Nel corso della giornata erano andati avanti gli scambi di accuse tra Roma e Malta, in particilare attraverso una serie di tweet. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli aveva infatti scritto che: «#Diciotti dimostra che l'Italia non si tira mai indietro quando si tratta di salvare vite umane. Il comportamento di Malta è ancora una volta inqualificabile e meritevole di sanzioni. L'Ue si faccia avanti e apra i propri porti alla solidarietà, altrimenti non ha motivo di esistere». A stretto giro è arrivata la replica del ministro degli Interni maltese: Per i migranti a bordo della Diciotti «l'unica soluzione finale è di sbarcarli a Lampedusa o in un porto italiano. Se l'Italia vuole ancora trattare questo caso come un #salvataggio, Lampedusa rimane il luogo più vicino di sicurezza secondo le convenzioni applicabili», ha scritto in un tweet. La Guardia costiera italiana «ha intercettato i #migranti all'interno del SAR maltese soltanto per impedirgli di entrare nelle acque italiane», ha poi aggiunto.

  • Lo scambio di tweet tra il ministro delle Infrastrutture Toninelli e il ministro degli Interni maltese Farrugia

UE: «PRONTI A FORNIRE SOSTEGNO»

La portavoce della Commissione per la Migrazione Tove Ernst ha comunicato che stanno seguendo gli sviluppi del caso della nave Diciotti molto da vicino. E ha aggiunto che: «Per il momento non sono al corrente che vi siano contatti tra la Commissione e gli Stati membri» per un accordo sulla distribuzione dei migranti a bordo. Un'intesa che, come in altri casi precedenti, permetterebbe di trovare un porto sicuro per lo sbarco. «Ma come in passato, siamo pronti, se c'è necessità, a fornire sostegno al coordinamento e prestare tutto il nostro peso diplomatico per soluzioni veloci».

SALVATAGGIO NELLA NOTTE DLE 15 AGOSTO

Nella notte del 15 agosto 190 naufraghi sono stati caricati a bordo della Diciotti: i migranti erano su un barcone con il motore in avaria e con infiltrazioni di acqua a bordo. Subito sono state evacuate 13 persone, quelle bisognose di cure mediche e i loro loro familiari. A coordinare i soccorsi, avvenuti nell'area Sar maltese, sono state le autorità de La Valletta. Per questo ora il Centro italiano di coordinamento del soccorso marittimo ha informato Malta della situazione e chiesto un porto dove sbarcare.

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