Migranti, l’Ue offre all’Italia un rafforzamento dell’operazione Triton

14 Agosto 2017 17.31
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Bruxelles si dice pronta a valutare il rafforzamento dell'operazione Triton nel Mediterraneo centrale, per le operazioni di ricerca e salvataggio dei migranti, se l'Italia ne dovesse fare richiesta, dopo che alcune Ong hanno sospeso le missioni di soccorso davanti alla Libia, per il venir meno delle condizioni di sicurezza.

E mentre i dati sui migranti sbarcati in Italia, diffusi da Frontex, indicano un calo del 57% a luglio, il ministro degli Esteri Angelino Alfano in un'intervista alla Bild attacca i Paesi dell'Unione per il flop delle relocation. Il programma di trasferimenti dall'Italia e dalla Grecia «non funziona affatto» e «i profughi rimangono dove sono», avverte, tornando a chiedere «una politica migratoria europea che si faccia carico degli arrivi dall'Africa».

TRITON, PIANO OPERATIVO CONCORDATO CON ROMA. Ma andiamo con ordine. La portavoce della Commissione europea per le politiche migratorie, Tove Ernst, nel ribadire come le Ong «abbiano fatto e facciano nel Mediterraneo ciò che può essere solo descritto come un nobile lavoro», ricorda anche che il primo obiettivo di Bruxelles è salvare vite. Per questo, dopo il venir meno del supporto di Msf, Sea Eye e Save the Children alle attività di soccorso davanti alla Libia, Frontex è pronta a valutare un'eventuale richiesta di Roma per potenziare l'operazione Triton. «Le necessità del piano operativo sono concordate con le autorità italiane – spiega Ernst – e i livelli delle risorse impiegate corrispondono ai bisogni identificati dall'Italia. Sono sottoposti a costante monitoraggio e vengono aggiustati a seconda della situazione, se necessario».

IL RUOLO DELLA GUARDIA COSTIERA LIBICA. I dati diffusi da Frontex, tuttavia, rivelano che a luglio i migranti sbarcati in Italia sono stati 10.160, -57% rispetto a giugno: il livello più basso per il mese di luglio dal 2014. In tutto gli arrivi in Italia, nei primi sette mesi dell'anno, sono stati 93.900, più o meno in linea con lo stesso periodo del 2016. Sempre a luglio sono stati invece 2.300 i migranti arrivati in Spagna, oltre quattro volte il dato dell'anno scorso. Molti fattori, secondo Frontex, hanno determinato il significativo calo degli sbarchi in Italia: dalle peggiori condizioni del mare nella prima metà di luglio agli scontri nei pressi della città libica di Sabrata, uno dei principali punti di partenza dei migranti. Ma anche la presenza della Guardia costiera libica, che ha scoraggiato i trafficanti dall'inviare barconi.

ALFANO PUNTA SULLA RICOSTRUZIONE. I nigeriani costituiscono il contingente più rappresentato: uno ogni sei. A seguire i cittadini di Bangladesh, Guinea e Costa d'Avorio. Secondo il ministro Alfano, tuttavia, ricostruire la Libia da cui partono i migranti è «l'unica soluzione» per allentare la pressione verso l'Europa: «Vogliamo creare lì sistemazioni umanitarie per i profughi e a questo scopo dobbiamo raggiungere finalmente l'unità politica del Paese e il ripristino della stabilità».

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