Cosa ha detto l'attentatore del bus nell'interrogatorio

Cosa ha detto l’attentatore del bus nell’interrogatorio

21 Marzo 2019 07.28
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Il giorno dopo tra ragazzi terrorizzati e retorica della politica si cerca di dare un senso all'episodio dello scuolabus con 51 studenti a bordo dirottato e poi incendiato dall'attentatore Ousseynou Sy. Quello che l'uomo avrebbe detto in sostanza, nell'interrogatorio davanti al capo del pool dell'antiterrorismo milanese Alberto Nobili e al pm Luca Poniz è che iI caso della nave Mare Jonio è stato «l'episodio scatenante, la goccia che ha fatto traboccare il mio vaso». L'uomo è accusato di sequestro di persona, strage, incendio e resistenza.

«L'HO FATTO PER NON FAR VENIRE QUI GLI AFRICANI»

«L'ho fatto per dare un segnale all'Africa, perché gli africani restino lì e così non ci siano morti in mare», è stata una delle prime ammissioni di Sy dal carcere di San Vittore. L'uomo ha riferito di essere un «panafricanista» e ha spiegato di sperare anche nella vittoria delle destre in Europa: «Così non faranno venire gli africani». Poi ha aggiunto: «Volevo andare a Linate per prendere un aereo e tornare in Africa e usare i bambini come scudo». L'uomo, secondo quanto riferito, ha più volte ribadito che non voleva fare loro del male.

«L'UNIONE EUROPEA SI APPROFITTA DELL'AFRICA»

Sy, secondo quanto ha riportato l'Ansa, dalla galera ha raccontato la sua filosofia con lucidità e dovizia di particolari. La sua idea è che l'Africa sia stata colonizzata e che l'Europa di approfitti dell'Africa mettendo governi che fanno comodo all'Occidente, ed è per questo che gli africani sono costretti a emigrare. Invece «gli africani devono restare in Africa ed è l'Occidente che non lo consente». Quindi ha spiegato: «Questa cosa l'avevo in mente da un po', per dare un segnale». Dalla cella ha ribadito: «Guido i pullman da 25 anni, se avessi voluto far del male ai bambini lo avrei già fatto».

Dalle indagini della procura di Milano è emerso anche che l'autista si mise in malattia alcuni anni fa quando gli venne sospesa la patente per guida in stato di ebbrezza e, dunque, la società per cui già lavorava all'epoca, la Autoguidovie, non seppe nulla di quell'episodio. L'uomo arrestato il 20 marzo dopo aver dato fuoco ad un bus su cui viaggiava una scolaresca, è sorvegliato a vista in una cella insieme ad altri detenuti nel carcere di San Vittore dove è stato portato intorno all'una del 21 marzo. L'uomo, che subito dopo l'arresto era stato medicato in ospedale per ustioni leggere, ha avuto solo il colloquio con il medico di guardia. Questa mattina, invece, incontrerà lo psichiatra, lo psicologo e l'educatore del reparto.

IL LEGALE HA CHIESTO LA PERIZIA PSICHIATRICA

Il difensore di Sy chiederà per il suo assistito una perizia psichiatrica. «È doveroso», ha spiegato l'avvocato Davide Lacchini, «a fronte dell'enormità del gesto e su questo anche la Procura concorda». Lacchini ha spiegato anche che l'uomo non era armato di pistola durante il dirottamento del mezzo. Il legale ha affermato che, probabilmente, i testimoni che hanno visto una arma da fuoco si sono confusi per via del fatto che l'autista aveva un fodero in cui custodiva un coltello per difendersi da eventuali aggressioni come spesso si verificano a bordo di mezzi di linea.

ALLA RICERCA DEL VIDEO-MANIFESTO DELL'AUTISTA

Durante l'interrogatorio Sy ha parlato anche di un video manifesto che l'uomo avrebbe postato sul suo canale privato di una piattaforma web e inviato ai suoi conoscenti in Italia e in Senegal. Nel filmato l'uomo spiegava le ragioni del suo 'gesto eclatante' contro le politiche migratorie italiane. Il video era stato fatto arrivare in Senegal, perché quella azione in cui voleva «mandare il messaggio 'Africa Sollevati'» e dire agli africani d«non venire più in Europa e punire l'Europa per le politiche a suo dire inaccettabili contro i migranti». La sua intenzione era quella di raggiungere l'aeroporto di Linate, per tornare in Senegal, ma con sé non aveva nulla, men che meno un biglietto aereo. Ora investigatori e inquirenti che stanno indagando sul caso stanno cercando di acquisire il filmato. Nell'indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Alberto Nobili e dal pm Luca Poniz e condotta dai carabinieri, nelle prossime ore verranno ascoltati a verbale i bambini e gli accompagnatori delle due classi della scuola media di Crema, mentre già il 20 marzo gli investigatori del Ros hanno effettuato perquisizioni nella casa di Sy, sequestrando, in particolare, materiale informatico. Gli inquirenti dovrebbero inoltrare già il 21 marzo al gip la richiesta di convalida dell'arresto con le accuse di strage, sequestro di persona, incendio e resistenza e poi l' interrogatorio di garanzia davanti al giudice potrebbe tenersi già il 22 marzo.

SALVINI: «TOGLIEREMO LA CITTADINANZA A QUESTO INFAME»

Intanto sul caso dell'attentato sventato sul bus è intervenuto anche il ministro dell'Interno Matteo Salvini: «Faremo il possibile perché a questo tizio infame venga tolta la cittadinanza italiana: non parli a nome di sessanta milioni di italiani», ha dichiarato. «Scriverò una circolare a tutti i sindaci – aveva annunciato intervistato a Radio24 – per chiedere di controllare che non ci siano delinquenti alla guida di un bus». Il responsabile del Viminale ha parlato anche del caso che avrebbe fatto da miccia all'attentato: «I migranti sono sbarcati dalla Mare Ionio perché fosse possibile sequestrare la nave, indagare il comandante e interrogare equipaggio e passeggeri. Finalmente la collaborazione tra forze dell'ordine e magistratura ha portato agli occhi degli italiani quello che è evidente: questi sono atti politici e non di salvataggio». E ancora: «Sono arrivati in Italia per un evidente atto di provocazione politica. Ora lascio che la giustizia faccia il suo corso». A Minniti che lo accusa di fare propaganda Salvini ha risposto: «Di che cosa? faccio il ministro dell'Interno dove sta la propaganda. Tre quarti del mio tempo lo dedico a combattere mafia, camorra e 'ndrangheta. Stiamo combattendo paese per paese una lotta alla droga che è una emergenza nazionale.È chiaro che sull'immigrazione clandestina abbiamo ottenuti risultati evidenti che nessun Minniti, nessun Alfano di turno aveva raggiunto, spero di occuparmi sempre di meno di controllo di confini, di espulsioni e sbarchi e di dedicarmi ad altro».

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